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Porto Gioia Tauro: lavoratori in sciopero fino al 16 agosto

Calabria

Porto Gioia Tauro: lavoratori in sciopero fino al 16 agosto

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Le adesioni allo sciopero proclamato da Cgil, Cisl e Sul al porto di Gioia Tauro hanno superato la media del 60% dei lavoratori secondo le stime degli stessi sindacati

 

GIOIA TAURO (RC) – Sono in sciopero i lavoratori del porto di Gioia Tauro, chiamati alla mobilitazione da Filt Cgil, Fit Cisl fino al 16 agosto. Dopo le assemblee con i lavoratori, durante le quali sono stati esposti i termini della vertenza, oggi i sindacati hanno incontrato la stampa. I documenti parlano di un’ultima provocazione che e’ la goccia che ha fatto traboccare il vaso. “Infatti – spiegano – dopo aver subito nell’agosto 2017 la collocazione di 377 lavoratori in agenzia a seguito del licenziamento, la MCT (societa’ che gestisce il terminal containers) continua ad ostinarsi ed ad allontanare il proprio personale irrorando licenziamenti in sostituzione dei lavoratori reintegrati in base alle ordinanze del tribunale di Palmi, in virtu’ dell’art. 17 della legge 223/91”.
I sindacati denunciano il ritardo del rilancio del porto e “la dimostrazione di strapotere della stessa MCT che con l’ultimo provvedimento ha gettato nel panico centinaia di lavoratori. Chiediamo ad MCT – si legge in un documento – di invertire il senso di marcia dimostrando la volonta’ di intraprendere un percorso costruttivo partendo dalla revoca del licenziamento, impegnandosi al rilancio del porto con investimenti concreti e le giuste attenzioni verso il personale che, ad oggi lamenta un intenso utilizzo sui mezzi operativi con produttivita’ al limite della sostenibilita’”.
A MCT si chiede inoltre “di sostenere le condizioni di sviluppo per la possibilita’ di un percorso atto alla ricollocazione ed il reintegro del personale della Port Agency” e di dimostrare “attaccamento a questa terra garantendo serenita’ a tutti i lavoratori che svolgono un lavoro molto complicato qual e’ il lavoro portuale”. Si chede inoltre la convocazione al Ministero dei Trasporti con il coinvolgimento del Ministro del lavoro ed il Ministro per il Sud, affinche’ si apra un tavolo permanente d’interesse per l’area portuale di Gioia Tauro.

Le adesioni allo sciopero proclamato da Cgil, Cisl e Sul al porto di Gioia Tauro hanno superato la media del 60% dei lavoratori secondo le stime degli stessi sindacati. Sulle banchine sono state lavorate solo poche navi in entrata, perché altre sono state dirottate verso altri scali. Pochi coloro che non hanno ritenuto di aderire allo sciopero, che non è stato appoggiato dalla Uil, dall’Ugl e dall’Orsa per ragioni diverse. Lo scontro con il terminalista Mct è totale, con diverse e distanti visioni di prospettiva dello scalo che continua ad arrancare nei volumi che continuano a segnare il passo. “Un terminal nel quale – denunciano i sindacati che hanno proclamato lo sciopero – la società che lo gestisce non vuole fare gli investimenti promessi ed usa ogni pretesto per andare allo scontro”.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso

E’ stata il licenziamento di un portuale a seguito della decisione del Tribunale di Palmi che ha deciso il reintegro di un dipendente che era stato licenziato a luglio dello scorso anno. “Mct non vuole ragionare, si chiude a riccio ed avanza pretese strumentali che hanno creato un situazione di non ritorno e relazioni sindacali quasi inesistenti” affermano sempre i dirigenti sindacali di Cgil, Cisl e Sul. La sensazione, proseguono, è che “Mct, e quindi i tedeschi di Eurokai che controllano Contship Italia, non abbia più voglia di stare a Gioia Tauro, altrimenti avrebbe, così come promette da anni, effettuato gli investimenti sulle gru e sui carrelli di piazzale”. Lo sciopero proseguirà per altri due giorni in attesa della riunione già fissata per il prossimo 10 settembre al Ministero alle Infrastrutture a Roma.

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