Provincia
Giro d’Italia e ‘navi dei veleni’, lettera al direttore Rai: “Come è stato assunto il giornalista?” (AUDIO)

Rizzato nel descrivere il territorio ne ha ricordato aspetti poco gradevoli tra latitanti e autovelox-truffa. Di Natale: “Non ci sono rifiuti radioattivi o navi affondate, devono risarcirci”
COSENZA – Non si placa la raffica di polemiche contro il servizio del giornalista di Rai Sport Stefano Rizzato. Nel raccontare la settima tappa del Giro d’Italia 2018 che ha attraversato il Tirreno cosentino il cronista ha messo in luce aspetti poco gradevoli del territorio. Un’iniziativa che non è stata accolta di buon grado soprattutto dai soggetti istituzionali che rappresentano gli enti locali, nonostante Rizzato si sia scusato pubblicamente con i cittadini. Dopo la presa di posizione del sindaco di Cetraro Angelo Aita anche il Presidente del Consiglio comunale di Paola e consigliere della Provincia di Cosenza Graziano di Natale ha inteso far sentire la propria voce. “Le parole del cronista Rai del Giro d’Italia, – afferma Di Natale – di presentazione dei Comuni della costa tirrenica, sono vergognose. Ad iniziare dal Comune di Paola chiederò, ai Sindaci, di azionare le richieste di risarcimento danni e nel contempo è necessario che la Rai prenda provvedimenti su questo Signore. La nostra non è una terra di latitanti e delinquenti c’è tanta gente per bene che onestamente fa il suo lavoro. Ho già scritto al direttore della RAI. Stefano Rizzato prima di parlare di noi dica agli Italiani come è stato assunto. E’ un raccomandato e se vuole mi denunci pure”.
LETTERA APERTA LA DIRETTORE DELLA RAI
“Egregio Direttore, – scrive Di Natale – in occasione del passaggio del Giro d’Italia 2018 lungo la costa tirrenica cosentina il giornalista Rai, Stefano Rizzato, ha descritto i nostri luoghi in maniera deplorevole facendo riferimenti a fatti e circostanze che nulla hanno a che fare con il nostro territorio, la nostra gente e la bellezza delle nostre Cittadine. In particolare ha parlato del Comune di Cetraro richiamando l’attenzione sulla presenza della ‘nave dei veleni’, circostanza quest’ultima smentita dagli inquirenti, del Comune di Longobardi collegandolo alla ‘vicenda degli autovelox’ ed infine ha accostato la città di Paola quale luogo scelto da un latitante messicano. Il suo dipendente avrebbe dovuto invece presentare le nostre località realmente per quelle che sono. La nostra gente è gente laboriosa che con sacrifici manda avanti la propria famiglia, la propria impresa e vive del proprio lavoro. La città di Paola, dove io mi onoro di risiedere, non può essere liquidata come città che ha ospitato un latitante dimenticando che Paola è la città di San Francesco Santo noto in tutto il mondo. Non bastano le scuse perché il danno arrecato al nostro territorio è immenso per cui Le annuncio che promuoverò azione legale al fine di tutelare l’immagine e l’onorabilità della mia terra. Dimenticavo Le chiederei la cortesia di far sapere agli italiani, visto che pagano il servizio pubblico, spiegazioni sull’articolo de La Stampa che indica il Suo dipendente, Stefano Rizzato, come ‘uno dei magnifici del concorsone Rai per giornalisti (5.800 iscritti, 100 vincitori). La graduatoria è statata aggirata: i sette salvati non sono primi sette della graduatoria, ma quelli scelti dai direttori’. Forse questo è un argomento che interessa agli italiani”.
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