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Esalazioni maleodoranti accolgono i turisti diretti in Sila

La discarica di Celico ha ripreso le proprie attività e con la calura estiva i disagi per i residenti si moltiplicano. Si chiede la chiusura dell’impianto
CELICO (CS) – “Torna la puzza – lamentano gli attivisti del Comitato Ambientale Presilano – per ricordarci dei veleni che respiriamo quotidianamente. Ieri sera le esalazioni maleodoranti della discarica hanno avvolto l’abitato di Rovito. È il segnale che nulla è cambiato. Non rimarremo inerti e in silenzio. La salute non si baratta con nulla. Stamattina abbiamo inviato una lettera di denuncia al Presidente della Giunta della Regione Calabria Mario Oliverio, ll’Assessore all’Ambiente della Regione Calabria Antonella Rizzo, Alla Dirigente del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria Orsola Reillo, ai Sindaci dei Comuni di Rovito, Celico, Spezzano della Sila e Casali del Manco, all’ARPACAL e per conoscenza ai Parlamentari eletti in Calabria. Nella missiva abbiamo descritto il problema delle emissioni odorigene provenienti dall’impianto della Mi.Ga. srl di Celico chiedendo il blocco immediato delle lavorazioni all’interno dell’impianto”.
“Con la presente si denuncia l’invasione di emissioni odorigene, – si legge nella lettera inviata alle istituzioni – provenienti dall’impianto per la lavorazione dei rifiuti della Mi.Ga. srl di Celico, che ha interessato l’abitato di Rovito intorno alle 20:00 del 23 luglio 2018. Ritenendo la circostanza un evento inaccettabile, che conferma che le prescrizioni imposte al gestore non sono sufficienti a sanare le anomalie derivanti dal rilascio di un’autorizzazione in violazione di norme cogenti, si chiede l’intervento immediato per bloccare le lavorazioni. Era scontato ed evidente che uno studio serio avrebbe mostrato le motivazioni per le quali le emissioni raggiungono velocemente e in modo persistente gli abitati di Rovito e Celico, confermando che l’avvio delle lavorazioni avrebbe ricreato condizioni di invivibilità per i cittadini dei paesi contermini all’impianto. Lo stesso dicasi per l’assenza di un piano di misurazione e rilevamento delle emissioni odorigene della cui predisposizione si era fatto carico il Dipartimento Ambiente della Regione, ma mai implementato. Crediamo che ancora una volta gli interessi di un imprenditore siano stati considerati prioritari rispetto al diritto a respirare di una moltitudine di cittadini e a questo chiediamo che si ponga immediatamente fine. In assenza del blocco delle lavorazioni, al prossimo evento come quello denunciato, al fine di tutelare i diritti fondamentali dei cittadini della Presila, saranno messe in atto azioni dimostrative e di resistenza civile pacifica”.



















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