Cosenza
Buongiorno Cosenza: “il centro storico non ha bisogno del mercato”

Il mercato non risolve i problemi del centro storico “abbandonato e decadente”. Nella riflessione ci si domanda che fine faranno frutta e verdura durante le piogge – cascate che si riversano lungo i vicoli e i corsi?
COSENZA – «Una delle ultime intuizioni dell’amministrazione comunale è attribuibile all’annuncio del trasferimento del mercato da piazza Amendola al centro storico (piazza XV Marzo e zone limitrofe).
Qualsiasi azione volta alla riqualificazione del centro storico è assolutamente ben accetta e sostenuta. Crediamo di essere onesti intellettualmente al punto da applaudire e accogliere con entusiasmo qualsiasi progetto che possa raggiungere l’obiettivo precedentemente dichiarato. Però il nostro modo di approcciare i problemi prima e individuare le possibili soluzioni dopo, ci impongono alcune considerazioni. Lo ribadiamo ancora una volta, il centro storico non ha bisogno di contentini, ha bisogno di interventi strutturali su immobili, accessibilità e servizi.
Come tutti i progetti ci sono dei traguardi intermedi e la loro disposizione lungo il tragitto da compiere è data dalla priorità. È come se pensassimo di voler coltivare un terreno, senza dotarsi di un sistema di irrigazione adeguato al tipo di coltura scelta, ma nonostante questo iniziamo a seminare.
La pratica in essere è destinata a fallire, un modo per dimostrare la buona volontà nel fare ma inefficace a raggiungere l’obiettivo dichiarato. Un primo punto di attenzione è legato alla struttura della nostra città che si sviluppa in lunghezza, con tutti i problemi del caso che di fatto hanno portato ad uno sviluppo verso nord ed una colpevole dimenticanza zona sud. E’ facilmente intuibile, inoltre, che un luogo prima di accogliere eventi e servizi debba essere messo nelle condizioni di farlo; ricordiamo che attualmente il Centro Storico è soggetto ad uno stato di abbandono e decadenza che richiede in primis interventi di messa in sicurezza e di ripristino di standard di servizi degni di questo nome.
Vogliamo ricordare che solo pochi giorni fa, grazie all’intervento di Madre Natura, il Centro Storico ha manifestato nuovamente lo spettacolo delle cascate naturali lungo vicoli e corso; ancora il controllo sul clima della città non è stato acquisito, dunque come si può pensare di istituire un mercato se già con 4 gocce d’acqua chiunque si trovi a passare da li è soggetto a rischi elevati? L’istituzione del mercato prevedrà, si spera, un elevato flusso veicolare legato ai soggetti che espongono e vendono la merce, in tal caso considerando le peculiarità e soprattutto la rigidità del luogo in questione, come sarà gestita questa fase? Vi saranno altre chiusure che permetteranno un accesso agevole? Alla fine della giornata lavorativa come verrà e da chi verrà gestito il servizio di pulizia (non solo spazzamento ma anche lavaggio delle strade)?
Purtroppo come sempre più frequentemente accade manca il senso di progettualità, non si riesce a distinguere tra azioni e strategia, anzi vi è un tentativo di far passare l’azione come elemento strategico e non è così.
Vogliamo semplicemente ricordare che la strategia è un piano d’azione coordinato e volto al raggiungimento di un obiettivo. Poi vi sono le azioni da mettere in atto per raggiungere l’obiettivo che possono essere diverse (sia come contenuto sia come numero).
Agire senza una strategia significa iniziare un percorso in un tunnel senza luce, si procede seguendo l’istinto e soprattutto non si conoscono i rischi a cui ci si può esporre.
Pianificare la strategia e successivamente agire significa approcciare diversamente, il tunnel senza luce magari viene percorso con un passo meno spedito, non perché si ha meno voglia ma perché ci si ferma ad installare quella luce artificiale che permette un transito in sicurezza e magari ci evita di sbattere contro il muro di un vicolo cieco.
L’approssimazione non porta mai a risultati duraturi, importanti e di valore.
Il Centro Storico, i suoi residenti, i commercianti e tutta la città hanno bisogno prima di altro. Solo dopo possiamo e dobbiamo pensare ad iniziative. Iniziamo a dare a chi oggi già vive o lavora li un luogo accogliente e con le stesse opportunità di altre zone, non aggiungiamo altre persone, altri visitatori se poi questi insieme alle categorie già citate dovranno subire disagi e disservizi».
Nuccio Tangari
“Buongiorno Cosenza”
















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