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Aggredito il fotografo cosentino Osvaldo Spizzirri, la solidarietà di Occhiuto

Cosenza

Aggredito il fotografo cosentino Osvaldo Spizzirri, la solidarietà di Occhiuto

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E’ stato lo stesso Spizzirri con un post su Facebook a denunciare l’aggressione subita ieri sera intorno alle 23 mentre ero in strada con i suoi cagnolini

 

COSENZA – “Qualcuno mi ha mandato il messaggio di stare zitto e di parlare meno del centro storico, dei suoi 90 milioni di euro e di come si deve risolvere il problema. Sono stato strattonato insultato e per condimento anche un paio di sberle”. Inizia così il post di Spizzirri, fotografo cosentino che ha deciso di non denunciare l’aggressione alle forze dell’ordine la violenza subita perchè “Non serve – scrive – quando lo stato di diritto è assente. Sarebbe stata normale amministrazione per le forze dell’ordine. Indagheremo e poi come sempre tutto va a finire nel dimenticatoio. Non per offendere le forze dell’ordine che fanno il loro dovere sempre con i limiti del loro finanziamento e con i limiti di leggi che salvaguardano invece questi delinquenti comuni”.

“Leggi che salvaguardano il delinquente e che mortificano il cittadino onesto. Aver parlato del centro storico, delle sue verità di come un decrepito filosofo abbia dato suggerimenti e iniziative da farsi, su come risolvere questo problema che interessa tutta la cittadinanza, ha dato fastidio alla delinquenza locale, che secondo il mio ragionamento veniva esclusa dalla spartizione dei profitti di questa grande torta di euro”.

Spizzirri poi ringrazia il suo amico Willy se è ancora vivo: “è un cane a cui manca solo la parola; prendendo anche lui a calci è riuscito ad azzannare un giovane di colore a cui a lacerato un polpaccio. Solo allora si sono dileguati nel vicolo che porta alla famosa “Vineddra da nive”. Chiedo alle istituzioni, al Comune, alla Procura della Repubblica, alle forze dell’ordine – dichiara Spizzirri su Facebook – di vigilare e controllare su questo patrimonio di soldi che verrà speso per il centro storico. Se la malavita locale entrerà nel gioco degli appalti sarà la fine di quel sogno chiamato Centro Storico. Io ho preso le botte ma ciò non toglie che la bocca la lingua ancora possano parlare come il saper scrivere”.

“Non chiedo comprensione per le botte e gli insulti ricevuti ma chiedo a tutta la Cosenza per bene, al Sindaco Occhiuto e tutte le istituzioni di diritto di stare a fianco della Città di Cosenza, una realtà che nel bene e nel male è la nostra casa, la nostra dignità, la nostra eredità, tramandataci dai nostri padri, una città di cui andare fieri. Una città da tramandare ai nostri figli, la nostra “Atene della Calabria di cui oggi nel XXI secolo a ragione e merito anche con il lavoro di questa Amministrazione tutti ci invidiano. Non riconsegniamo questo gioiello di storia, cultura e civiltà nelle mani della criminalità organizzata: avremmo perso tutti – conclude Spizzirri – la civiltà, la storia, i nostri figli…”.

Al post di Spizzirri, sono arrivati decine di commenti di cittadini, amici, ma anche amministratori. Anche il primo cittadino Mario Occhiuto non ha fatto mancare la sua vicinanza: “Caro Osvaldo, mi dispiace molto per quello che ti è accaduto. Ti consiglio di denunciare comunque il fatto alle autorità competenti. Ti sono vicino, per qualsiasi cosa possa esserti d’aiuto in questa vicenda”.

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