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”Anime Nere” di Criaco, pluri-nominato ai ”David di Donatello 2015”, arriva a Gioiosa Jonica

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”Anime Nere” di Criaco, pluri-nominato ai ”David di Donatello 2015”, arriva a Gioiosa Jonica

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GIOIOSA JONICA (RC) – Importante incontro culturale, organizzato dalla Pro Loco Unpli e dal Comitato Promotore per il Club Unesco “Naniglio” di Gioiosa Jonica, alla presenza di Gioacchino Criaco autore del famoso romanzo “Anime nere”.

L’appuntamento è per questa sera alle 20,30 nella Sala del teatro “Gioiosa” in Piazza Vittorio Veneto a Gioiosa Jonica (RC), con il prezioso Patrocinio dell’Amministrazione Comunale e della Regione Calabria e, con la collaborazione del C.T.M. di Domenico Pantano, della Banca Mediolanum Family Banker Office di Siderno e dal Club Unesco di Palmi. Dal romanzo “Anime Nere” di Gioacchino Criaco, edito Rubbettino, è stato realizzato l’omonimo film per la regia di Francesco Munzi che ha ottenuto un boom di nomination al “David di Donatello 2015”, considerato l’”Oscar” italiano per la cinematografia, la cui cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 12 giugno. La pellicola di Munzi che ha finora ottenuto ben sedici candidature, tra cui quella di miglior film e regista, racconta la difficile realtà dell’entroterra calabrese.

 

La presentazione dell’Autore è affidata alla giornalista Rai Annarosa Macrì. Interverrà lo studente universitario Antonio Roselli che farà da “apri-pista” per Gioacchino Criaco. Infatti, il giovane commenterà, attraverso un’approfondita relazione, il romanzo con cenni critici personali, prima di lasciare la platea interamente all’Autore. Al termine della conversazione con Criaco, sarà proiettato il film. Si tratta di un film-racconto, dai forti contrasti, il frutto di una scrittura studiata a fondo. Leo, figlio “smanioso” di Luciano, una notte spara alcuni colpi di fucile sulla saracinesca di un bar “tutelato” da un clan locale, in quel di Africo nel cuore dell’Aspromonte. Una provocazione come risposta a un’altra “provocazione”. Un atto intimidatorio, ma anche un gesto oltraggioso che il ragazzo immagina come prova di coraggio e affermazione d’identità nei confronti del clan rivale e del padre, maggiore di tre fratelli, dedito alla cura degli animali e dei morti, e lontano dalla cultura delle faide.

 

I fratelli di Luciano hanno preso altre strade lontano da Africo, in una Milano permeata di affari criminali lungo la rotta della droga tra l’Olanda e la Calabria. Dopo la provocazione notturna, Leo deve e vuole cambiare aria, e raggiunge lo zio Luigi, il più giovane dei tre fratelli, spavaldo nel correre su e giù per l’Europa stringendo patti “commerciali” con cartelli sudamericani, e lo zio Rocco, ormai trapianto a Milano con aria e moglie borghese, arricchito proprio dai proventi di quei traffici internazionali. L’eco della bravata di Leo giunge in quel di Milano, risvegliando la mai sopita attrazione per la vendetta, la faida, in un misto di orgoglio represso dal benessere, o da esso alimentato sotto mentite spoglie. Il fratello più grande, infatti, è richiamato bonariamente dal boss del clan rivale, e umiliato nel suo essere uomo, primogenito, padre di famiglia. I fratelli si mettono in viaggio verso il loro Sud, la loro terra, sentendo il richiamo di una cultura antica, “richiamo” fatale a un destino immutabile che punta dritto verso la tragedia, senza scampo.

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