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Quando fu il giorno della Calabria

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Quando fu il giorno della Calabria

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Leonida Repaci grandinetti

Se mai fosse in vita il grande Leonida Repaci…

 

Soprattutto in una settimana dove un Sindaco, l’ennesimo, viene arrestato, la storia del parroco e il maresciallo, la morte che scorre sulle strade, il giovane attentatore che si vende per 200 euro, Abritto nel nome il destino, il Mare violentato come ogni santissimo anno… Calabria dove Dio mise mano… ma anche il Diavolo… se mai fosse in vita sarebbe cosi:

“Quando fu il giorno della Calabria Dio si trovรฒ in pugno 15000 km quadrati di argilla verde con riflessi viola. Pensรฒ che con quella creta si potesse modellare un paese di due milioni di abitanti al massimo. Era teso in un maschio vigore creativo il Signore, e promise a se stesso di fare un capolavoro. Si mise allโ€™opera, e la Calabria uscรฌ dalle sue mani piรน bella della California e delle Hawaii, piรน bella della Costa Azzurra e degli arcipelaghi giapponesi.

Diede alla Sila il pino, allโ€™Aspromonte lโ€™ulivo, a Reggio il bergamotto, allo Stretto il pescespada, a Scilla le sirene, a Chianalea le palafitte, a Bagnara i pergolati, a Palmi il fico, alla Pietrosa la rondine marina, a Gioia lโ€™olio, a Cirรฒ il vino, a Rosarno lโ€™arancio, a Nicotera il fico dโ€™India, a Pizzo il tonno, a Vibo il fiore, a Tiriolo le belle donne, al Mesima la quercia, al Busento la tomba del re barbaro, allโ€™Amendolea le cicale, al Crati lโ€™acqua lunga, allo scoglio il lichene, alla roccia lโ€™oleastro, alle montagne il canto del pastore errante da uno stazzo allโ€™altro, al greppo la ginestra, alle piane la vigna, alle spiagge la solitudine, allโ€™onda il riflesso del sole.

Diede a Cosenza lโ€™Accademia, a Tropea il vescovo, a San Giovanni in Fiore il telaio a mano, a Catanzaro il damasco, ad Antonimina il fango medicante, ad Agnana la lignite, a Bivongi le acque sante, a Pazzano la pirite, a Galatro il solfato, a Villa San Giovanni la seta greggia, a Belmonte il marmo verde. Assegnรฒ Pitagora a Crotone, Orfeo pure a Crotone, Democede pure a Crotone, Almeone pure a Crotone, Aristeo pure a Crotone, Filolao pure a Crotone, Zaleuco a Locri, Ibico a Reggio, Clearco pure a Reggio, Cassiodoro a Squillace, San Nilo a Rossano, Gioacchino da Fiore a Celico, Fraโ€™ Barlaam a Seminara, San Francesco a Paola, Telesio a Cosenza, il Parrasio pure a Cosenza, il Gravina a Roggiano, Campanella a Stilo, Mattia Preti a Taverna, Galluppi a Tropea, Gemelli-Careri a Taurianova, Guerrisi a Cittanova, Manfroce a Palmi, Cilรจa pure a Palmi, Alvaro a San Luca, Calogero a Melicuccร , Rito a Dinami.

Donรฒ a Stilo la Cattolica, a Rossano il Patirion, ancora a Rossano lโ€™Evangeliario Purpureo, a San Marco Argentano la Torre Normanna, a Locri i Pinakes, ancora a Locri il Santuario di Persefone, a Santa Severina il Battistero a Rotonda, a Squillace il Tempio della Roccelletta, a Cosenza la Cattedrale, a Gerace pure la Cattedrale, a Crotone il Tempio di Hera Lacinia, a Mileto la zecca, pure a Mileto la Basilica della Trinitร , a Santa Eufemia Lametia lโ€™Abbaziale, a Tropea il Duomo, a San Giovanni in Fiore la Badia Florense, a Vibo la Chiesa di San Michele, a Nicotera il Castello, a Reggio il Tempio di Artemide Facellide, a Spezzano Albanese la necropoli della prima etร  del ferro.

Poi distribuรฌ i mesi e le stagioni alla Calabria. Per lโ€™inverno concesse il sole, per la primavera il sole, per lโ€™estate il sole, per lโ€™autunno il sole. A gennaio diede la castagna, a febbraio la pignolata, a marzo la ricotta, ad aprile la focaccia con lโ€™uovo, a maggio il pescespada, a giugno la ciliegia, a luglio il fico melanzano, ad agosto lo zibibbo, a settembre il fico dโ€™India, a ottobre la mostarda, a novembre la noce, a dicembre lโ€™arancia. 1887658367 RepaciLeonidaVolle che le madri fossero tenere, le mogli coraggiose, le figlie contegnose, i figli immaginosi, gli uomini autorevoli, i vecchi rispettati, i mendicanti protetti, glโ€™infelici aiutati, le persone fiere leali socievoli e ospitali, le bestie amate. Volle il mare sempre viola, la rosa sbocciante a dicembre, il cielo terso, le campagne fertili, le messi pingui, lโ€™acqua abbondante, il clima mite, il profumo delle erbe inebriante.

Operate tutte queste cose nel presente e nel futuro il Signore fu preso da una dolce sonnolenza, in cui entrava il compiacimento del creatore verso il capolavoro raggiunto. Del breve sonno divino approfittรฒ il diavolo per assegnare alla Calabria le calamitร : le dominazioni, il terremoto, la malaria, il latifondo, le fiumare, le alluvioni, la peronospora, la siccitร , la mosca olearia, lโ€™analfabetismo, il punto dโ€™onore, la gelosia, lโ€™Onorata Societร , la vendetta, lโ€™omertร , la violenza, la falsa testimonianza, la miseria, lโ€™emigrazione. Dopo le calamitร , le necessitร : la casa, la scuola, la strada, lโ€™acqua, la luce, lโ€™ospedale, il cimitero.

Ad esse aggiunse il bisogno della giustizia, il bisogno della libertร , il bisogno della grandezza, il bisogno del nuovo, il bisogno del meglio. E, a questo punto, il diavolo si ritenne soddisfatto del suo lavoro, toccรฒ a lui prender sonno mentre si svegliava il Signore. Quando, aperti gli occhi, potรจ abbracciare in tutta la sua vastitร  la rovina recata alla creatura prediletta , Dio scaraventรฒ con un gesto di collera il Maligno nei profondi abissi del cielo. Poi, lentamente rasserenandosi, disse: – Questi mali e questi bisogni sono ormai scatenati e debbono seguire la loro parabola. Ma essi non impediranno alla Calabria di essere come io lโ€™ho voluta. La sua felicitร  sarร  raggiunta con piรน sudore, ecco tutto.

Utta a fa juornu cโ€™a notti รจ fatta -. Una notte che giร  contiene lโ€™albore del giorno.

“… con piรน sudore!”… Cari calabresi… con piรน sudore!

Disco “popopoooooooรฒ” con un altro grande figlio della nostra Terra… Rino Gaetano, anche Lui visionario e folle, malucidissimo.it!!!!!…

 

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