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Rende: madre usa il figlio di tre anni per l’elemosina, denunciata

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Rende: madre usa il figlio di tre anni per l’elemosina, denunciata

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carabinieri controlli sera Rende 1

Nel corso dei controlli sul territorio fermato anche un uomo che dopo aver pestato a sangue un 43enne ha iniziato a distruggere la sua auto

 

RENDE (CS) – I carabinieri di Rende nelle ultime ore hanno denunciato in stato di libertà due persone. Si tratta di una trentenne rumena residente a Cosenza accusata di aver impiegato minori nell’attività di accattonaggio. La donna infatti è stata sorpresa nei pressi di un esercizio commerciale di Rende mentre obbligava il figlio di tre anni a chiedere l’elemosina ai passanti. Oltre alla trentenne i militari hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza un ventisettenne di Altomonte. Sottoposto ad accertamento etilometrico il ragazzo è risultato positivo con un tasso alcolemico nel sangue superiore ai limiti previsti dalla legge (1,21 g/l). La sua patente è stata immediatamente ritirata e l’autovettura affidata a persona idonea alla guida. I carabinieri di San Fili hanno invece denunciato in stato di libertà un 34enne residente a San Vincenzo la Costa per porto di armi od oggetti atti ad offendere.

 

L’uomo sottoposto a perquisizione personale è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico, subito sequestrato, con una lama lunga ben 8 centimetri. A Luzzi un 37enne del posto è stato denunciato per lesioni personali e danneggiamento aggravato in quanto a seguito di una lite scaturita da motivi futili pare abbia aggredito con calci e pugni un concittadino 43enne causandogli lesioni al volto giudicate guaribili in 10 giorni. Terminato il pestaggio si sarebbe poi accanito contro l’autovettura della vittima provocando ingenti danni alla carrozzeria. I militari della Stazione Carabinieri di Bisignano hanno rintracciato ed arrestato un 42enne cosentino sul quale pendeva un ordine di espiazione pena di un anno e tre mesi per il reato di estorsione commesso ad Acri nel mese di agosto del 2006. L’uomo è stato quindi tradotto presso la propria abitazione in regime di detenzione domiciliare.

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