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Le minacce di Labate: “vi brucio vivi”. Riempie una tanica e da fuoco alla casa (VIDEO)

Calabria

Le minacce di Labate: “vi brucio vivi”. Riempie una tanica e da fuoco alla casa (VIDEO)

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arresto labate

L’accusa è di tentato omicidio plurimo nei confronti di sei cittadini romeni, la maggior parte donne e bambini. Antonino Labate, arrestato dalla Polizia di Stato è ritenuto elemento di vertice dell’omonima cosca di ‘ndrangheta operante nel quartiere Gebbione

 

REGGIO CALABRIA – Antonino Labate, classe 1950, è ritenuto elemento di vertice dell’omonima cosca di ‘ndrangheta, intesa anche “Ti Mangiu”, operante nel quartiere Gebbione della zona sud della città di Reggio Calabria. Labate avrebbe tentato di uccidere, lo scorso 27 febbraio sei cittadini di origine rumena, tra cui due minori in tenerissima età, appiccando il fuoco ad un’abitazione fatiscente in cui erano presenti gli stessi, dopo aver rivolto poche ore prima la minaccia di “bruciarli vivi” ad una rumena di 46 anni che aveva occupato abusivamente la struttura, nella quale stava momentaneamente ospitando i suoi connazionali. La donna era stata anche malmenata la mattina dall’uomo a colpi di bastone, ma mai avrebbe pensato che la minaccia si sarebbe trasformata in un incendio.

labate antonino classe 50Gli occupanti l’abitazione, per fortuna, si erano messi in salvo trovando una via di scampo nella parte retrostante dell’immobile quando le fiamme erano già divampate sulla porta dell’abitazione, mentre l’incendio era stato domato dai Vigili del Fuoco, prontamente accorsi sul luogo del delitto a seguito dell’allarme. E da qui sono scattate le indagini dei poliziotti della Squadra Mobile sul movente del grave episodio delittuoso che poteva avere conseguenze anche letali. Futili motivi legati all’abbandono di alcuni sacchetti della spazzatura da parte della donna rumena accanto all’ingresso di un podere di Labate che avrebbero scatenato la rabbia del 68enne che dopo la minaccia è passato alle vie di fatto.

 

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A bordo della sua bici elettrica, si è recato (ripreso dalle telecamere) in un distributore di carburanti, ha riempito una tanica di benzina ed è tornato sul posto appiccando il rogo all’abitazione dove in quel momento si stava festeggiando un compleanno. Antonino Labate è stato dunque l’ideatore ed esecutore materiale dell’incendio, che avrebbe appiccato perchè la donna, romena di 46 anni, aveva abbandonato alcuni sacchetti di immondizia di fronte al cancello di ingresso al terreno di sua proprietà. Al termine delle formalità di rito, Antonino Labate è stato portato nella Casa Circondariale di Reggio Calabria a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

conferenza stampa arresto labate antonino 01

LA COSCA LABATE

L’azione criminale è aggravata perchè commessa al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa, la cosca Labate, avvalendosi della forza di intimidazione del vincolo associativo del clan operante nel quartiere Gebbione e della condizione di assoggettamento ed omertà che ne deriva. La cosca Labate infatti, esercita il dominio mafioso nella zona sud della città di Reggio Calabria delimitata a nord dal torrente Calopinace ed a sud dal torrente Sant’Agata. La conferma della sussistenza e dell’operatività della cosca è stata documentata in diverse indagini, coordinate da questa Direzione Distrettuale Antimafia, tra le quali merita un cenno particolare quella passata alle cronache giudiziarie come operazione “Olimpia”, che ha dato vita al noto processo, al termine del quale veniva confermata l’operatività della cosca esercitata, per molti anni, sotto la posizione dominante del carismatico capo storico ed indiscusso, Pietro Labate, classe 1951, attualmente detenuto, fratello di Antonino Labate.

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