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Approvati i bilanci del Comune e della Provincia di Cosenza, dai ‘Palazzi’ si chiedono ancora sacrifici ai cosentini

COSENZA – Bisogna ripianare i debiti.
Con 19 voti favorevoli e l’astensione dei consiglieri del PD Ambrogio, Formoso e Lucente, il Consiglio comunale di Cosenza, presieduto da Luca Morrone, ha approvato il Rendiconto della Gestione relativo all’esercizio finanziario 2014. Un esercizio in cui il peso dei debiti fuori bilancio è tale da aver indotto il Sindaco ad impegnarsi di fronte al Consiglio per l’istituzione di una commissione speciale per studiare le anomalie emerse. Un impegno tradottosi in nulla di fatto nonostante fosse già stata concordata la nomina dal consigliere Sergio Nucci alla carica di presidente. Sul caso Ambrogio ha annunciato le intenzioni di sporgere denuncia al Prefetto affinchè si indaghi sui rendiconti del Comune di Cosenza nonchè sulle casse dell’Amaco. All’assise ha partecipato il nuovo segretario generale Alfonso Rende mentre il vicesindaco nonchè assessore al Bilancio ha spiegato a grandi linee i risultati ottenuti dalla Giunta Occhiuto in quattro anni di governo, ovvero un bilancio consuntivo da 118 milioni di euro.
Le spese dal 2012 sono state ridotte di sei milioni di euro, passando da 73 a 73 milioni grazie al taglio del 10% delle prestazioni. A fronte di ciò sono però diminuite le entrate tributarie ed extratributarie, soprattutto per quanto riguarda la riscossione del pagamento delle tasse per la gestione dei rifiuti, che quest’anno ammonta in totale a 76 milioni di euro riscossi. Con il riaccertamento residui attivi Cosenza perde 150 milioni di euro. Si tratterebbe di attività di bilancio sovrastimate negli anni ed oggi depennate. Una scelta giustificata dal sindaco Occhiuto affermando che: “Se vengono ridotti i residui attivi per 150 milioni di euro vuol dire che è stato fatto un lavoro che prima non è stato mai fatto”. Una cifra che rappresnta il vero e proprio buco di bilancio del Comune di Cosenza a cui copertura a cui copertura erano stati posti Crediti che non sarebbero mai stati liquidati in quanto erano inseriti nei bilanci solo per creare fasulli equilibri. Centocinquanta milioni di euro saldati dai cosentini con l’accesso ad un mutuo cui pagamento è stato spalmato sui prossimi trenta anni. Nonostante ciò dall’anno prossimo Vigna promette la riduzione della pressione fiscale a carico di famiglie e imprese. Il consigliere Perri del Popolo delle Libertà ha quindi richiamato l’afttenzione sulle consulenze chiedendo che siano ridotte, mentre l’assessore Luciani ha manifestato la volontà di dimettersi dalle proprie funzioni.
Sul bilancio della Provincia di Cosenza, presieduta sempre da Mario Occhiuto, pesa invece la Legge di Stabilità che ha visto le entrate dell’ente subire un taglio di ben 79 milioni di euro nel triennio 2011-2014. A relazionare ieri, nel corso del rendiconto di Gestione 2014, sui dati di bilancio è stato il Presidente della Commissione Bilancio Nicola Tenuta, che ha evidenziato “un risultato positivo per 21 milioni di euro in gestione competenze cui fa da contraltare un disavanzo di amministrazione di circa mezzo milione di euro che preoccupa. L’Ente comincia ad avere risultati negativi perché diminuiscono risorse e riscossioni”. Per far fronte ai tagli la spesa del personale è stata ridotta del 54,04% con la conseguente riduzione dei salari. Il consigliere Campolo, presente alla discussione ha evidenziato che in “sostanza le risorse per scuole e strade non ci sono più perché le Province sono state chiamate a contribuire in modo abnorme al riequilibrio della finanza pubblica, al punto che molti Enti sono già in dissesto. La Provincia di Cosenza ancora tiene”. Il Presidente Mario Occhiuto ha confermato a sua volta che si tratta di “un momento oggettivo di difficoltà delle Province italiane, la cui situazione sarà sempre più critica senza un cambiamento del quadro normativo”. Insomma i debiti ci sono e sarà difficile ripianarli, come per il Comune di Cosenza anche per la Provincia, senza ulteriori sacrifici per la cittadinanza.


















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