Rende
Rende, ex Legnochimica: prosciolto il primo cittadino Manna

Prosciolto Azzato dirigente dell’Utc settore ambiente e assolto l’ex assessore all’ambiente D’Ippolito. Rinvio a giudizio per il liquidatore Bilotta
RENDE – Assolti. La parola ha risuonato oggi nell’aula 16 del Tribunale di Cosenza, all’esito dell’udienza camerale pronunciata dal giudice per le udienze preliminari Piero Santese nei confronti degli indagati dell’inchiesta dell’Ex Legnochimica, che ha visto coinvolti il sindaco di Rende Marcello Manna, il dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale settore ambiente Francesco Azzato e nei confronti dell’ex assessore all’Ambiente del Comune di Rende Francesco D’Ippolito, che ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato e per il quale la Procura, nella scorsa udienza, aveva chiesto una condanna a due anni e otto mesi di carcere. Rinvio a giudizio per il liquidatore della società Pasquale Bilotta.
Una udienza camerale in cui ha discusso il collegio difensivo presentando atti e documentazione, in cui si è potuto evincere la non colpevolezza degli amministratori locali. Tre ore per giungere alla conclusione finale di assoluzione. In particolare, il sindaco Marcello Manna difeso dal legale Gianluca Garritano e il dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale settore ambiente Francesco Azzato, difeso dall’avvocato Gianluca Acciardi, sono stati prosciolti dai capi di accusa di omessa bonifica e di disastro ambientale per non aver commesso il fatto e perchè il fatto non costituisce reato. Stessa formula utilizzata anche per l’assoluzione dell’ex assessore Francesco D’Ippolito, difeso dagli avvocati Nicola Carratelli e Michele Franzese, su cui pendeva una scure di richiesta di condanna di due anni e otto mesi. Anche per lui, dunque, assoluzione per il reato di disastro ambientale, per non aver commesso il fatto e per il reato di omessa bonifica perchè il fatto non costituisce reato. Viva soddisfazione è stata espressa dal collegio difensivo.
Rinvio a giudizio per il liquidatore della società Legnochimica Pasquale Bilotta, difeso dall’avvocato Pietro Perugini, ritenuto responsabile per la situazione che avvolge il sito di contrada Lecco a Rende, relativamente ai reati di omessa bonifica e disastro ambientale. Pasquale Bilotta avrebbe, tra l’altro, secondo la Procura, omesso di presentare un progetto di bonifica conforme a quanto richiesto nelle varie conferenze dei servizi. Durante il suo mandato presentò, infatti, una sola proposta (prelevare acqua e fanghi dai laghi ripulirli in loco e riversarli nel Crati) ritenuta non applicabile.
Le accuse mosse agli amministratori
Manna, Azzato e D’Ippolito erano stati accusati. in concorso tra loro e rispettivamente nella qualità di sindaco del comune di Rende, di responsabile tecnico settore ambientale e di assessore con delega all’ambiente, di non aver provveduto, essendovi obbligati per legge, ad attivare il potere – dovere sostitutivo di bonifica, ponendo in essere le procedure e gli interventi previsti volti a risanare il sito della ex Legnochimica, le cui acque sotterranee risultano fortemente contaminate per la presenza di metalli pesanti quali alluminio, manganese e ferro, nonchè cromo, nichel arsenico e piombo; di non aver osservato gli obblighi di messa in sicurezza finalizzati ad impedire la propagazione di contaminanti, cagionando un disastro ambientale consistito nel pericolo di offesa alla pubblica incolumità, in ragione della rilevanza del fatto per il numero di persone esposte. In particolare, omettevano di adottare le cautele imposte, la cui realizzazione avrebbero potuto neutralizzare le costanti emissioni nocive e la conseguente forte esposizione al rischio per la salute dei residenti e di tutti coloro che svolgono attività lavorative nel medesimo ambito territoriale.
La Procura nella requisitoria ha anche replicato alle arringhe difensive ma il Gup Santese, valutate tutte le posizioni, ha emesso una sentenza di non luogo a procedersi per il sindaco Manna e il dirigente Azzato e una piena assoluzione per l’assessore D’Ippolito, ritenendo valide le ragioni del collegio difensivo.
Manna chiarisce l’iter amministrativo comunale delle attività poste in essere per l’ex Legnochimica
Le dichiarazioni spontanee rese nella scorsa udienza camerale dal sindaco Marcello Manna delineano il quadro della situazione dell’ex Legnochimica e la serie di interventi messi in atto alla luce dei quali oggi il giudice Santese ha prosciolto il primo cittadino e il dirigente di settore e assolto l’ex assessore all’ambiente.
“Partiamo dalla assoluta incertezza del dato inquinante. Noi – ha spiegato Marcello Manna – ci inseriamo in un iter amministrativo che all’epoca era già in corso. Interveniamo dopo un provvedimento del commissario straordinario Valiante del maggio 2014 che sollecitava entro 15 giorni la presentazione da parte di Legnochimica di un progetto di bonifica. Il mio primo atto amministrativo al Comune di Rende (18 giorni dopo le elezioni) riguarda la Legnochimica con un incontro insieme a D’Ippolito e Azzato per verificare lo stato dell’arte. Il 10 settembre 2014 chiedo alla Regione di inserire l’area nell’elenco dei siti da bonificare.
A fine giugno nel 2015 per sbloccare la situazione sporgo denuncia informando Procura, Prefetto, Regione, liquidatore di Legnochimica e
finanche il TAR. Ho avviato un’interlocuzione con tutti i soggetti coinvolti per procedere alla bonifica, ho creato una commissione consiliare speciale, su mia indicazione i vigili urbani hanno monitorato il sito quattro volte al giorno nel periodo degli incendi, ho provveduto al taglio dell’erba con la Rende Servizi . Gli incendi su Rende sono stati tutti dolosi e abbiamo chiesto l’intervento del Prefetto.
Abbiamo trovato ferro e manganese anche nei pozzi di Roges e Santo Stefano, sono le falde che sono inquinate e non rendono le acque potabili. L’unica spesa che abbiamo potuto fare è quello per uno studio dell’Unical perché il Comune è in predissesto finanziario e non può investire risorse economiche. Abbiamo chiesto anche uno specifico ‘mutuo’ ad un ente simile alla Cassa depositi e prestiti per intervenire nella bonifica di Legnochimica, ma ci è stato negato. Di recente ho preso due provvedimenti: un finanziamento di 50mila euro per un intervento di natura idrica sui laghetti e ho assegnato 100mila euro per continuare la ricerca dell’Unical e attestare i valori degli agenti inquinanti e capire se siamo in presenza di terreni contaminati o meno. Anche nel provvedimento nel TAR era scritto che non c’era urgenza di intervento perché ad oggi manca la certificazione sul grado di contaminazione dell’area”
La soddisfazione dell’Associazione Legalità Democratica
«Caso ex-legnochimica, crolla l’inchiesta della procura di Cosenza . Il movimento cinquestelle e il noto sito di diffamatori locali dovrebbe chiedere scusa al Sindaco di Rende. Soddisfazione – scrive nella nota – da parte dell’Associazione Legalità Democratica rappresentata dal presidente Maximiliano Granata -, per l’esito della sentenza di proscioglimento emessa in data odierna che dimostra l’assoluta condotta lecita del sindaco di Rende nel gestire un caso che si trascina avanti da tanti anni, prima ancora del suo arrivo nella casa comunale. Le ragioni della difesa hanno prevalso sulle accuse che evidentemente non si fondavano su elementi probanti per portare a giudizio il nuovo corso politico di Rende. Crolla l’inchiesta della procura di Cosenza . Gli esponenti del movimento Cinquestelle e i diffamatori del noto sito locale dovrebbero chiedere scusa al Sindaco di Rende Marcello Manna».



















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