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‘Ndrangheta, bagarini e ultrà Juventus, condannato l’ex ‘capo’ della curva

Italia

‘Ndrangheta, bagarini e ultrà Juventus, condannato l’ex ‘capo’ della curva

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Assolto uno dei familiari dei Dominello ritenuti sodali al clan Pesce – Bellocco di Rosarno e abituali frequentatori degli uffici della società Juventus

 

 

TORINO – Sentenza di primo grado ribaltata. La Corte d’Appello di Torino ha condannato quattordici persone e assolto uno degli imputati del processo Alto Piemonte. Un’inchiesta in cui sono state portate alla luce anche le infiltrazioni dei boss della ‘ndrangheta nella tifoseria organizzata della Juventus per monopolizzare il business del bagarinaggio. Dovrà scontare una pena di quattro anni e cinque mesi di reclusione Fabio Germani, ex capo ultrà, che in primo grado era stato assolto. Accusato di aver aiutato Rocco Dominello, considerato dagli inquirenti un esponente della cosca Pesce-Bellocco di Rosarno insieme al padre Saverio, a inserirsi nei gruppi ultras il noto tifoso bianconero è stato condannato per concorso esterno in associazione mafioso. I giudici hanno sostanzialmente confermato l’impianto accusatorio della prima sentenza dimezzando però la condanna per Cosimo Di Mauro, oggi collaboratore di giustizia, da 8 anni e 8 mesi a 4 anni e 4 mesi. Pene ridotte per Saverio Dominello (da 12 anni a 8 anni e 8 mesi) e Rocco Dominello (da sette anni a cinque anni di reclusione) entrambi accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso e tentato omicidio, mentre il fratello Michele è stato assolto.

 

Secondo gli inquirenti la cosca Pesce – Bellocco avrebbe intrecciato un rapporto diretto con la società, attraverso, anche, i rapporti con persone assunte dalla Juve, nei cui uffici Dominello appare come frequentatore abituale. Ma c’è di più. Per la Procura è “pacifico anche il fatto che, grazie alle entrature procurate da Germani, Dominello potesse incontrare il direttore generale del club, Beppe Marotta, l’allenatore dell’epoca, Conte, il capitano Buffon e anche il presidente, Agnelli”. Dal suo canto la società della Juventus si è spesa per ricordare che nessuno dei suoi dipendenti risulta tra gli imputato definendosi a più riprese “vittima inconsapevole” in estrema difficoltà nel gestire bande di ultrà incontenibile. Per la Corte d’Appello sarebbe stato Fabio Germani fondatore dell’associazione Italia Bianconera a favorire l’entrata del potente clan calabrese nella curva della Juve e nel business del bagarinaggio. Sarebbe quindi Germani l’anello di congiunzione tra i Dominello e la Juve.

 

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