Provincia
Corigliano, operazione Tribunale, le punizioni che non perdonano

«Sono stati contestati otto estorsioni, due rapine ed un danneggiamento seguito da incendio – spiega il capitano Calascibetta -. L’importanza di questa attività compiute sia per l’ottima cooperazione tra Carabinieri e la Procura della Repubblica ma non è da dimenticare l’importanza delle vittime, molte delle quali, come abbiamo detto imprenditori edili, agricoli, generi alimentari e distributori di benzina, hanno avuto denunciando questi fatti. Denunce che ovviamente in un territorio difficile come quello della sibaritide si sono riuscite ad ottenere solo grazie alla percezione di sicurezza che le vittime hanno avuto altrimenti sono molto restii a denunciare questi fatti. Denunce con cui poi si è potuto partire con attività di indagini tipiche e atipiche portate avanti dai carabinieri con cui si è potuto arrivare ad acclarare alcune situazioni. Quella più grave è stata quella di un imprenditore edile che è stato accertato essere stato sotto estorsione nel 2005, un periodo temporale di oltre dieci anni. Ormai l’imprenditore soggiaceva alle imposizioni del sodalizio criminale del centro storico e laddove non ci fosse stato l’intervento congiunto delle forze di polizia e della Procura di Castrovillari sarebbe andato avanti. L’imprenditore non ha mai denunciato. Un altro fatto accertato dietro denuncia della vittima e pedinamento dei carabinieri è dell’imprenditore di alcuni distributori di benzina che in più casi è stato sottoposto ad estorsioni in cui si chiedeva che per non avere problemi sul territorio di Corigliano doveva soggiacere alle pretese del sodalizio anche nell’assumere delle ditte nella regione Toscana, in particolar modo a Firenze dove stava aprendo un nuovo distributore. A quel punto gli era stato chiesto di mettere per la costruzione dell’appalto, una ditta compiacente al sodalizio per non avere problema a Corigliano. In relazione ai reati predatori con particolare recrudescenza tra cui le rapine compiute ai danni di un’anziana signora o un altro anziano signore, un imprenditore che non aveva voluto soggiacere alla loro richiesta estorsiva, è stato avvicinato e rapinato della somma che non gli era stata data volontariamente all’interno dell’autovettura e una volta a casa si sono presi oltre 400 euro di soggiacere alle prossime richieste estorsive».
Tenente della Queva comandante del Norm di Corigliano Calabro “i militari sono quelli che in prima persona hanno svolto le indagini”
«Modalità operative dei fatti contestati sono principalmente le attività tecniche di intercettazioni e telefoniche, acquisizione dei diversi filmati di videosorveglianza che ci hanno permesso successivamente lo sviluppo per chiarire alcune situazioni estorsive fondamentali per ricostruire la fase associativa e del relativo coinvolgimento dei soggetti che materialmente facevano da una parte i reati predatori e dall’altra ritenuti responsabili del famoso Tribunale occulto che si era creato di sbagli che non si potevano fare con le conseguenti punizioni corporali. La complessità di queste operazioni che ha avuto due vite: dal 2013 in poi in cui sono stati seguite in diretta le varie situazioni dal punto di vista tecnico e info – investigativo, e poi la parte complessa dell’attualizzazione con la Procura di Castrovillari che ci ha permesso di ritornare su alcune situazioni su cui erano passate un paio di anni e poterle contestare a pieno titolo. Questa operazione colpisce in maniera trasversale lo scalo e il centro storico soprattutto di Corigliano, una realtà apparentemente dormiente ma che invece con l’operazione di oggi dimostriamo che alcuni personaggi criminali anche di primo piano vengono ritenuti responsabili di questi reati».
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