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Operazione “Astrea”, confiscato il patrimonio dell’imprenditore Rechichi da 50 milioni

Calabria

Operazione “Astrea”, confiscato il patrimonio dell’imprenditore Rechichi da 50 milioni

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GUARDIA FINANZA 15

La Guardia di Finanza ha definitivamente confiscato il patrimonio del noto imprenditore legato alla ‘ndrangheta, Rocco Giuseppe Rechichi, stimato in oltre 50 milioni di euro

 

REGGIO CALABRIA – I militari della Guardia di Finanza, su disposizione della Corte di Appello di Reggio Calabria hanno eseguito nei confronti di Giuseppe Rocco Rechichi imprenditore reggino di 60 anni, ritenuto appartenente alla cosca di ‘ndrangheta dei “Tegano”, la confisca del suo intero patrimonio, a seguito delle risultanze delle indagini scaturite nell’ambito dell’operazione “Astrea”, condotta dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Reggio Calabria, e conclusa con l’esecuzione di provvedimenti restrittivi personali nei confronti di 11 presunti affiliati/contigui alla cosca di ‘ndrangheta “Tegano” di Reggio Calabria, tra cui lo stesso Rechichi.

L’imprenditore è accusato di aver posto in essere una serie di fittizie intestazioni di beni/aziende, infiltrando con conseguenti condizionamenti gestionali, la società “Multiservizi S.p.a.” a capitale misto partecipata dal Comune di Reggio Calabria. In tale contesto erano state sottoposte a sequestro preventivo le seguenti società reggine – riconducibili a Rechichi – comprensive delle quote societarie, dei conti correnti e di tutti gli elementi presenti nel patrimonio aziendale, per un valore a suo tempo stimato in € 50.459.542:

– “SI.CA. S.r.l.”, esercente l’attività di “commercio all’ingrosso di materiali da costruzione”;
– “REC.IM. S.r.l.”, esercente l’attività di “compravendita di beni immobili effettuata su beni propri”;
– “COM.EDIL di RECHICHI S.r.l.”, esercente l’attività di “commercio all’ingrosso di materiali da costruzione”.

Successivamente, le posizioni del procedimento “Astrea” e quelle del procedimento “Archi” – quest’ultimo relativo all’omonima operazione di polizia condotta dalla Questura di Reggio Calabria, conclusa nell’anno 2011 con l’esecuzione di 21 provvedimenti restrittivi cautelari nei confronti di presunti affiliati alla predetta cosca reggina per associazione per delinquere di tipo mafioso – sono confluite nel medesimo processo.

Con riferimento alla misura cautelare eseguita sui compendi societari della “SI.CA. S.r.l.”, della “REC.IM. S.r.l.” e della “COM.EDIL di RECHICHI S.r.l.”, il Gup di Reggio ha disposto la confisca di quanto già sottoposto a sequestro preventivo. Per ciò che riguarda la posizione processuale di Giuseppe Rocco Rechichi, dalla lettura del provvedimento della Corte di Appello emerge che: Rechichi costituisce un vero e proprio braccio economico del sodalizio, più marcatamente di altri sodali e coimputati essendo riuscito, grazie anche all’ausilio di liberi professionisti e probabilmente, di centri di potere ancora nell’ombra, a penetrare ed infiltrare persino la Multiservizi S.p.A., società mista, costituita dal Comune di Reggio Calabria per la gestione, tra l’altro, della manutenzione ordinaria e straordinaria di beni di proprietà dell’ente locale. Società di cui lo stesso Rechichi, sino al momento del suo arresto nell’ambito dell’operazione “Archi”, è stato il reale dominus o comunque soggetto munito al suo interno di sicuro potere decisionale, svolgendo in seno alla stessa le funzioni di “direttore operativo”.

Il Guip ha rilevato che dalle dichiarazioni dei collaboratori (Fiume, Iannò, Moio, Fracapane, Lo Giudice) emerge la figura di Rechichi quale affiliato di un certo spessore all’interno del sodalizio di appartenenza radicato nel quartiere Archi di Reggio Calabria. Nella fase di Appello del processo l’imprenditore,  in relazione ai reati allo stesso ascritti, è stato infine, condannato quale partecipe qualificato dell’articolazione territoriale dell’associazione di tipo mafioso ed armata e risulta stabilmente dedito alla gestione degli affari illeciti della cosca Tegano – di cui è rilevante espressione imprenditoriale nella veste di socio privato della società mista Multiservizi S.p.A. – oltre che in Reggio Calabria anche in altre parti del territorio nazionale, con compiti di pianificazione ed esecuzione delle specifiche attività illecite a lui delegate dal vertice dell’organizzazione.

Rechichi inoltre avrebbe svolto attività di supporto alle azioni criminali della cosca forte del ruolo acquisito durante la guerra di mafia, quale soggetto particolarmente legato a Carmelo Barbaro, per aver fornito supporto logistico ai gruppi di fuoco, impiegati nell’agguato a Nino Imerti in agro di Fiumata di Muro. 

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