Cosenza
VIDEO – Cosenza: Le Iene dal dirigente Asp condannato per truffa e rimasto al suo posto

Il caso del dirigente dell’Asp Pietro Filippo, arriva alle Iene. Condannato in Cassazione per truffa è rimasto al suo posto senza neanche restituire quanto dovuto
COSENZA – “Dottor Filippo, lei è la dimostrazione vivente che un posto pubblico è per sempre, lei è un fuoriclasse, lei è il Messi dei furbetti del cartellino“. I riflettori delle Iene, ancora una volta, si sono accesi su Cosenza. La storia raccontata ieri sera da Filippo Roma, è quella del dirigente dell’Asp, il dottor Pietro Filippo, condannato in Cassazione per falsa attestazione della presenza in servizio (ovvero timbrava il cartellino e se ne andava tranquillamente in giro a farsi i fatti suoi), e magicamente rimasto al suo posto, nonostante le disposizioni disciplinari previste anche dal Contratto Nazionale dei Medici del Servizio Sanitario Nazionale prevedano, nel caso di condanna (parliamo di furbetto del cartellino) il licenziamento senza preavviso. Persino il direttore generale, Raffaele Mauro, ha ammesso che contro il medico condannato ormai è impossibile intervenire, perchè del suo licenziamento avrebbe dovuto occuparsene il suo predecessore, Franco De Rose. Una situazione ‘ereditata’ dunque, che ora non può essere ‘rivista’. La legge lo ha condannato, inutilmente, perchè lui beffando tutti, è ancora lì.
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Il dirigente medico Filippo, nonostante una condanna definitiva con sentenza della Cassazione per truffa ai danni dello Stato, a cinque mesi, 10 giorni e alla restituzione delle somme indebitamente percepite, non ha assolutamente restituito le somme, ma ha addirittura mantenuto il suo posto di dirigente di un’Unità Operativa Complessa che si occupa di disabili e anziani. Anziano e disabile è anche il signor Francesco, che Filippo Roma ha incontrato insieme alla moglie, Antonia. Un uomo malato di Sla che è stato rimandato a casa dall’ospedale ed abbandonato al proprio destino, senza assistenza se non per due ore al giorno. Francesco dovrebbe usufruire del regime di assistenza domiciliare e l’Asp insieme al Comune dovrebbe garantirgli un’assistenza gratuita e continuativa. Ma un’assistenza h24 non è possibile, rispondono dall’Asp, accampando scuse varie: problemi di personale, non ci sono soldi…

Filippo Roma ha anche incontrato il direttore generale dell’Asp di Cosenza, Mauro che ha confermato la situazione del medico, ma anche la mancata applicazione delle «norme previste dal Regolamento disciplinare area Dirigenza sanitaria, approvato con delibera numero 5211 del 23 ottobre 2010, che richiama le leggi nazionali in materia». Nel 2010 non fu adottato alcun provvedimento da parte di Franco De Rose, che interpellato dalla Iena prima si è “rifugiato” al telefono dietro un paio di “non ricordo”, poi è letteralmente scappato alle semplici domande chiudendosi dietro la porta e liquidando la Iena con un “mi lasci stare”.
Il risultato è che il ‘furbetto’ resta al suo posto e continua a percepire uno stipendio da dirigente, dall’ente che lui stesso ha truffato. “Beccato” su piazza Zumbini, con tanto di autista e auto dell’Azienda sanitaria, ha provato goffamente a difendersi: “perchè dovrei dimettermi? Lei sta dicendo corbellerie”. Filippo Roma insiste: “avrebbe dovuto restituire le somme indebitamente percepite”, ma il medico afferma: “chi le dice che io non l’abbia fatto?”. E a dirlo è stato proprio l’attuale direttore generale Mauro che ha dichiarato fermamente: “non ha mai restituito nulla”. Condannato per truffa e falso e… premiato! Anche questa è malasanità.


















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