Cosenza
“Terrorismo sociale” in Calabria, si combatte con il Pin’s Pre Attack Indicators

Il questore Giancarlo Conticchio ha preso la parola come “padrone di casa”. «Oggi è una tangibile dimostrazione nel coordinamento tra le forze di polizia – ha esordito soddisfatto il questore di Cosenza alla presenza degli allievi carabinieri della scuola di Reggio Calabria e gli allievi del corso di vice ispettore della polizia di Stato. Oggi partiamo con un progetto di informazione perché sono convinto che un buon operatore di polizia, per essere tale deve essere informato e formato altrimenti si fanno altri mestieri. Il nostro mestiere richiede innanzitutto preparazione professionale e attenzione. Oggi vogliamo dare un po’ di attenzione al nostro lavoro quotidiano . Ringrazio il prefetto Rizzi per la sua presenza e la particolare dedizione che svolge nel suo lavoro per i poliziotti. Un ringraziamento anche al magnifico Rettore Crisci per l’ospitalità data, al procuratore generale Otello Lupacchini e i procuratori della Repubblica di questo distretto, Spagnuolo, Facciolla e Bruni per la costante attenzione che viene rivolta al mondo della investigazione. I questori della Calabria, i colleghi dell’Arma carabinieri e della guardia di Finanza perché con loro oggi sono presenti il futuro sia della polizia che dell’Arma dei carabinieri. Sono proprio loro che sono impegnati da domani nell’affrontare quotidianamente i pericoli della strada e oggi vogliamo parlare di questi pericoli presenti perché trattasi di un fenomeno attuale che costituisce una minaccia reale e al tempo stesso subdola perché riguarda in primo luogo noi operatori della polizia che affrontiamo quotidianamente dei rischi con lo svolgimento del nostro lavoro, motivo per cui la nostra attenzione deve essere ben alta. A volte bastano piccole accortezze a far si che quell’attimo fatale non cambi per sempre la nostra vita e quella degli altri.
Occorre avere la mente sul lavoro quando entriamo in servizio, dobbiamo pensare al lavoro che facciamo,. Dobbiamo aspettare i rinforzi dove la situazione lo richieda e una cosa importante non lasciarsi prendere la routine e la routine che ci ammazza. Ogni intervento è diverso dal precedente. Dobbiamo essere padroni del territorio e conoscere il territorio per saper distinguere i segnali di pericolo. Non far salire a bordo una persona senza averla perquisita: Queste sono alcune regole che un buon operatore di polizia deve tenere a mente. Non esistono
ricette o manuali che prevedono il rischio zero di attentato, di evento delittuoso, evento dannoso nei confronti di un operatore di polizia, nei confronti della cittadinanza. Ma dobbiamo saper cogliere i segnali di un imminente pericolo. E’ proprio questo che noi oggi vogliamo organizzare con questo incontro formativo. Noi dobbiamo saper individuare i dettagli che sono la parte fondamentale e iniziale di un imminente attacco e pericolo. Lo dobbiamo gestire anticipandolo, quindi la prevenzione prima di tutto che può far molto e ha fatto molto.
Il controllo del territorio è ciò che può fare la differenza. Poi seguono le indagini e le attività investigative. Attenzione quando controlliamo gente e autovetture per strada. Saper cogliere l’attimo fuggente, il gesto e non considerare routine la richiesta di un documento . Avere sempre la soglia dell’attenzione alta. Il nostro compito quale operatore delle forze dell’ordine è essere al servizio della comunità. Non ci hanno obbligato a afre i poliziotti; lo abbiamo scelto. E dobbiamo tutelare la collettività però d’altro canto la collettività, i cittadini devono anche darci la partecipazione attiva. Occorre che i cittadini devono denunciare, partecipare ciò che loro vedono perché non è una battaglia solo ed esclusivamente delle forze di polizia ma è una realtà che riguarda l’intero mondo civile. Dobbiamo essere in grado di non cambiare le nostre abitudini, prendere la metropolitana, andare nelle piazze ed ai concerti. Noi ci saremo. Il cittadino è ben consapevole che in alcuni casi ci sono delle limitazioni che serve ad avare una vita tranquilla che serve a riappropriarsi degli spazi che stiamo perdendo.

Ringrazio il prefetto Rizzi per la sua presenza e la particolare dedizione che svolge nel suo lavoro per i poliziotti. Un ringraziamento anche al magnifico Rettore Crisci per l’ospitalità data, al procuratore generale Otello Lupacchini e i procuratori della Repubblica di questo distretto, Spagnuolo, Facciolla e Bruni per la costante attenzione che viene rivolta al mondo della investigazione. I questori della Calabria, i colleghi dell’Arma carabinieri e della Guardia di Finanza perché con loro oggi sono presenti il futuro sia della polizia che dell’Arma dei carabinieri. Sono proprio loro che sono impegnati da domani nell’affrontare quotidianamente i pericoli della strada e oggi vogliamo parlare di questi pericoli presenti perché trattasi di un fenomeno attuale che costituisce una minaccia reale e al tempo stesso subdola perché riguarda in primo luogo noi operatori della polizia che affrontiamo quotidianamente dei rischi con lo svolgimento del nostro lavoro, motivo per cui la nostra attenzione deve essere ben alta. A volte bastano piccole accortezze a far si che quell’attimo fatale non cambi per sempre la nostra vita e quella degli altri».



















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