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Aereo ultraleggero precipita sul lago Ampollino, pilota alla sbarra

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Aereo ultraleggero precipita sul lago Ampollino, pilota alla sbarra

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aereo silaf XL

L’amico del quarantaquattrenne morto mentre cercava di raggiungere la riva è accusato di omicidio colposo

 

CROTONE – Gita domenicale trasformata in tragedia. Due amici con la passione del volo decidono di trascorrere una giornata insieme per ammirare il panorama della Sila dall’alto. E’ il 20 ottobre del 2013 quando Egidio Ritacca, veterinario quarantaquattrenne di Firmo, e Pier Giorgio Falvo, ingegnere di Castrovillari, partono dall’areostazione di Sibari in direzione del Lago Ampollino. Viaggiano a bordo di un ultraleggero biposto modello Savannah. La prima tappa del tour termina a Cotronei, con atterraggio nei pressi di villaggio Baffa. Si riparte, ma al decollo il velivolo perde subito di potenza. Falvo, che pilota l’ultraleggero, è costretto all’ammaraggio sul lago.

 

Con l’amico decide di abbandonare il mezzo che sta sprofondando in acqua e raggiungere la riva a nuoto. In loro soccorso arriva un altro ultraleggero che plana sull’Ampollino, il pilota si getta nel lago per salvare i due. Ormai però per Ritacca è troppo tardi, l’uomo non riesce a rimanere a galla e annega. Il suo corpo sarà recuperato successivamente dai vigili del fuoco a quattro metri di profondità. Superstite è Falvo, il proprietario del piccolo aeroplano, sul quale pende l’accusa di omicidio colposo. L’ingegnere rinviato a giudizio, secondo i legali dei familiari di Ritacca costituiti parte civile nel processo (avvocati Franco Maradei, Vittorio Franco e Domenica Nociti), avrebbe causato la morte dell’amico per negligenza ed imprudenza.

 

Recuperato l’ultraleggero un perito dell’aeronautica pare abbia rilevato che il rubinetto del carburante durante il volo fosse chiuso, circostanza che non avrebbe permesso al motore di alimentarsi provocandone lo spegnimento. Stamattina presso il Tribunale di Crotone è iniziato il processo che vede alla sbarra Pier Giorgio Falvo che quel giorno si trovava alla guida dell’aeroplano a bordo del quale sembrerebbe non vi fossero salvagenti o giubbotti di salvataggio. Il processo è stato aggiornato alla fine di marzo quando in aula saranno ascoltati i testimoni della tragedia consumatasi in uno dei paesaggi più suggestivi della Sila crotonese.

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