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Apocalisse, Pellicori rinnova la sua collaborazione con la giustizia

Cosenza

Apocalisse, Pellicori rinnova la sua collaborazione con la giustizia

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Operazione apocalisse Cosenza home 1

Acquisiti il cd contenente dichiarazioni “calde di Pellicori” e il plico di Tripodi che screditerebbe il collaboratore di giustizia. Verranno sentiti i pentiti De Rose e Noblea

 

COSENZA – Il processo Apocalisse ha visto in aula per la prima volta l’assenza dell’imputato chiave, Marco Perna. L’ipotesi di un legittimo impedimento che avrebbe potuto far subentrare un rinvio del processo che il Collegio giudicante ha ritenuto di rigettare. Nella scorsa udienza cinque imputati avevano revocato in aula i difensori. Uno in particolare aveva poi chiesto al presidente del Collegio Salvatore Carpino, di dover presentare importanti prove che avrebbero screditato il pentito Luca Pellicori. Una udienza quella scorsa che si chiuse con una piccola mareggiata, la stessa con la quale si è aperta anche l’udienza odierna, nella quale gli stessi imputati che hanno chiesto la revoca hanno chiesto la rinominato degli stessi legali di fiducia, con tanto di scuse.

Solo uno ha cambiato avvocato mentre Marco Perna ancora nell’udienza odierna si è avvalso dell’avvocato d’ufficio. Quest’ultimo in riferimento al legittimo impedimento, ha presentato un documento di entrata al pronto soccorso di Cosenza che ne avrebbe dovuto giustificare l’assenza. Ma il presidente del Collegio nell’esaminare il documento si è reso conto che nella parte finale si riporta che Perna sarebbe stato dimesso per allontanamento. Il documento sanitario datato 16 aprile 2018 indica che l’imputato sarebbe stato ricoverato presso l’azienda ospedaliera di Cosenza senza però alcuna patologia precisa se non per riferimento dolore toracico. Alla luce di questi fatti il presidente ha ritenuto insussistente il presupposto dell’assolutezza dell’impedimento, rigettando la richiesta di giustifica e trasmettendo gli atti in Procura per valutare se ci siano gli estremi perchè Perna, posto ai domiciliari, si sia allontanato da casa senza alcuna autorizzazione da parte dell’autorità competente. Sempre nei confronti di Marco Perna il Tribunale prima dell’escussione dei teste ha rigettato un’altra istanza presentata da un legale del foro di Torino con la quale si richiede l’autorizzazione per sottoporre l’imputato a visita psichiatrica. Una richiesta per certi versi riportante anomalie atteso che la stessa “non era neppure riconducibile in modo certo all’imputato”.

Alla fine dell’udienza sono state sciolte poi le riserve sulle richieste presentate dall’accusa e dalla difesa sull’acquisizione del cd del pentito Pellicori “che farebbe tremare per le dichiarazioni contenute” e la richiesta di escussione collaboratori di giustizia De Rose e Noblea mentre è stata rigettata quella di sentire altre persone come la moglie di Pellicori ritenute incongrue al processo.

I teste

Tre i teste escussi e due le richieste di dichiarazioni spontanee in aula da parte del pentito Luca Pellicori e di Ippolito Tripodi, imputato e custode di prove schiaccianti contro il collaboratore di giustizia. A parlare per prima un consulente tecnico chiamato a spiegare quante strade raggiungano via Rita Pisani. Alla domanda posta dal legale di uno degli imputati ha spiegato che attraverso l’utilizzo di due navigatori la strada in questione si può raggiungere in due modi: via degli Stadi e via Cilea. Quest’ultima è più pratica se si proviene da Mendicino. Altro teste un fisioterapista che avrebbe tenuto in cura uno degli imputati: «Ho conosciuto Giannone e durante il periodo di riabilitazione è stato trattato da me. Ha avuto una ischemia abbastanza in gravi condizioni. Inizialmente era sulla sedia a rotelle poi siamo passati alla stampella . L’ho avuto in cura circa quattro anni fa. La seduta giornaliera era di circa tre ore. Non ricordo con preciso ma veniva accompagnato dal nipote» Ultimo teste un commerciante congiunto di uno degli imputati che è legato sentimentalmente con la figlia da cui hanno avuto un bambino. Il teste racconta di averlo conosciuto  la vigilia di Natale del 2013, in occasione degli auguri delle festività natalizie. Dopo qualche mese ebbi il piacere di conoscere i genitori. Da subito ho intuito che era una famiglia benestante. Il consuocero è un ingegnere. Dopo la seconda o terza volta mi sono reso conto che assumeva sostanze. Ho chiesto alla madre e mi ha detto che assumeva sostanze da anni. Abbiamo fatto in modo di convincerlo ad un percorso riabilitativo ma lui ha sempre negato la sua dipendenza. Assumeva soprattutto cocaina dall’età di 14 – 15 anni».

Le dichiarazioni spontanee di Pellicori e di Tripodi

E’ stato poi il turno dell’imputato e del collaboratore di giustizia. Pellicori dal sito protetto e con la presenza del legale in aula, l’avvocato Michele Gigliotti, ha ribadito la sua disponibilità a collaborare. Ha parlato di una querela sporta tramite legale al Tripodi per via di alcune foto sul social Facebook inerenti i figli e per i quali nutre timore per la loro incolumità “si stanno ponendo in essere dei tentativi per screditarmi ma io continuo a collaborare”. e nello stesso tempo Tripodi on corredo di un plico abbastanza voluminoso ha dichiarato di chiederne l’acquisizione perchè dovrebbe contenere prove schiaccianti che lederebbero la credibilità del collaboratore di giustizia. Nel plico sarebbero riportate telelfonate e trascrizioni di messaggi tra Pellicori e la moglie». Il collegio si ritira e al ritorno si esprime in moso positivo per l’acquisizone

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