Provincia
Ospedali del Cosentino: a Castrovillari mancano i medici, a Corigliano 30 posti per 77mila abitanti

Situazione drammatica soprattutto con l’arrivo dei turisti. A rischio l’incolumità dei cittadini costretti a rivolgersi all’Ospedale di Cosenza per carenza di posti letto e strutture sul territorio provinciale
COSENZA – La situazione della sanità nella provincia mette a serio rischio l’incolumità dei cittadini costretti a riversarsi, in massa, nell’ospedale di Cosenza. Tra Corigliano e Rossano l’accorpamento dei due reparti di Medicina e la conseguente riduzione dei posti letto, che dagli attuali 40 (20 per ciascun ospedale) passeranno a 30, trasferiti nel solo ospedale Compagna do Corigliano sarà causa di seri e preoccupanti disagi. A denunciarlo è Mario Smurra vicesegretario nazionale della Federazione Nazionale Agricoltura il quale sottolinea che la riorganizzazione studiata dall’ASP è destinata a penalizzare l’utenza che nei mesi estivi raddoppia per via della presenza di turisti ed emigranti di ritorno nel loro paese di origine per le vacanze.
“Trenta posti – ribadisce Smurra – non possono nemmeno lontanamente garantire una risposta adeguata per un territorio vasto come quello del Comune unico (che conta 77.100 residenti) e del suo hinterland. Il trasferimento, da Mercoledì 1° Agosto dei posti letto di Medicina all’ospedale di Corigliano andrà sicuramente ad aggravare la già precaria situazione dei Pronto Soccorso dei due presidi ospedalieri. Chiediamo di rivedere il provvedimento che altro non farebbe che creare disservizi e problemi non solo agli utenti, ma anche al personale medico ed ausiliario, da sempre in trincea rispetto ad una situazione di difficile gestione”.
SI TEME LA CHIUSURA DELL’OSPEDALE DI CASTROVILLARI
“La situazione all’ospedale di Castrovillari sta precipitando. Potrebbe essere prossima la chiusura della chirurgia con tutto quello che significherebbe per il territorio e per la popolazione della città del Pollino e dei comuni limitrofi”. Lo afferma in una nota il deputato M5S Massimo Misiti, componente della Commissione Bilancio. “Il prossimo 28 luglio – prosegue – andranno in pensione due chirurghi che si vanno ad aggiungere agli altri due colleghi già posti in quiescenza nei mesi scorsi e che diventeranno in totale sei con altri due professionisti verso il pensionamento entro la fine dell’anno. I fuoriusciti sono stati rimpiazzati con un’unità medica alle prime esperienze professionali, mentre già da oggi sarebbero necessari almeno tre chirurghi esperti. In pratica, se non si interviene subito, e sembra proprio che non ci siano notizie di nuovi arrivi, si dovrà ricorrere al blocco dei ricoveri e, ancora più grave, dell’emergenza.
L’ospedale presenta lacune e deficienze praticamente in ogni settore: il pronto soccorso dispone di pochi medici; la broncopneumologia può contare solo su tre medici ed un numero inadeguato di infermieri; la pediatria in difficoltà; l’ortopedia che non decolla, nonostante la più buone intenzioni del nuovo primario, il dottore Bisignani, sprovvisto, però, di aiuti e di struttura. Per non parlare delle nuove sale operatorie che non sono ancora state messe nella condizione di essere utilizzate, mentre ben quattro diverse specialità insistono su una sola sala operatoria. E per ultimo c’è da rilevare la difficoltà nell’assistenza agli ammalati perché il numero degli operatori socio sanitari è assolutamente inadeguato: 20 sui 60 che necessiterebbero. Inutile sottolineare che tale carenza sottopone il personale a turni massacranti. Ma la cosa, se possibile, ancora più scandalosa è la situazione del laboratorio di analisi, per la cui risoluzione basterebbe una decisa volontà politica e si potrebbe porre rimedio al problema in pochissimo tempo.
In pratica nella struttura dovrebbero essere impiegati un responsabile, tre medici e tre biologi. Ad oggi, invece, l’organigramma è composta da un responsabile, due biologi ed un medico. Per rimediare si dovrebbe concentrare il personale dei laboratori di Lungro, Mormanno e San Marco Argentano tutto nel presidio di Castrovillari. Ma per fare questo occorre superare gli interessi individuali, sui cui ha fatto e fa la propria fortuna la mala politica, e pensare a quelli della collettività”. Misiti, nei mesi scorsi, ha effettuato alcuni sopralluoghi nell’ospedale di Castrovillari e ha parlato con l’allora direttore sanitario del presidio, Domenico Filomia, rilevando, è scritto in una nota, “tutte le anomalie che ora si presentano in maniera ancora più prepotente”.


















Social