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Ddl anticorruzione: il governo chiedera’ tre voti di fiducia

ROMA – Dovrebbe essere vicino il voto di fiducia al Senato sul ddl anticorruzione (forse gia’ nei prossimi giorni). Il governo ha intenzione di fare presto,
dopo aver accolto gli ultimi emendamenti al testo gia’ votato dalla Camera e che e’ arrivato da tempo a Palazzo Madama per una terza lettura. Paola Severino, ministro della Giustizia, e Filippo Patroni Griffi, ministro della Funzione pubblica, sono stati gia’ autorizzati dal Consiglio dei ministri a chiedere tre voti di fiducia sul provvedimento. Il ddl dovrebbe essere infatti diviso in tre parti. Il governo sarebbe intenzionato a proporre tre emendamenti sostituivi della parte relativa alla prevenzione, di quella sull’incandidabilita’ e ineleggibilita’, oltre all’articolo 18 sui magistrati fuori ruolo e della parte restante. La discussione sul ddl anticorruzione riprende intanto oggi alle 9,30 nell’Aula del Senato con gli ultimi due interventi sulla discussione generale a cui seguiranno la replica di relatori e dell’esecutivo. Maggioranza e governo dovrebbero aver trovato l’accordo sulla norma del ddl anticorruzione che riguarda il collocamento fuori ruolo dei magistrati. E’ stato riscritto l’articolo 18 del testo: quello che appunto contiene i limiti agli incarichi fuori ruolo dei magistrati. L’intesa prevede: l’obbligo di considerarsi fuori ruolo per i magistrati che svolgono funzioni apicali; delega al governo di quattro mesi per stabilire ulteriori casi di fuori ruolo; non ci sara’ nessuna deroga per le toghe che svolgono incarichi presso gli organi elettivi, quelli di rilevanza costituzionale e le Corti internazionali. Il limite dei dieci anni consecutivi per il collocamento fuori ruolo comincera’ a decorrere dall’entrata in vigore della legge sull’anticorruzione. Filippo Berselli, Pdl, presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama, si dice soddisfatto per l’accordo di massima sottoscritto: ”I magistrati ogni volta che si tocca la materia si scatenano in vivaci proteste”. A preparare l’accordo ha provveduto una riunione tra Severino, Patroni Griffi e i rappresentanti dei partiti di maggioranza: Enrico Costa (Pdl), Andrea Orlando (Pd) e Roberto Rao (Udc) (all’incontro hanno partecipato anche alcuni componenti della commissione Giustizia del Senato). In quella sede si e’ deciso il semaforo verde alla delega al governo per un decreto legislativo che affrontasse complessivamente la questione dei magistrati fuori ruolo. Le alternative in campo restavano solo lo stralcio, osteggiato pero’ dal Pdl, e la riformulazione del testo. ”Stiamo verificando aspetti molto tecnici”, ha dichiarato in una breve pausa dell’incontro il ministro Severino. ”Dobbiamo approvare in fretta il ddl perche’ si tratta di un provvedimento che serve al paese. Credo che la norma sui magistrati fuori ruolo sia estranea a questo provvedimento. Ma sara’ il governo a decidere cosa fare e deve essere il governo a decidere sulla fiducia. Per noi non ci sono problemi, quello che ci interessa e’ che il provvedimento sia approvato entro questa settimana”, dichiara Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato. Dopo il voto fiducia al Senato, secondo i piani del governo, il ddl passera’ alla Camera dove arrivera’ per una quarta lettura. Potrebbe essere chiesto a Montecitorio un nuovo voto di fiducia per evitare ulteriori lungaggini nel via libera al testo. In una recente intervista al quotidiano inglese ”Independent” e’ stato lo stesso premier Mario Monti a prendere posizione augurandosi la rapida approvazione del provvedimento: ”Stiamo facendo progressi con la legge anti-corruzione, che includera’ misure per garantire che nessun condannato per reati gravi possa partecipare alle elezioni locali e nazionali”. Restano non del tutto accolte le richieste avanzate da larga parte della magistratura per l’introduzione di norme su antiriciclaggio, falso in bilancio, prescrizione allungata. Ma l’Associazione nazionale magistrati, con una nota ufficiale, invita il governo a procedere speditamente: ”Non fare nulla sarebbe un pessimo segnale per i cittadini. La legge in discussione e’ un primo passo utile, anche se incompleto. E’ un primo passo di un percorso che deve subito proseguire con riforme ulteriori”. Se non ci saranno ulteriori intralci, diventera’ presto legge un provvedimento il cui iter si e’ avviato nel 2010 e che all’inizio aveva come prima firma quella dell’ex guardasigilli Angelino Alfano, attualmente segretario del Pdl.
Fonte: ASCA



















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