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Ancora aggressioni in città al sabato sera: calci, pugni, sangue e spranghe di ferro

Cosenza

Ancora aggressioni in città al sabato sera: calci, pugni, sangue e spranghe di ferro

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Panico tra i giovani, traumatizzati dal viso sfigurato della vittima e dalle urla per il dolore. Ma non è colpa dei locali e manca la sicurezza per strada

 

COSENZA – Ancora un’altra aggressione si è verificata nella città di Cosenza nel fine settimana. E’ la seconda a distanza di sette giorni, sempre il sabato sera e sempre nei confronti dei giovani. E non centra nulla la movida di Santa Teresa, presa sempre più di mira come se fosse l’anticamera dell’inferno. Le aggressioni, e tutto il contesto che ruota attorno alla movida, non sono da rintracciare nei locali che fanno solo il loro dovere: dare un servizio alla gente che trascorre una serata diversa dalla routine casalinga e, nel contempo, fare girare l’economia, ma nella inciviltà di chi frequenta i locali, nella poca o quasi niente educazione civica di saper vivere civilmente, nel bullismo, sempre più prepotente, che predomina per le strade della città. Due settimane fa un giovane, figlio di un professionista cosentino e anche ritenuto un bravo ragazzo, si è trovato coinvolto in un pestaggio per aver provato a difendere la ragazza con cui si accompagnava. Non solo è stato colpito alla testa ma, una volta finito a terra, è stato preso a calci e a pugni anche al corpo. Il giovane poi, accompagnato dal padre in ospedale, è stato tenuto sotto osservazione, dai sanitari, per via delle botte subite durante il pestaggio.

Santa teresaHomeIl fatto è stato denunciato dal padre alle forze dell’ordine, ma anche dai social e dal giornale Qui Cosenza (Cosenza, aggredito diciottenne a colpi di bottiglia). A distanza di sette giorni un’altra aggressione si ripete. Nel primo episodio il giovane aggredito si trovava nei pressi di via Montesanto; nel secondo è stata la volta di piazza Santa Teresa. Ad essere pestato a sangue un ragazzo di 22/23 anni. A riscontro, la testimonianza dei ragazzi presenti sul posto, che racconteranno di aver visto la vittima essere colpita sul viso e sulla schiena dall’aggressore con un’arma che sembrava un bastone, una spranga di ferro. Successivamente la vittima, ferita e sanguinante, è riuscita a rifuggiarsi in un locale ancora aperto, mentre la gente allertava i soccorsi e la polizia di Stato. Polizia che sembra abbia già individuato gli autori delle aggressioni, ma i tempi dell giustizia sono un po’ lenti. E nel frattempo, chi provvede a dare sicurezza ai tanti giovani che popolano la città, la sera, i locali, le strade? La polizia municipale non fa servizio notturno. Perchè le associazioni di volontariato, di cui la città di Cosenza trabocca, non vengono chiamate a prestare servizio di vigilanza, oppure offrono spontaneamente un servizio alla città? Se le forze dell’ordine non vigilano, chi rimane in città e, alla sera vuole uscire per passeggiare, deve avere paura? Una ragazza di 21 anni ha scritto una lettera a “Cosenza 2.0”, raccontando l’episodio e tra le altre cose ha scritto: “Io ed il mio gruppo di amici siamo rimasti davvero traumatizzati dal viso sfigurato del povero ragazzo e dalle sue urla per il dolore. Mi auguro che sia solo qualche ferita curabile e non un danno permanente. È uno schifo, siamo nel 2018 e ancora esistono queste cose. Sono una 21enne e prego ai miei coetanei, a quelli più piccoli ma anche ai più grandi, di pensarci su 1000 volte prima di fare azioni orrende come queste! Vi prego…”

Santa Teresa 013 okLe forze dell’ordine, le Istituzioni e chi preposto, invece di mandare i controlli nei locali, dovrebbe istituire una Task Force in grado di vigilare in particolar modo la sera, su tutti quei ragazzi che alzano il tiro perdendo il buon senso e la misura. E’ inutile entrare nei locali, controllare i gestori e multarli quando i giovani possono acquistare le birre dalle macchinette ad un euro oppure portare vino e spumante direttamente da casa, oppure acquistarli nei supermercati. I locali rispettano le ordinanze, ma ci sono mille escamotage per arrivare in piazza con una bottiglia in mano. Servono più controlli, sicurezza da parte delle forze dell’ordine, senso civico e presenza da parte delle famiglie.

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