Calabria
Calabria, Legambiente: sistemi depurativi inesistenti, pronti gli esposti per le Procure

Il monitoraggio di Goletta VerdeĀ (eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra il 10 e il 13 luglio 2018 prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizioĀ SOS Goletta.Ā Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali,Ā Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.
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Sei i punti monitoratiĀ in provincia di Reggio Calabria, di cui la metĆ giudicati fortemente inquinati:Ā a Reggio Calabria, in localitĆ lido comunale, alla foce del torrente Caserta; a Gioia Tauro alla foce del fiume Petrace; e a San Ferdinando alla foce del fiume Mesima. Considerato inquinato, invece, il punto monitorato a Bagnara Calabra, alla foce del torrente, mentre entro i limiti i valori riscontrati a Villa San Giovanni, in localitĆ lungomare Cenide, sulla spiaggia presso l’omonimo lungomare, e a Bianca sulla spiaggia fronte fiumara Laverde.Ā In provincia di Vibo Valentia, su 6 punti monitorati, 5 sono stati giudicati fortemente inquinati ovvero a Joppolo, frazione Coccorino porticello, alla foce del torrente Mandricelle; a Ricadi, in localitĆ Turiano, alla foce del torrente Ruffa; a Briatico, in localitĆ Piana di Vada, alla foce del torrente Murria; a Vibo Marina, Bivona, alla foce del fosso Sant’Anna; e a Pizzo, Calamaio, alla foce del fiume Angitola. Entro i limiti, invece, i valori riscontrati a Marina di Nicotera, alla foce del torrente Britto. Cinque i punti monitorati ancheĀ in provincia di Cosenza: di questi, 3 sono stati giudicati entro i limiti, a Villapiana Lido, sulla spiaggia fronte canale del pescatore; a Corigliano Calabro, Marina di Schiavone, spiaggia fronte torrente Coriglianeto; a Bonifati, in localitĆ Parise, sulla spiaggia fronte fiume Parise. Inquinati invece i punti di prelievo a Cassano Jonio, Laghi di Sibari, alla foce del fiume Crati e al confine tra Calabria e Basilicata con il campione prelevato a Tortora Marina/Castrocucco di Maratea, alla foce del fiume Noce. Tre i punti monitoratiĀ in provincia di Crotone, risultati tutti fortemente inquinati: a Crotone, alla foce del torrente Passovecchio e alla foce del fiume Esaro; e a Isola di Capo Rizzuto, in localitĆ Le Castella, in piena Area Marina Protetta, alla foce del canale presso la spiaggia a destra del castello.Ā In provincia di Catanzaro, entro i limiti il punto monitorato a Montepaone lido/Soverato, alla spiaggia presso fosso Beltrame, mentre ĆØ risultato fortemente inquinato il campionamento effettuato a Lamezia Terme/Gizzeria, in localitĆ Marinella/Gizzeria Lido, alla foce del torrente Spilinga.
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Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’eĢ anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Ecco perchĆ© anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati ĆØ main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo dal 1984 anni, ilĀ CONOUĀ garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale:Ā lo scorso anno in Calabria il Consorzio ha recuperato 2.033 tonnellate di questo rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente.Ā L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – ĆØ un rifiuto che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato ĆØ anche un’importante risorsa perchĆ© può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare:Ā il 98% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazioneĀ per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. “La difesa dell’ambiente e in particolare del mare e dei laghi – spiegaĀ il presidente del CONOU, Paolo Tomasi – rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.Ā
I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE IN CALABRIA
*prelievi effettuati tra il 10 e il 13 luglio 2018



















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