Cosenza
8 Marzo, questore Conticchio: “l’augurio è di vivere serenamente il proprio essere donna” (AUDIO)

Il Questore di Cosenza l’8 Marzo: “L’augurio che faccio a tutte le donne è quello di vivere serenamente la propria femminilità e il proprio essere donna”
COSENZA – Il Questore di Cosenza, il dott. Giancarlo Conticchio ribadisce la vicinanza della Polizia di Stato alle donne, sempre più vittime di violenze e soprusi, e soprattutto crede fermamente nel confronto con i giovani attraverso la riflessione su temi fondamentali quali la cultura dell’affermazione dei diritti e del rispetto delle regole. Grazie anche alla sua sensibilità, sul nostro territorio è stata avviata la campagna d’informazione itinerante del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza denominata “Progetto Camper della Polizia di Stato …Questo non è amore”, finalizzata alla creazione di un contatto diretto tra le donne ed una squadra di operatori specializzati pronti a raccogliere in totale riservatezza le testimonianze dirette di chi, spesso, ha paura di denunciare o varcare la soglia di un ufficio di Polizia.
E oggi, 8 Marzo, giornata dedicata a tutte le donne, il Questore Conticchio, ha ribadito in un’intervista ai microfoni di Rlb, il senso di questo evento “che organizziamo – ha dichiarato – per le varie città e piazze della provincia. E’ un camper della Polizia di Stato con, all’interno donne specializzate nell’affrontare dal punto di vista penale e psicologico, una qualsiasi tipologia di violenza di genere. E’ un camper che riscuote successo e lo vediamo dalla presenza di centinaia di ragazze che si avvicinano per informarsi e per capire cosa accade nel momento della denuncia”.
ASCOLTA L’INTERVISTA al Questore di Cosenza
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In più occasioni il dott. Conticchio, ha ribadito quali sono i segnali che devono mettere in allarme una donna rispetto a potenziali atti di violenza nei suoi confronti. Riconoscere i segnali di violenza è il primo passo. “Non denunciare è molto più pericoloso”, è stato sottolineato recentemente all’indomani dell’ultimo arresto a Cosenza di un uomo accusati di atti persecutori aggravati nei confronti dell’ex moglie”.
“Non denunciare soprusi ed angherie potrebbe portare a violenze ancora più gravi – è il messaggio arrivato dalla Questur di Cosenza – e vittime inconsapevoli potrebbero essere anche minori che subiscono violenza psicologica, essendo segnati indelebilmente per la vita. Per questo le donne ed anche i figli che subiscono violenze di qualunque genere, non solo all’interno del nucleo familiare, sono invitate a denunciare all’Autorità Giudiziaria ed alle Forze dell’Ordine i maltrattamenti subiti. Anche solo una telefonata alle Forze di Polizia, seppur fatta in forma anonima, può interrompere “il cammino” della violenza, impedendo che maltrattamenti si tramutino in reati ancora più gravi. “La donna – ha dichiarato nell’intervista il Questore di Cosenza – deve stare attenta anche agli eccessi di morboso attaccamento e predisposizione alla pressione psicologica. La gelosia, quando diventa eccessivamente pressante è sintomo di qualcosa che non va. Anche la semplice violenza verbale costituisce una possibilità che possa accadere qualcosa”.
La prevenzione e la denuncia
“Nella mia politica di gestione della Questura, ho sempre detto fin dall’inizio che quando un reato viene commesso, vuol dire che c’è un fallimento da parte dello Stato che non è stato in grado di proteggere i suoi cittadini. La prevenzione la facciamo attraverso politiche di informazione. Andiamo nelle scuole e grazie al contributo di associazioni e di volontari, portiamo a conoscenza i giovani dell’importanza della prevenzione e della denuncia. Concludo con un invito alle donne che si occupano di volontariato e di tutelare le fasce più deboli di farsi promotrici di azioni concrete. Noi abbiamo bisogno che dal fatto preventivo si arrivi alla repressione e questo possiamo farlo solo attraverso la denuncia che le donne devono presentare”


















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