Calabria
Pesca illegale, operazione Damocle: 15mila tonnellate di prodotti ittici sequestrati

La Direzione Marittima della Calabria ha messo in campo controlli a tappeto tra Calabria e Basilicata per monitorare la filiera della Pesca
REGGIO CALABRIA – L’azione ha portato al sequestro di ben 15 tonnellate di prodotti ittici di cui dodici tonnellate, solo di tonno rosso. Elevate sanzioni per 84 mila euro. E’ il bilancio dell’operazione denominata “Damocle” volta alla tutela degli stock ittici per lo sfruttamento sostenibile delle risorse e a garanzia dei consumatori e che ha coinvolto tutti gli Uffici periferici della Direzione Marittima – Guardia Costiera di Reggio Calabria, coordinati dal 5° C.C.A.P. (Centro Controllo Area Pesca), secondo le direttive del Direttore Marittimo della Calabria e della Lucania, Contrammiraglio (CP) Giancarlo Russo.
I militari della Guardia Costiera sono stati impegnati nel verificare il rispetto delle normative che disciplinano l’intera filiera della pesca, focalizzando l’attenzione sul contrasto della pesca, della detenzione e vendita illegale di tonno rosso e del pesce spada; sulla pesca e la vendita di prodotto ittico sottomisura; sull’assenza totale o parziale delle informazioni obbligatorie per il consumatore e la tracciabilità del prodotto ittico; sull’utilizzo improprio delle reti a strascico e sulla verifica delle condizioni igienico-sanitarie dei prodotti pescati e commercializzati, nonché degli automezzi adibiti al trasporto e i locali commerciali ove i prodotti ittici vengono posti in vendita.
Complessivamente sull’intero territorio calabrese sono state redatte 34 sanzioni amministrative, per un importo complessivo di circa € 84.000 con il sequestro di circa 15.000 kg di prodotti ittici; 4 denunce penali per cattivo stato di conservazione dei prodotti alimentari con il sequestro di circa 80 kg. Otto, i sequestri di vari attrezzi da pesca utilizzati illegalmente in violazione alle normative in materia di sicurezza della navigazione.
L’attività di polizia marittima eseguita sul territorio di competenza del Compartimento Marittimo di Reggio Calabria ha portato ad elevare 19 sanzioni amministrative, per un importo complessivo di circa € 54.000 con il sequestro di circa 11.500 kg di prodotti ittici. Due persone sono state denunciate per cattivo stato di conservazione dei prodotti alimentari con il sequestro di circa 45 kg. Inoltre sono stati eseguiti sette sequestri di vari attrezzi da pesca utilizzati illegalmente in violazione alle normative in materia di sicurezza della navigazione.
Tra le attività di particolare rilievo effettuate. gli uomini di Villa San Giovanni/Reggio Calabria hanno proceduto al sequestro di 10 tonnellate di Tonno Rosso lo scorso fine settimana. Fermato un autrasportatore sbarcato dai traghetti a Villa S. Giovanni era diretto in Spagna. Il tonno, coperto da ghiaccio, era celato dietro alcune pedane di Alalonga, poste in prossimità del portellone dell’autotreno. La normativa comunitaria e nazionale protegge oggi tale specie ittica, in quanto soggetta ad un piano di ripopolamento. Solo alcuni pescherecci autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali possono catturare tale specie ittica, secondo quote prestabilite.
L’operazione è scattata a seguito della segnalazione da parte di un militare della Guardia Costiera, in servizio presso un ufficio marittimo siciliano che si trovava, libero dal servizio, con la propria famiglia a bordo del traghetto da Messina a Villa S. Giovanni. Immediatamente una pattuglia di militari della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, congiuntamente al personale dell’Ufficio Locale Marittimo di Villa S. Giovanni, ha bloccato e ispezionato il TIR all’uscita del traghetto.
Dal minuzioso controllo da parte degli ispettori pesca è emersa la presenza di 83 grossi esemplari freschi di tonno rosso senza la prevista documentazione attestante la provenienza e quindi la tracciabilità (B.C.D. Bluefin Tuna Catch Documents). Il pesce è stato sequestrato e depositato nelle celle frigo del mercato ittico comunale messo a disposizione dal Comune di Reggio Calabria. Al conduttore del mezzo, una ditta messinese proprietaria del camion ed alla ditta catanese che aveva commissionato il trasporto, è stato elevato un verbale amministrativo di 8.000 euro.
I tonni, giudicati idonei al consumo umani dal dirigente medico veterinario della locale A.S.P. di Reggio Calabria, prontamente intervenuto, sono stati successivamente donati in beneficienza, grazie alla pianificazione di riparto decisa di concerto con la Prefettura di Reggio Calabria, a numerosi Enti ed Associazioni caritatevoli per il successivo consumo presso le mense degli stessi trasformando, così, una condotta non conforme alle vigente disposizioni normative, in un gesto a favore dei soggetti più bisognosi.
Altri interventi
Reggio Calabria: le motovedette della Guardia Costiera della Direzione Marittima di Reggio Calabria, nel tratto di mare compreso tra Capo Spartivento e Bagnara Calabra hanno proceduto al sequestro di nr. 17 esemplari di Tonno Rosso, per circa 2.000 kg (duemila kg), elevato nr. 4 verbali amministrativi per un importo totale di € 16.000. Anche questo ingente quantitativo è stato giudicato idoneo al consumo umano dai dirigenti medici veterinari dell’A.S.P. di Reggio Calabria e quindi è stato devoluto in beneficienza alle locali Associazioni caritatevoli.
Corigliano-Rossano: altra importate attività è stata eseguita a cura del personale militare della Capitaneria di porto di Corigliano Calabro, che ha elevato un verbale amministrativo di € 2.000 e sequestrato oltre 2 tonnellate di cozze in località di Cassano allo Ionio (CS) a carico di un trasportatore di una ditta pugliese. I mitili, infatti, viaggiavano senza il documento di accompagnamento previsto dal Regolamento (CE) 853/2004, erano sprovvisti di attestazione circa la loro provenienza e quindi, in assenza di tracciabilità, sono stati giudicati dai veterinari dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, intervenuti su richiesta della Guardia Costiera, non idonei al consumo umano. Tutte le cozze sono state quindi distrutte attraverso una ditta autorizzata.
L’attività di controllo alla filiera della pesca da parte di tutto il personale della Direzione Marittima, con tolleranza zero verso coloro che di fatto effettuano attività illecite ed in modo particolare verso coloro che vendono prodotti alterati dal punto di vista igienico-sanitario o non idonei al consumo umano, è una delle principali linee d’indirizzo dell’attività istituzionale del Corpo delle Capitanerie di porto.
Alla luce dei risultati raggiunti l’obiettivo di garantire la tutela del cittadino quale consumatore finale e del patrimonio ittico nazionale in generale prevenendo l’immissione sul mercato di alimenti non in regola con la normativa vigente, può dirsi compiutamente raggiunto. Ma ancor più potranno ottenersi positivi risultati grazie alla collaborazione della collettività, invitata a prestare la massima attenzione nell’acquisto dei prodotti ittici, privilegiando quelli che rispettano le procedure di garanzia e salubrità alimentare, evitando di comprare quelli venduti illecitamente e senza garanzie per strada da ambulanti privi di qualsivoglia autorizzazioni.



















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