Calabria
Sfondarono il caveau Sicurtransport con un cingolato, arrestati due latitanti

L’assalto aveva assicurato ai rapinatori un bottino da ben otto milioni e 170mila euro. Per sbarrare gli accessi erano state incendiate undici auto rubate a Cosenza
GIOVINAZZO (BA) – Con la complicità di un dipendente della Sicurtransport sono riusciti a sfondare il caveau in cui erano conservati 50 milioni di euro. Per far crollare i muri blindati avevano usato un potente mezzo cingolato dopo aver bloccato le strade di accesso al deposito da rapinare incendiando undici auto che fungevano da sbarramento e che risultavano essere state rubate a Cosenza. Solo dopo un anno e mezzo gli inquirenti erano riusciti ad identificare sette dei presunti autori del colpo che fruttò ben 8 milioni e 170mila euro. Questa mattina, a Giovinazzo, in provincia di Bari, la Polizia di Stato ha localizzato e catturato due pericolosi latitanti facenti parte secondo le indagini di gruppi organizzati specializzati negli assalti ai caveau e ai furgoni portavalori. Si tratta di Pasquale Pazienza ed Alessandro Morra.

L’operazione che ha condotto alla cattura dei ricercati è stata condotta da investigatori del Servizio Centrale Operativo e delle Squadre Mobili di Bari, Foggia e Catanzaro, nell’ambito dell’inchiesta – coordinata dalla Procura Distrettuale catanzarese – relativa all’assalto al caveau della “Sicurtransport” di Catanzaro, commesso il 4 dicembre 2016. I ricercati, che il 20 aprile scorso erano sfuggiti all’esecuzione di un fermo emesso dalla Dda di Catanzaro, sono stati localizzati all’interno di una masseria, nel territorio del comune di Giovinazzo, ed hanno tentato di fuggire quando è scattata l’irruzione nel loro covo, condotta anche con il supporto di equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine.

Nel provvedimento restrittivo eseguito nei loro confronti è stata contestata l’aggravante delle finalità mafiose, poiché le indagini hanno accertato che il gruppo criminale che ha condotto l’assalto al caveau ha agito in collaborazione con alcuni esponenti di una cosca di ‘ndrangheta di San Leonardo di Cutro. Ad aprile a finire in manette furono Mario di anni 41, pregiudicato di Cerignola, Dante Mannolo di anni 42, imprenditore di Cutro, Nilo Urso di anni 41, imprenditore di Rossano, Giovanni Passalcqua alias “’U Gigliotti” di anni 52, pregiudicato di Catanzaro, Leonardo Passalacqua Leonardo alias “Nanà” di anni 44, pregiudicato di Catanzaro, Cesare Ammirato di anni 69, imprenditore di Catanzaro e Massimiliano Tassone di anni 49, dipendente della Sicurtransport, di Catanzaro. Oggi sono stati quindi identificati due latitanti che componevano la banda cui componenti sono accusati, a vario titolo, di rapina aggravata, possesso e detenzione di armi e munizioni da guerra, furto e ricettazione dei veicoli utilizzati per la rapina con l’aggravante del metodo mafioso.
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