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Olivieri voleva uccidere altre 5 persone: “È una vita che li controllo…”

Calabria

Olivieri voleva uccidere altre 5 persone: “È una vita che li controllo…”

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Le indagini sui gravi fatti di sangue di Nicotera e Limbadi che venerdi’ hanno portato all’omicidio di due persone e al ferimento di altre tre, proseguono.

 

VIBO VALENTIA – Francesco Olivieri, il 32enne che imbracciando un fucile da caccia ha ucciso l’80enne Giuseppina Mollese ed il 68enne Michele Valerioti e ferito all’interno di un bar di Limbadi tre persone voleva uccidere ancora. Aveva una lista di almeno altre 5 persone. A raccontarlo è stato proprio lui, al gip nel corso dell’interrogatorio di garanzia e quel progetto omicida lo covava da anni.

Francesco_Oliveri“È una vita che li controllo, li seguo, vedo dove abitano…”, ha riferito Olivieri. Ed è quanto contenuto nella dichiarazione riportata nell’ordinanza del gip: oltre a Giuseppina Mollese e Michele Valerioti, uccisi a Nicotera, e Vincenze Timpano, scampato casualmente alla morte a Limbadi, Olivieri voleva uccidere un medico “reo” di non aver curato bene il fratello Alessandro, poi morto per una grave malattia, e di avere desistito per il troppo movimento in giro; poi un’altra persona che riteneva essere stato “partecipe all’imboscata tesa al fratello Mario” e ancora un’altra persona “di spessore” – della quale non ha rivelato il nome – desistendo sol perché aveva saputo, “con soddisfazione, che già era gravemente malata”.

A chiudere la lista c’era un altro individuo, di altrettanto “spessore”, “reo”, a suo dire, di averlo in passato accusato ingiustamente di un furto e che gli aveva anche rotto un dito. Per portare a termine il suo progetto, Olivieri avrebbe provato a comprare una pistola semiautomatica perché, ha detto al gip, gli “avrebbe agevolato l’esecuzione”, ma la “mancanza di soldi” glielo ha impedito. E’ così che si è armato di un fucile..

Gli inquirenti ipotizzano che Olivieri potrebbe aver ricevuto l’aiuto di qualcuno per bruciare l’auto – la Fiat Panda presa a noleggio ritrovata in una campagna di Spilinga – e poi per raggiungere la casa circondariale di Vibo dove si è consegnato e pertanto sono ancora diversi i punti da chiarire. Le indagini si concentrano anche per chiarire i contorni degli omicidi di un figlio di Giuseppina Mollese, ucciso nel 1995 e di un fratello di Francesco Olivieri, consumato nel 1997. Fatti di sangue ai quali il killer reo confesso – per il quale il gip ha convalidato il provvedimento di fermo – ha fatto riferimento nel corso dell’interrogatorio.

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