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Erosione e abusivismo, Tansi: “preoccupa Bonifati”. Gambilongo: “si ammettano gli errori” (AUDIO)

Nadia Gambilongo (in basso) sociologa e fondatrice di un gruppo su Facebook “Come può uno scoglio arginare il mare” seguito da oltre mille utenti, la pensa in maniera diversa su alcuni aspetti. “La situazione è sotto gli occhi di tutti – dice – la costa è letteralmente devastata, il panorama è stravolto e non esiste più la lunga spiaggia che caratterizzava Fuscaldo Marina e che attirava turisti e visitatori anche dalla Germania. Chiunque si rechi sul posto può constatarlo e le immagini hanno fatto il giro del web: strade sconnesse, muri franati, case circondate dalle onde. La situazione è grave”.
ASCOLTA L’INTERVISTA a Nadia Gambilongo
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Fuscaldo marina, le differenze tra il lungomare nord e sud
“Per effetto della costruzione di questi pennelli, partita dal 2008, le coste sono state stravolte nella morfologia, i pennelli costruiti perpendicolari alla spiaggia hanno creato un effetto molto semplice da capire: se si blocca la corrente prevalente da nord ovest, si bloccano le correnti marine che portano sabbia e chiaramente il pennello a nord genera una situazione con un accumulo di sabbia, ma a sud del pennello le onde scavano e restituiscono i disastri che abbiamo documentato”. “Quello che alcuni chiamano ripascimento è il blocco della sabbia a nord del pennello. Ma se si blocca da una parte, dall’altra il mare scava. Quindi che intervento è? Anche questa tipologia di intervento è suscettibile di valutazioni soggettive: chi si trova a nord ha un minimo di tutela mentre chi è a sud ha la casa nell’acqua”.
Una cosa è l’erosione, un’altra è l’abusivismo
“Io credo che non sia corretto confondere il fenomeno dell’abusivismo con quello dell’erosione costiera, causato dalla costruzione dei pennelli anche perchè hanno tempi diversi. L’abusivismo di cui si parla è degli anni ’70 e le case che oggi sono finite in acqua erano state costruite a più di 300 metri dalla spiaggia con concessioni edilizie e a norma. Invece le case che sono state tutelate con massicciate ecc… erano state costruite sul demanio. Ma parliamo di abusivismo edilizio degli anni ’70 poi le istituzioni devono fare la propria parte. Se c’è il folle che fa una costruzione di questo tipo le case abusive devono essere demolite e bisogna far rispettare le regole. L’erosione costiera (questo può dirlo qualsiasi geologo), non è generata dall’abusivismo. Un’erosione di uno o due metri all’anno, è un fenomeno più o meno naturale, ma un’erosione che galoppa al ritmo di 10 – 20 metri all’anno è stata causata da interventi sbagliati. E da Belvedere a scendere verso Fuscaldo, senza soluzione di continuità troviamo pennelli”.
“Bisogna avere il coraggio di ammettere gli errori”
“Io credo che bisogna mettere un punto e cambiare registro se da più di un decennio registriamo interventi fallimentari. Nel caso, ad esempio dei massi, questi provengono dalle montagne e creano dissesto, ma soprattutto muovono un settore, quello del ‘movimento terra’ che tutti conosciamo con tutta la sua problematica sull’illegalità. Massi che si buttano a mare e producono questi effetti… bisogna avere il coraggio di dire “abbiamo sbagliato”. Innanzitutto si potrebbe pensare a soluzioni ecosostenibili e che abbiano un impatto ambientale e di tutela del patrimonio costiero differente”. Ma il mare, lo ha detto Tansi ed è certamente un dato oggettivo, non aspetta i tempi della burocrazia ed è necessario quanto prima agire.



















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