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Furia del Raganello, l’elenco delle vittime

Calabria

Furia del Raganello, l’elenco delle vittime

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E’ il momento dell’ufficialità. Il prefetto di Cosenza Galeone legge i nomi delle vittime e stila un piccolo resoconto. Adesso si chiude una fase ma se ne aprono altre, perchè ci sia più sicurezza e non si abbandoni nessuno

d786320a 389f 4e2c 9d1d 310316c80e0eCOSENZA – «Ringrazio la stampa che devo dire non solo è stata puntuale e molto attenta. Una stampa che ha compreso il momento che dovevamo conciliare l’informazione con la certezza dell’informazione e quindi se siamo stati  a volte un po’ cauti c’è sempre stata una grande interlocuzione che è derivata solo dalla necessità di non creare un pericolosissimo allarmismo. Vi ringrazio di aver dato una informazione più corretta possibile». Esordisce così il prefetto di Cosenza Paola Galeone, all’apertura della conferenza stampa tenuta in prefettura alla presenza delle forze dell’ordine e dei soccorritori che in queste 24 ore di tragedia che hanno colpito il comune di Civita, la Calabria e l’Italia tutta, hanno attivato una macchina dei soccorsi che ha evitato che il numero delle vittime salisse drasticamente. Accanto al prefetto Galeone, il questore di Cosenza Petrocca, il comandante dell’Arma Sutera e quello dei vigili del fuoco Cundari, il comandante della Guardia di Finanza e il capo della protezione civile Tansi. Presenti anche i sindaci, il soccorso alpino, i sanitari del 118 e i volontari della croce rossa italiana.

Il prefetto ufficialmente ha letto l’elenco delle vittime della “furia del Raganello” : Antonio De Rasis, 32 anni calabrese; Gianfranco Fumarola, 43 anni, Cisternino Brindisi; Antonio Santopaolo 44 anni, Qualiano Napoli; Carmela Tammaro 41 anni, Qualiano Napoli; Maria Immacolata Marrazzo 43 anni, Ercolano Napoli; Carlo Maurici 35 anni Roma; Valentina Venditti 34 anni, Roma; Paola Romagnoli 55 anni, Bergamo; Miriam Mezzolla 27 anni Torricelle Taranto; Claudia Giampietro 31 anni Conversano Bari.

2207ba4b eb39 45b5 a315 9260d9ceb4f1«Il colonnello dell’Arma comunicherà questa sera stessa l’elenco al Procuratore della Repubblica di Castrovillari Eugenio Facciolla – continua Galeone – che, nelle prime ore di domattina firmerà il dissequestro delle salme. Fortunatamente il numero dei feriti è rimasto invariato nel numero di 11 e nessuno di quelli ricoverati tra Cosenza, Rossano e Castrovillari sono in pericolo di vita; attenzioniamo una sola  bambina ricoverata al “Gemelli” a Roma; una storia drammatica e una famiglia devastata con la morte della mamma e del papà e della sorellina che ha riportato solo alcune escoriazioni e attualmente è a Castrovillari. Delle 23 persone messe in salvo nessuno è ricoverato; è ovvio che il bilancio è sicuramente drammatico però, come discorrevamo prima con il comandante dei vigili del fuoco e il capo della protezione civile Calabria, grazie ai soccorsi siamo riusciti ad arginare una tragedia che forse sarebbe potuta essere ancora più devastante. Domattina ringrazieremo ufficialmente tutti: i vigili del fuoco, il 118, la croce rossa italiana, il soccorso alpino, tutti i volontari della regione Calabria e la regione Calabria che dal primo momento si è preoccupata di affiancare con un aiuto psicologico i familiari delle vittime».

ff097b26 792e 4d4b 92e8 3564760d5edbIl prefetto poi parla di una ripresa, da intraprendere, sulla sicurezza per non lasciare solo un Comune che ha improntato la vita economica sul turismo «Un Comune così piccolo ha tante strutture e ha cercato di dare lavoro. Ovviamente si conclude questa prima fase e se ne aprono altre, su altri tavoli, perchè l’impegno che penso di poter prendere in primo luogo come prefetto, visto che il turismo stava decollando, è quello di incanalare tutto in un discorso di sicurezza, affinché non ci sia quella ricaduta negativa nella comunicazione con l’esterno. Dobbiamo ritornare a Civita, sicuramente con grande sicurezza».

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«Ringrazio tutto, in particolare il mio braccio: il questore di Cosenza, i comandanti dell’Arma , della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco, la nostra famiglia. Credo ci siamo impegnati per lavorare bene innanzi ad un evento per niente prevedibile, non c’erano segnali e la macchina dei soccorsi è partita dalle 15:20, dalla prima telefonata, immediatamente. Certo, non vorremmo dire che la macchina dei soccorsi ha funzionato perchè non vorremmo avere avuto questa tragedia.

Il nostro tavolo sarà permanente – conclude il prefetto Galeone-. Vorremmo chiudere questa pagina e consentire un pensiero a quelle famiglie; un pensiero e cercare di comprendere con la Regione, la Provincia, il Governo possa aiutare le famiglie delle vittime:  un familiare di una vittima ci chiedeva “mio marito è morto in una gita, ha 40 anni, che succede a me e ai miei tre figli?”. Cercheremo di trasmettere tutto quello che possiamo per aiutare e stare vicini. Purtroppo qualche volta, come diceva Leopardi “la natura diventa matrigna” e la natura se coadiuvata dall’uomo a volte ci fa veramente soffrire».

 

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