Provincia
Azienda agricola di marijuana, prosciolti De Rose e Antonucci

Finirono in manette accusati di una presunta coltivazione di oltre una tonnellata di “erba” rinvenuta dall’Arma in ben sei serre e che avrebbe fruttato oltre due milioni di euro
SPEZZANO ALBANESE (CS) – Prosciolti perchè il fatto non sussite. Dopo quasi tre anni di attesa, dal luglio 2015, per Giuseppe De Rose di Spezzano Albanese e Armando Antonucci di Tarsia termina la vicenda che li ha visti coinvolti nella presunta coltivazione illecita di sostanza stupefacente, con l’accusa successiva di spaccio. Nei loro confronti, dopo l’esito favorevole del giudizio in Cassazione avverso l’ordinanza del Tribunale del riesame, l’originaria contestazione venne mutata in quella di tentativo di acquisto di sostanza stupefacente da destinare alo spaccio. Il Gip di Castrovillari, il 27 aprile scorso, in udienza preliminare, ha accolto la tesi della difesa rappresentata dagli avvocati Carlo e Lucio Esbardo; all’esito della deliberazione in camera di consiglio, ha pronunciato sentenza di proscioglimento degli imputati escludendo qualsivoglia collegamento del De Rose e dell’Antonucci con la condotta degli altri imputati Giannelli e Iacovo, condannati in separato processo, ritenendoli totalmente estranei all’attività di coltivazione dello stupefacente.
I FATTI
Nelle prime ore dell’alba del 12 luglio del 2015, i Carabinieri della Stazione di Spezzano Albanese, a conclusione di un più ampio servizio di controllo del territorio coordinato dalla Compagnia di San Marco Argentano, coordinata all’epoca dei fatti, dal capitano Giuseppe Sacco, con la partecipazione di circa 20 militari dei dipendenti reparti territoriali, arrestarono quattro persone, ritenute responsabili del reato di coltivazione illecita di sostanza stupefacente: Pierangelo Iacovo, 26 anni di Cetraro, Giuseppe De Rose, 21 anni di Spezzano Albanese, Armando Antonucci, 27 anni di Tarsia, Pietro Giannelli, 42 anni di Roggiano Gravina, nessuno dei quali con precedenti specifici.
In particolare, gli uomini dell’Arma, scoprirono una vasta coltivazione di canapa indiana, predisposta su un terreno di circa 3.800 mq, condotto in locazione da Giannelli, in località Fedula di Spezzano Albanese. Ben 2.504 piante di cannabis furono infatti rinvenute accuratamente coltivate all’interno di sei serre, su filari paralleli assistiti da un efficiente sistema di irrigazione a tubo e manichette allacciato ad un pozzo.
Le piante, in diversi stadi di crescita e con altezza variabile tra 25 e 170 cm, una volta estirpate risultarono del peso complessivo lordo di circa 1.300 Kg. Nello stesso fondo, in un capanno predisposto per l’essiccazione, furono rinvenuti circa 43 Kg di marijuana già essiccata, circa 700 semi di canapa indiana, in bustine ancora sigillate e di provenienza estera per lo più Spagna ed Olanda, una bilancia a trazione ed una telecamera con relativa cavetteria pronta per essere installata. Nel corso delle conseguenti perquisizioni personali e domiciliari a carico degli arrestati, furono rinvenuti soldi in contanti per complessivi 6 mila euro circa, sottoposti a sequestro in quanto ritenuti provento dell’attività delittuosa.Il valore della sostanza stupefacente sequestrata, stimato sulla vendita al dettaglio, fu tra un milione e mezzo e due milioni di euro.




















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