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Dopo Genova è “psicosi ponti”, Tansi: “pensiamo anche alle case degli anni ’60-’70” (AUDIO)

Calabria

Dopo Genova è “psicosi ponti”, Tansi: “pensiamo anche alle case degli anni ’60-’70” (AUDIO)

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ponte prima e dopo genova

“Ogni volta che si verifica una calamità naturale, che causa morti e feriti noi ci lasciamo prendere dalla psicosi e ci preoccupiamo. Tra una settimana non si parlerà più di queste cose e andranno nel dimenticatoio”

 

COSENZA – “Bisogna mantenere sempre alta l’attenzione anche quando non ci sono calamità e far cambiare la cultura della gente ma anche quella dei nostri amministratori, quelli dei autostrade, che dovevano pensare alla manutenzione di quel ponte e non l’hanno fatto”. Lo ha detto stamattina ai microfoni di Rlb, intervenendo nella trasmissione Informattiva, il responsabile della Protezione Civile Calabria, il dott. Carlo Tansi, che ha posto l’accento non solo sulla paura ingenerata dai fatti di Genova relativa ai ponti, ma soprattutto sulle strade di competenza delle Province, e sui palazzi e i condomini costruiti negli anni sessanta e settanta che sono molto a rischio. Per quanto riguarda Genova, “ci sarà un responsabile che verrà individuato ma io purtroppo ci credo poco – sottolinea Tansi – perchè quasi mai è stato individuato un responsabile per disastro colposo plurimo”.

In Calabria è scoppiata la psicosi, per il viadotto Cannavino a Celico (Cs), quello dell’Allaro a Caulonia (Rc) così come il viadotto Morandi che è a Catanzaro: “E’ giusto che la gente si preoccupi ed alzi la voce e che le istituzioni prendano provvedimenti ma mi preoccupa anche altro”.

Viadotto Cannavino“Voglio ricordare che sul Cannavino, la Protezione civile insistette tanto su Anas, e all’epoca c’era il vecchio capo dipartimento, l’ing. Marzi, fino a quando non si fece una riunione in Prefettura e Anas, iniziò a prendere coscienza e a mettere mano a quel ponte dove nei mesi scorsi, sono stati effettuati interventi di impermeabilizzazione e di sistemazione e adeguamento, dopo le insistenti lettere e note anche dalla Prefettura. Inoltre a partire da gennaio Anas sarà impegnata formalmente a mettere in sicurezza il ponte anche per il rischio sismico e ci sarà una messa in sicurezza anche per questo”.

“Stessa cosa vale per il ponte Morandi (a Catanzaro) dove sono iniziati dei lavori per poter consolidare le parti più ammalorate perchè è un ponte realizzato negli anni ’60. Voglio ricordare che il cemento armato ha vita breve e non è come nei ponti romani che sono ancora in piedi”.

ASCOLTA L’INTERVISTA

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Strade e ponti di competenza delle province

“Io voglio sottolineare un altro particolare molto più allarmante – spiega il responsabile della Protezione Civile della Calabria – ovvero che Anas, gestisce la rete autostradale ed ha un sistema di tecnici che fanno la manutenzione, bene o male, ma la fanno. Le strade provinciali però, sono quelle che mi preoccupano più di tutte, che sono abbandonate da quando il Governo Renzi ha abolito le province. Le strade però, sono rimaste di loro competenza e le province non hanno assolutamente nè uomini e nè mezzi per fare manutenzione.

Tutti i cittadini siamo protezione civile

allaro caulonia marina“Il cemento armato, è bene ricordarlo – dice Tansi – non si consuma solo sui ponti e sui viadotti ma anche nelle nostre case, realizzate nel periodo del boom edilizio degli anni ’70. Notiamo spesso ad esempio, molti balconi o facciate di edifici che sono ammalorati, dove si vedono spuntare i ferri. Qui dobbiamo preoccuparci più dei ponti sui quali magari, transitiamo un minuto perchè a casa passiamo gran parte della nostra vita. E’ giusto pensare ai ponti ma pensiamo anche alle nostre case. Faccio riferimento ai condomini degli anni ’60 e ’70: nei palazzi di quell’epoca ci sono molte parti di cemento armato che stanno cadendo a pezzi. E non dimentichiamoci che la Calabria è una regione sismica e basta un terremoto di piccola magnitudo per far crollare un palazzo. E’ un discorso complessivo, invecchia il cemento armato dei ponti così come quello delle case”.

Ognuno deve fare il proprio dovere

Ponte Catanzaro“I tecnici autostradali e di Anas devono pensare alla manutenzione dei ponti; lo Stato, le Regioni e le Province devono pensare alla manutenzione e alla sicurezza di ospedali e scuole, ma noi dobbiamo pensare ai nostri palazzi perchè i rischi non sono inferiori a quelli dei ponti. Per quanto riguarda il ponte Cannavino, abbiamo più volte richiamato le istituzioni e Anas alle proprie responsabilità. Diciamo che per le situazioni più critiche, l’Anas ha stanziato 25 milioni di euro a partire dalla situazione dell’Allaro a Caulonia Marina, che è molto pericolosa. L’ingegner Ferrara mi ha garantito – spiega Tansi – che saranno ultimati in autunno i lavori sul viadotto Morandi e da gennaio partiranno i lavori di messa in sicurezza e consolidamento definitivo del Cannavino, che è monitorato da sensori che, nel caso il viadotto della 107 dovesse muoversi anche di un solo millimetro, verrebbe immediatamente chiuso al transito veicolare. Tutto ciò fino a gennaio quando è previsto il consolidamente definitivo del Cannavino”.

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