Cosenza
Tela del Ragno, in Appello chiesta la conferma degli ergastoli

Requisitoria della Procura generale in Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro. Il processo che ha permesso di ricostruire una serie di delitti in una arco temporale di oltre trent’anni, che hanno disegnato le nuove mappature delle ‘ndrine della provincia di Cosenza
CATANZARO – Tela del Ragno, chiesta la conferma della sentenza di primo grado alla fine della requisitoria della procura generale. A Cosenza la Corte d’Assise condannò all’ergastolo 11 persone accusate a vario titolo di estorsione, usura, omicidio, associazione a delinquere di stampo mafioso, detenzione illecita di armi. Condanne importanti che confermarono il quadro accusatorio portato in dibattimento dall’attuale procuratore della Repubblica di Castrovillari Eugenio Facciolla. In cinque furono assolti e ci fu un solo non luogo a procedere. Gli omicidi nel Tirreno cosentino, tra la fine degli anni ’70 e gli inizi del 2000 che il 31 ottobre scorso sono approdati in Appello, sono sette: Il primo del 1979 porta il nome di Giovanni Serpa, nelle campagne paolane. E poi ancora Pietro Serpa, Carmine Chianello, Rolando Siciliano e Luigi Sicoli e Luciano Martello; i tentati omicidi di Gennaro Ditto, Giancarlo Gravina e Francesco Tundis.
Dal prossimo due luglio inizieranno le discussioni del collegio difensivo.
Facciolla il cinque luglio del 2016 chiese l’ergastolo per Giovanni Abruzzese, Valerio Salvatore Crivello, Francesco Tundis, Giancarlo Gravina, Giacomino Guido, Gennaro Ditto, Paolo Brillantino, Livio Serpa, Mario Martello, Giuseppe Lo Piano, Mario Mazza, Umile Micieli, Fabrizio Poddighe, Nella Serpa. Chiesti 12 anni di reclusione per Vincenzo Dedato e Ulisse Serpa; 15 anni per Giuliano Serpa. Chiesta l’assoluzione per Tommaso Gentile e Mario Matera. La sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Cosenza presieduta dal giudice Garofalo fu ergastolo per Abbruzzese, Crivello, Tundis, Gravina, Guido, Ditto, Martello, Lo Piano, Mazza, Poddighe e Nella Serpe. Ventidue anni per Umile Miceli, 14 e 11 anni rispettivamente per i collaboratori di giustizia Giuliano Serpa e Vincenzo Dedato. Assolti in primo grado Mario Matera, Ulisse Serpa, Tommaso Gentile, Paolo Brillantino e Livio Serpa.



















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