Rende
Appropriazione dei fondi dei gruppi consiliari, revocato il sequestro a Principe

Sandro Principe si riprende i suoi soldi, dopo la decisione Tribunale di Reggio Calabria che ha disposto la revoca del sequestro nei suoi confronti in merito alla vicenda che lo ha visto accusato di peculato.
RENDE (CS) – E’ stata accolta l’istanza dei legali (gli avvocati Franco Sammarco, Anna Spada e Paolo Sammarco) di Sandro Principe, ex consigliere regionale, ex parlamentare, ex sindaco di Rende in tal caso ex capogruppo regionale del Pd e pertanto il Tribunale di Reggio ha disposto la revoca del sequestro delle somme di denaro ritenute profitto del reato di peculato. La vicenda è quella dell’utilizzo dei fondi destinati ai gruppi consiliari della Regione. Gli avvocati hanno fatto leva sulla carenza delle indagini che avrebbero dovuto fornire dimostrazione dell’utilizzo per fini privati dei fondi. Secondo i legali l’intero impianto accusatorio nei confronti di Principe sarebbe stato costruito su un equivoco ovvero quei fondi, Sandro Principe e i componenti del gruppo consiliare del Pd li avrebbero utilizzati per pagare pasti, viaggi, soggiorni e servizi in linea con i dettami della legge regionale del 2002. L’impiego dei soldi dunque, rientrerebbe nella normale attività del gruppo del Partito democratico.
Il Tribunale, dunque, ritenendo che tali tipologie di spesa non siano indicative del perseguimento di finalità private, uniformandosi a quanto stabilito anche dalla Suprema Corte di Cassazione, intervenuta sulla vicenda cautelare per altri imputati nello stesso procedimento, ha sancito che il punto non sia stato adeguatamente sviluppato in fase investigativa e, di conseguenza, mancano i presupposti per poter applicare il provvedimento di sequestro preventivo. Quei fondi pertanto, secondo i giudici reggini, i consiglieri li avrebbero trovavano utilizzati per espletare attività in rappresentanza dei gruppi consiliari e per il funzionamento di questi. Da qui, la assoluta mancanza di ogni presupposto idoneo sostenere la appropriazione di denaro pubblico da parte di Principe.



















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