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Lamezia senz’acqua, indagato il politico cosentino candidato con il PD

Calabria

Lamezia senz’acqua, indagato il politico cosentino candidato con il PD

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Luigi Incarnato è stato iscritto nel registro degli indagati in qualità di commissario liquidatore della Sorical

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LAMEZIA TERME (CZ) – Sequestrati i serbatoi idrici della città di Lamezia Terme. Il provvedimento è stato emesso al fine di ripristinare la regolare distribuzione dell’acqua tra i residenti. I sigilli agli impianti sono stati apposti dai militari della Guardia di Finanza di Lamezia Terme. Dalle loro indagini sarebbe emerso come la riduzione della portata idrica ha creato disagi a circa 40.000 cittadini. L’acqua, bene essenziale strettamente connesso col diritto alla salute costituzionalmente garantito, è venuta a mancare, sino alla giornata di ieri, dalle 20.00 di ogni sera fino alle 5.00 del mattino successivo in diverse zone della città. A secco, non solo nelle abitazioni dei cittadini, gli esercizi pubblici e commerciali, ma anche infrastrutture essenziali alla comunità e gli apparati antincendio utilizzabili, in situazioni di emergenza, dai vigili del fuoco. La misura cautelare, resa necessaria dal perdurare della carenza idrica, ha lo scopo di prevenire la reiterazione dell’ipotizzato reato di interruzione di pubblico servizio e dell’aggravamento delle relative conseguenze.

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Il sequestro degli impianti idrici di Lamezia Terme, disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica, ha portato anche all’emissione di sette avvisi di garanzia. Tra loro c’e’ il commissario liquidatore della Sorical, Luigi Incarnato, candidato nel collegio uninominale della Camera di Castrovillari, con la coalizione di centrosinistra (che raggruppa PD – + Europa – Insieme e Civica Popolare) in quanto rappresentante di Insieme che raggruppa in un unica lista il Partito Socialista Italia, Verdi e Area Civica. Con lui è indagato anche l’altro commissario liquidatore, Baldassare Quartararo. Le altre persone raggiunte da un avviso di garanzia sono Paolo Villella e Mario Perri, dirigenti della Lamezia Multiservizi; Sergio De Marco, Massimo Macri’ e Luciano Belmonte, dirigenti e referenti della Sorical.

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“L’ho già detto e lo ribadisco, – si è subito affrettato a dichiarare il liquidatore di Sorical Incarnato – ben venga l’indagine della Procura di Lamezia, forse solo così si farà definitivamente chiarezza sul servizio idrico della Calabria. Non sono e non mi sento nel mirino della Magistratura ma, semmai, della notizia se di questa se ne vuole fare un uso politico e strumentale a poche ore dalle elezioni. Questo è inaccettabile. L’indagine è partita oltre un mese fa e abbiamo dato la massima collaborazione agli inquirenti per far capire le anomalie del sistema che si ripercuotono sui cittadini. A Lamezia, così come nel crotonese nelle scorse settimane (e ogni qualvolta Sorical procede alle riduzioni per morosità), non c’è stata alcuna interruzione dell’erogazione del servizio, ma solo la normalizzazione della forniture ai serbatoi secondo gli standard di leggi nazionali ed europee.
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Di come venga gestita la risorsa idrica, dai serbatoi comunali agli utenti finali, non è responsabilità della Sorical, ma di chi gestisce il servizio. Le azioni intraprese dalla Sorical per il recupero dei crediti sono nell’esclusivo interesse dei cittadini che pagano regolarmente il servizio e che pretendono, giustamente, un servizio di qualità. E’ inconcepibile che il 90% dei cittadini lametini paghi regolarmente il servizio idrico e Sorical, da oltre due anni e mezzo, non riceve il pagamento del servizio reso. La società, nonostante le difficoltà finanziarie, sotto la mia gestione, – conclude Luigi Incarnato – ha ripreso gli investimenti e supportato diversi Comuni a gestire in modo efficiente ed efficace la risorsa idrica che, resta inteso, non è illimitata”.
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