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La triste decadenza del Tirreno cosentino, il caso di Guardia Piemontese

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La triste decadenza del Tirreno cosentino, il caso di Guardia Piemontese

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Un hotel abbandonato in pieno centro, una scala arrugginita che arriva in mare dove la spiaggia ormai non c’è più. E lo sconforto dei turisti

 

GUARDIA PIEMONTESE (CS) – Abbandono, degrado e turisti in fuga. Una lettrice di QuiCosenza ha inteso portare all’attenzione le condizioni in cui versa Guardia Piemontese una cittadina che un tempo d’estate si popolava rappresentando una delle mete più vive e ricche del Tirreno cosentino. “Invio un SOS, – scrive in una lettera la turista – un segnale universale di richiesta di soccorso, convinta che ci sia ancora qualcosa da salvare. Negli anni ’80, ricordo, c’erano molte iniziative. Potevamo contare su un cinema all’aperto per bambini, una discoteca, delle spiagge libere e pulite dove potersi riposare. Si tenevano anche dei tornei di Calcio in spiaggia e di Pallavolo. Certo, anche in quegli anni, c’erano delle cose da migliorare, ma è tutt’altro discorso avere qualcosa su cui lavorare quando, invece, adesso dilaga “Il Nulla”. Sì, allora, servirebbe un novello Sebastian (personaggio del romanzo “La storia infinita”), per sconfiggere l’aridità che imperversa in questi luoghi. Le foto testimoniano il degrado di questi posti abbandonati e fatiscenti. Una scala arrugginita che scende direttamente a mare: la spiaggia non c’è più.

 

Un litorale difficilmente praticabile dai bambini con il passeggino e dai disabili in carrozzina, questo per quanto riguarda le spiagge libere. Un albergo da anni abbandonato, situato al centro del paese come un pugno nell’occhio. Una piazza vuota, come la vasca che ospita una barca rimasta all’asciutto. Malgrado ciò, qui vicino, c’è un’eccellenza come le Terme Luigiane, dove si potrebbe incentivare il turismo del benessere. La bellezza di un paesaggio unico, che si può ammirare all’ombra dello scoglio della Regina e invece di valorizzare il territorio, creando degli spettacoli, eventi, per far ripartire questa realtà e fornendo quindi nuove possibilità di lavoro (un lavoro inteso non solo stagionale, perché in inverno questi posti sono anche più spopolati). Ci si crogiola non offrendo alcun servizio, facendo scappare i turisti, come se invece di portare ricchezza, questi fossero di fastidio con le loro lamentele. Sembra una città che ha smesso di vivere e come questo mare che ogni anno affonda un po’ di più queste coste, prima o poi sparirà. Spero possiate farvi portavoce di quest’appello, che sappia smuovere delle coscienze in persone di buona volontà”.

 

Foto Guardia Piemontese Marina

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