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Escursionisti travolti dal torrente, a mezzanotte recuperatala la decima vittima

Calabria

Escursionisti travolti dal torrente, a mezzanotte recuperatala la decima vittima

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Il lavoro incessante di ricerca dei soccorsi porta al ritrovamento della decima vittima. Ufficialmente i dispersi rimangono tre, in realtà non si conosce il numero degli escursionisti che , in quel momento, si trovavano nella Gola

 

3080cbed a04e 4b5e a463 812303a9ba42CIVITA – C’è un silenzio “assordante” alle porte di Civita che non muta quando arrivi nella piccola piazzetta del popolo arbereshe, dove è allestita la base operativa della macchina dei soccorsi. La gente rimane in attesa, in silenzio dietro il cordone che impedisce il passaggio. I lampeggianti blu, molti lampeggianti, si vedono in lontananza nella zona dove sono state recuperate le vittime dell’ennesima immane tragedia che piaga l’Italia. Al momento, mezzanotte e 40, l’ultimo cadavere restituito dalle Gole del Raganello fa salire il numero delle vittime nel canyon a dieci e la notte è ancora troppo lunga per sperare che non continui ad aumentare. Per strada il dolore cede il posto alle parole, alle lacrime. Una donna nel suo dialetto grida contro qualcuno che sapeva di non dover scendere nelle gole “colpa tua se è morto; solo per guadagnare soldi!”. Una donna disperata che piange qualcuno che sa non tornerà più. E impreca e e prega le forze dell’ordine di portarla dalle salme, di dire la verità, di non darle false speranze.

5fd5626b 8c50 46a4 8a50 43a8c9049cadE poi c’è un’altra ragazza, giovane mano nella mano con la madre, con lo sguardo assente. Non parla, non guarda, attende e forse prega…in silenzio. Da lontano si vede un probabile testimone e forse, per gli indumenti che porta una guida, forse si trovava lungo il torrente in quel momento anche se grida ai giornalisti che tentano di intervistarlo “ho già detto tutto ai carabinieri, ero a Sibari!”. Notizie confuse, soccorritori che vanno e vengono. C’è solo questo cercare di fare presto, essere più veloci del tempo per salvare chi si è ancorato alle rocce e aspetta di essere salvato. Ma quanti sono? Ancora non c’è un numero preciso perchè nelle Gole, a passeggio, a giocare a fare gli escursionisti non c’era solo il gruppo di 15 persone, ma c’erano altri turisti indipendenti, con bambini che avevano deciso di fare quattro passi nel torrente. Ma l’allerta meteo lanciato dagli organi preposti non era stato dei migliori in una estate in cui le piogge hanno fatto da padrone.

 

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E tutti gli esperti sono concordi nel dire che è stata fatta una imprudenza: non era una giornata per una escursione in quella gola stretta e pericolosa. E la natura ha risposta a quella sfida con una ondata di piena giunta come un flagello che non ha perdonato in una parente stretta, 4, 5 metri al massimo, alta un chilometro. Molti corpi sono stati rinvenuti a valle, trascinati dalla forza dell’acqua per circa tre chilometri.  Qualcuno è riuscito a salvarsi e a sottrarre dalla morte altre due persone e racconta di non aver sentito nulla se non d’un tratto avere visto una enorme onda d’acqua che ha travolto tutti e tutto. Qualcun altro al telefono racconta la tragedia e spiega che erano più gruppi e che il numero preciso non si sa. Il gruppo di escursionisti, al momento della tragedia si trovava a monte del “ponte del diavolo”

e319dd17 18f0 4eca 967a 597ae74a814dIn municipio il sindaco ha riunito il Coc, il centro operativo comunale dove è avvenuta la riunione tra i vertici e la costituzione dell’unità di crisi per far fronte a questa drammatica emergenza. In strada la gente si è radunata dinanzi alla sede della società “Raganello tour” che aveva organizzato un escursione per 15 persone più la guida.

 

IL DRAMMA, LE VITTIME, I FERITI, I DISPERSI

Dieci i morti, sei donne e quattro uomini, 23 le persone tratte in salvo tra cui due minori, un bambino e una bambina quest’ultima trasferita in elisoccorso presso l’ospedale di Cosenza in stato di ipotermia. Salva anche la 24enne di Trebisacce, in un primo momento finita nella lista dei deceduti: è ricoverata a Cosenza; morta invece una 14enne. Secondo i dati diramati dalla Prefettura di Cosenza, i gruppi di escursionisti sarebbero stati due, ognuno composto da 18 persone per un totale di 36 unità. Ma sembra che i dispersi potrebbero essere tanti perchè troppi i gruppetti che passeggiavano nelle Gole. Dispersa anche una guida di Cerchiara. Un olandese vivo per miracolo, anche se ferito racconta l’accaduto “Sono vivo per miracolo, non abbiamo sentito nulla; abbiamo visto solo arrivare una valanga d’acqua. Non siamo riusciti a far nulla. Piango per chi non ce l’ha fatta”. Il livello del torrente, nel tratto della tragedia in cui non stava neanche piovendo, è salito di quasi due metri e mezzo. La comitiva era partita da Civita, dal ponte del diavolo. Si ritiene che fossero partiti da poco o si trovassero nella zona di risalita verso il ponte. I dispersi, quelli ufficiali sono tre

Foto Procuratore FacciollaQuanti escursionisti manchino all’appello in realtà ancora non si sa. Ed è l’appello pubblico che lancia il procuratore della Repubblica di Castrovillari Eugenio Facciola, di chiamare per aiutare i soccorsi ad avere le idee più chiare sul numero dei dispersi da cercare: «Sto recandomi sul posto dove sono state portate le salme per verificare. Stiamo operando in situazione di emergenza per i dispersi: non possiamo dare un numero, né tanto meno fare ipotesi; certamente sono di più rispetto agli escursionisti che ufficialmente erano con la guida; riteniamo che ci fossero più persone presenti nell’area che notoriamente è molto battuta da turisti e persone che vanno per trascorrere una giornata.

Noi abbiamo una grande difficoltà in questo momento, innanzitutto ad identificare le vittime che abbiamo rinvenuto; chi va a fare queste escursioni non va con abiti civili e quindi non porta effetti personali, cellulari. E poi la seconda difficoltà è proprio quella di accertare chi si è trovato nell’area in quel momento». Il procuratore capo di Castrovillari chiede alla stampa la massima collaborazione «a diffondere il numero verde 800.222211 il numero della Protezione Civile regionale o comunque anche un qualsiasi comando dei carabinieri, un 112, un 113 comunicando  se si è a conoscenza di qualche familiare o amico che oggi si trovava da queste parti a fare una escursione. Ovviamente questo è importante per stabilire fino a che punto continuare le ricerche»

Sull’aspetto investigativo non si pronuncia Facciolla «in questo momento viene in secondo piano. Stiamo lavorando soprattutto per salvare vite umane per quello che è possibile in questa fase e con queste difficoltà: è un territorio estremamente impervio, disseminato da ostacoli e dalla conformazione del territorio per cui è difficile intervenire in pieno giorno, figuriamoci di notte. Adesso stiamo cercando con delle torri faro di localizzare alcuni punti in cui potrebbe essersi tratto in salvo qualcuno, aver cercato riparo; ci sono delle specie di spiagge, piccole isole lungo il percorso ma è tutto approssimativo e parliamo per ipotesi. Speriamo però di trovare altre persone».

Sui salvataggi Facciola plaude all’operato dei soccorsi «Il mio plauso va al Soccorso Alpino,la Protezione civile, i vigili del fuoco che si sono immediatamente attivati. Le cause come ho detto prima e la presenza della Procura della Repubblica in questa fase è proprio per cercare di comprendere se ci sono dei risvolti penali; cosa è accaduto certamente è un fatto naturale, ma probabilmente dobbiamo verificare se le persone che stavano in quell’aria  si trovavano in maniera consapevole o se erano assolutamente allo scuro di quello che poteva accadere. Ma tutto questo sarà sviluppato nei prossimi giorni»

C’era un allerta meteo ma come diceva qualcuno è un’estate particolare: piove tutti i giorni e ogni giorno c’è l’allerta meteo. Il responsabile della Protezione civile regionale diceva che ci sono questi fenomeni intensi con cadenza giornaliera anche da queste parti che probabilmente hanno aumentato una sorta di sacche naturali  che sono disseminate lungo il territorio: ha caricato d’acqua finchè è venuto oggi l’evento più forte e intenso degli altri, portando giù questa massa d’acqua e fango improvvisa. Al di là dei nomi e della provenienza che ancora disconosciamo, dateci una mano a diffondere questo appello. Abbiamo bisogno di sapere se c’è qualcuno disperso perchè tra quelli rinvenuti sono in numero inferiore e alcuni non facevano parte del gruppo di escursionisti; è chiaro che ci sono altre persone che disconosciamo».

TANSI PROTEZIONE CIVILE: SONO STATI MOLTO IMPRUDENTI

carlo tansi CopiaPer il capo della protezione civile regionale Carlo Tansi «Il numero di vittime è destinato ad aumentare perchè ci sono dei dispersi e ancora non sappiamo quanti sono. Sono in corso le ricerche che proseguiranno per tutta la notte. Abbiamo allestito quattro torri faro nella zona più critica, a valle; siamo a circa tre chilometri dal punto dove sono stati travolti gli escursionisti. Un fatto assurdo anche perchè oggi le condizioni meteo non erano delle migliori. Era stato preannunciato nei giorni scorsi e anche negli ultimi bollettini. Sono stati molto imprudenti e in molti hanno perso la vita per questa imprudenza. Speriamo che non ci siano altri dispersi senza vita.

LA MACCHINA DEL SOCCORSO

b5855b1e 2038 430d 85b2 7f03b529f97eSul posto Vigili del fuoco (una squadra Speleo Alpino Fluviale di Cosenza, una proveniente da Reggio Calabria, il nucleo sommozzatori, l’unità Ucl e l’elicottero arrivato direttamente dalla base di Salerno) che hanno recuperato vive 14 persone, 7 tratte in salvo dall’equipe dell’elicottero; il Soccorso alpino che ha tratto in salvo 12 persone; il gruppo Sart della protezione civile arrivato con i gommoni; gli uomini della protezione civile circa 70 unità, i sanitari del 118. Sin dal primo momento sul posto sono giunti il colonnello dell’Arma Piero Sutera, il comandante dei vigili del fuoco Massimo Cundari, il vicario della Questura di Cosenza Salvo Barillaro, i funzionari della prefettura, il sindaco,  il consigliere regionale Gianluca Gallo, il presidente del Parco del Pollino Domenico Pappaterra. Spiegamento di forze dell’ordine tra carabinieri, polizia di Stato e Guardia di Finanza. Tutta la zona è stata presidiata per dare agio e spazio ai soccorsi di operare in tranquillità.

Nella palestra della scuola elementare di Civita sono state raccolte le salme delle dieci vittime. All’interno della struttura sportiva poco dopo le 23 si è proceduto al riconoscimento dei morti. Davanti all’ingresso della “camera ardente” parenti e amici si sono raccolti nel dolore e nel silenzio rotto dalle urla di chi ha avuto la certezza della morte del proprio caro. E’ stato allestito un punto di soccorso psicologico ai familiari delle vittime e dei dispersi

Le ricerche nel piccolo comune arbereshe nel cuore del Pollino proseguiranno per tutta la notte alla ricerca di quanti ancora mancano all’appello.

 

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