Provincia
Corigliano pronta ad accogliere i migranti dell’Aquarius, 70 i bimbi a bordo

A lanciare l’appello per offire solidarietà è stato Franco Corbelli, mentre un imprenditore denuncia danni economici dopo il No del Governo alla costruzione di strutture di prima accoglienza a Corigliano e Crotone
CORIGLIANO ROSSANO – Da venerdì 141 persone salvate a largo della Libia vagano nel Mediterraneo in attesa di trovare un porto in cui attraccare. Almeno 70 i minori a bordo. E mentre il ministro dei trasporti e infrastrutture Danilo Tonielli confermando il No agli sbarchi in Italia chiede alla Gran Bretagna di intervenire il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, delegato sino allo scorso anno dei diritti umani della Regione Calabria chiede che “la nave Aquarius, di Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere, con 141 migranti a bordo, faccia rotta verso il porto di Corigliano, in Calabria, “dove – dichiara – sono pronti ad accogliere questo carico di disperati”.
Corbelli informa che “e’ gia’ pronta, in un comune del Tirreno cosentino, anche una dignitosa e accogliente struttura per accogliere i bambini e le loro mamme”. Il leader di Diritti Civili afferma che “non possono essere dei ministri, apertamente schierati contro i poveri migranti, chiudere i porti e impedire lo sbarco di questo carico di disperati, non essendoci oggi in Italia alcuna emergenza sbarchi. E’ infatti falso e strumentale sostenere il contrario, visto che non c’e’ paragone con quanto invece avvenne un anno fa quando, tra fine giugno e meta’ luglio, sbarcarono oltre 20mila migranti, di cui piu’ di 12mila in sole 48 ore, tanto da costringere il Ministro degli Interni, Minniti, in volo verso gli Usa, che parlo’ di rischio per la tenuta democratica del Paese, a invertire la rotta dell’aereo e far ritorno precipitosamente a Roma”.
Lo stesso Corbelli ricorda sempre che “a Corigliano, proprio in occasione dell’emergenza sbarchi di un anno fa, sono riusciti ad accogliere, utilizzando anche il palazzetto dello sport, due navi, in quindici giorni, con oltre 2400 migranti, di cui piu’ di 400 minori non accompagnati. A Corigliano – dice – siamo pronti ad accogliere quella nave e il suo carico di umanita’, povera e sofferente. Non puo’ certo essere Salvini, avallato dal suo collega 5 Stelle, Toninelli, mentre e’ in vacanza con la sua compagna, a impedire, con un tweet, questo doveroso gesto di accoglienza e umanita’”.
“Siamo davvero amareggiati per quanto accaduto. La scelta di fermare i lavori per la costruzione degli hotspot di prima accoglienza nei porti di Crotone e Corigliano, rischia di determinare un grave danno al tessuto economico e produttivo locale“. E’ quanto afferma la Fmb Tubes, azienda leader da oltre un decennio nel Mezzogiorno nella fornitura di carpenteria metallica e nella costruzione di manufatti prefabbricati, in relazione, è scritto in una nota, alla decisione assunta dal ministero dell’Interno di bloccare la costruzione dei punti di primissima accoglienza in Calabria, Sicilia e Sardegna. “La nostra azienda – spiega Samuele Furfaro, uno dei responsabili di Fmb Tubes nonché presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Reggio Calabria – in virtù del proprio know how e dell’esperienza maturata nel settore, si era aggiudicata i lavori per la costruzione in Ati con altre imprese a Crotone, Corigliano e Augusta (nella città siciliana si è deciso di ultimare i lavori).
Dopo l’aggiudicazione definitiva avevamo anche firmato il contratto a Crotone. Gli indirizzi politici adottati dal governo in materia di immigrazione, tuttavia, hanno radicalmente cambiato le sorti di queste opere, in seguito alla decisione, peraltro ribadita anche pubblicamente dal ministro dell’Interno Matteo Salvini di revocare le gare d’appalto. E parliamo di lavori solo su Crotone, Corigliano e Augusta, pari a circa 8 milioni di euro. Alle aziende coinvolte verranno certamente corrisposti dei rimborsi del tutto marginali, ma il danno che tale scelta politica sta generando è estremamente rilevante specie in una regione come la Calabria, dove le questioni lavoro e sviluppo economico costituiscono delle vere e proprie emergenze sociali”.
Per Furfaro, le opere andrebbero comunque realizzate. “Si tratta infatti – prosegue – di opere che al di là delle scelte di governo in materia di accoglienza, si sarebbero rivelate di grandissima utilità in relazione alle molteplici esigenze che un porto può avere, come ad esempio le fondamentali attività di protezione civile in regioni particolarmente esposte a rischi e problematiche legate alla sicurezza del territorio. Senza dimenticare che gli interventi previsti determinerebbero anche un deciso miglioramento della funzionalità stessa degli scali”. “Crediamo – conclude Furfaro – che sia sbagliato, tra l’altro in un momento così difficile per il contesto socioeconomico calabrese, rinunciare a degli investimenti utili per il territorio. In questa direzione sentiamo di dover rivolgere un accorato appello alla deputazione parlamentare calabrese affinché si trovi il modo di rivedere tale decisione consentendo lo svolgimento dei lavori o, quanto meno, prevedendo degli strumenti risarcitori tali da consentire alle aziende coinvolte di attutire il più possibile il danno subito specie nei confronti di fornitori e maestranze. Occorre fare tutto il possibile per salvaguardare gli investimenti e le imprese locali che non possono veder sfumare con un semplice decreto commesse per milioni di euro”.


















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