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Omicidio Bruni: bisognava spostare il cadavere da Orto Matera

Cosenza

Omicidio Bruni: bisognava spostare il cadavere da Orto Matera

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luca bruni 2

Uno degli ultimi pentiti racconta del timore di Rango nei confronti di uno dei fratelli Lamanna sospettato di drogarsi e di poter divenire “un canterino”

 

COSENZA – Parla Luciano Impieri, uno degli ultimi collaboratori di giustizia. Racconta al pubblico ministero della distrettuale Falvo fatti dove sarebbe stato presente. Fiumi di parole in verbali tutti omissati, che potrebbero contenere tante verità, se andranno a riscontro con le verifiche incrociate da parte degli inquirenti. Per il momento c’è un fatto inerente l’omicidio Bruni, raccontato dal 38enne e messo a verbale lo scorso Marzo. Impieri “tira nel calderone” Maurizio Rango, Ettore Sottile, Daniele e Carlo Lamanna. E proprio su questi due focalizza parte del racconto. Daniele sulla scala del cortile della casa del fratello gli avrebbe confessato che stava male per quello che era successo a Luca Bruni “e che aveva dovuto farlo lui per evitare la stessa fine”. Impieri su alcune cose riferisce per conoscenza di terze persone, ma per altre, come la questione di Lamanna, sarebbe stato presente personalmente. Racconta del contrasto che ci sarebbe stato tra Rango e Lamanna: “Pensava che si drogava e se la poteva cantare sull’omicidio di Luca Bruni”.

Impieri racconta alla Distrettuale che nel 2014 stava sempre con Lamanna e un giorno fu convocato da Ettore Sottile con il quale si vide a via Popilia insieme a Rango. Quest’ultimo  gli palesò la perplessità che Lamanna potesse pentirsi. “Aggiunse che due erano le cose o si ammazza Daniele Lamanna oppure dato che loro si fidavano di me, Ettore Sottile disse “andiamo io e te di notte a spostarlo da dove è sotterrato”. Ma Sottile non ricorda più esattamente il posto esatto perchè il maltempo ha spostato quel segno di riconoscimento che aveva piazzato la sera dell’omicidio “sulla tomba” di Bruni, tra le campagne di Orto Matera alla periferia dell’area urbana di Cosenza, tra Castrolibero e Rende, il 3 gennaio 2012. E di rimando dice a Rango che deve andare anche lui insieme a loro, perchè proprio non lo ricorda più. E Impieri nelle sue dichiarazioni dice chiaramente “Non ho capito se avevano fatto ciò per eliminare anche me, loro sapevano che Lamanna mi aveva messo al corrente di com’erano andati i fatti, temevano molto il fatto che Daniele si facesse di cocaina”. Impieri racconta del pezzo di canna che Sottile avrebbe conficcato nel terreno per ritrovare il cadavere seppellito e di Rango che giustifica l’orologio che porta al polso, come regalo fattogli da un trasportatore, fratello di un collaboratore di giustizia, e non per come pensava Lamanna che l’avesse preso dal polso di Bruni come simbolo a ricordo di quella notte. Il verbale omissato si conclude con Impieri che racconta di aver detto a Rango che non poteva muoversi perchè aveva la libertà vigilata. Per Rango però il fatto era urgente e si doveva fare e quindi “poteva rischiare di non essere trovato a casa”.

Adesso è da capire l’attendibilità delle dichiarazioni considerato che lo stesso Impieri racconta di essere stato messo al corrente dei fatti da Lamanna…Ma il corpo poi, è stato spostato?

In quasi in tutti i processi, ultimamente, la Distrettuale domanda ai collaboratori di giustizia che proliferano, probabilmente per la paura di finire l’esistenza con qualche ergastolo di troppo tra le mura di un carcere, se le notizie sono apprese dai giornali, da terze persone, oppure perchè realmente presenti e coinvolti nei fatti. Qualche pentito ammette di qualcosa appreso dai giornali, altri dicono “è passato tanto tempo adesso non ricordo, confermo le dichiarazioni dei verbali”, altri ancora si confondono….

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