Cosenza
No alla secessione dei ricchi, Gervasi e Falbo firmano la petizione

Da qualche giorno è partita una petizione on line per bloccare il progetto di autonomia finanziaria che stanno tentando di mettere in atto le regioni Veneto e la Lombardia, anche se si stima che altre regioni seguiranno l’esempio e chiederanno maggiore autonomia
COSENZA – «In sostanza, Veneto e Lombardia chiedono al Governo che i fabbisogni standard dei cittadini, i c.d. LEP (Livelli Essenziali per le Prestazioni sociali e civili) sulla base dei quali vengono trasferite le risorse dallo Stato alle Regioni ed agli enti locali, vengano calcolati non solo sulla base delle esigenze reali dei cittadini e quindi, sul numero dei cittadini da istruire, sui km di strade da asfaltare, sul numero degli edifici pubblici da mettere in sicurezza, ecc. ma anche in relazione al gettito fiscale, dunque alla ricchezza delle regioni stesse – spiega il consigliere provinciale Francesco Gervasi-. Primo firmatario di questa petizione definita “NO ALLA SECESSIONE DEI RICCHI” che in pochi giorni è arrivata a più di 7 mila firme, è il Prof. Gianfranco Viesti, ordinario di economia applicata all’università di Bari. Assieme a lui si stanno mobilitando, con il passare delle ore, tantissime figure autorevoli provenienti dal mondo accademico, giornalisti, professionisti e anche diversi politici del PD, di LEU e del M5S per lo più meridionali.
“Ho firmato questa petizione perché voglio DIFENDERE il mio SUD dalla paventata secessione in atto e perché voglio difendere la COSTITUZIONE che, all’art. 3, stabilisce che Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale” afferma Francesco Gervasi, Consigliere alla Provincia di Cosenza e Assessore al Comune di Mendicino. “Credo sia dovere di ogni cittadino e, soprattutto di ogni politico e amministratore locale del Mezzogiorno attivarsi per fermare questa vera e propria secessione. Se questa proposta della Regione Veneto dovesse trovare il favore del Governo le regioni del sud verrebbero completamente abbandonate al proprio destino e diventerebbero, di fatto, un feudo delle Regioni settentrionali! In sostanza, il nord diventerebbe più ricco ed il sud ancora più depresso. Tutto questo è inaccettabile oltre che incostituzionale! Per questo motivo credo sia inderogabile una massiccia mobilitazione da parte di tutti quei consiglieri comunali, sindaci, consiglieri provinciali e regionali e tutti i parlamentari e segretari di partito meridionali, indipendentemente dal colore e dalle appartenenze politiche, per fermare questo disastro e per difendere il nostro mezzogiorno”. Proprio qualche giorno fa il Consigliere Provinciale Gervasi ha incontrato il giornalista e scrittore Pino Aprile, autore dei best seller “Terroni”, “Giù al Sud”, “Carnefici”, ecc. con il quale ha discusso e condiviso l’importanza e la necessità di combattere questa battaglia».
FALBO: NIENTE PIU’ SERVIZI PER LE REGIONI PIU’ POVERE
«Da Consigliere Comunale della Città di Cosenza ho sin da subito sottoscritto la petizione popolare “No alla secessione dei ricchi” avviata dal prof. Gianfranco Viesti e condivisa da docenti, economisti, manager di tutti i colori politici (uno su tutti Vito Tanzi dirigente del Fondo Monetario Internazionale). Nei mesi scorsi la Regione Veneto, appoggiata da tutte le forze politiche (Lega, Forza Italia, PD, M5S, tutti insieme), ha formalizzato una richiesta allo Stato Italiano che prevede maggiori poteri e risorse all’Ente medesimo (Lombardia ed Emilia Romagna seguiranno a ruota) il tutto a svantaggio del Sud e della Calabria in particolare – scrive in una nota Andrea Falbo Consigliere Comune di Cosenza Delegato del Sindaco alle Strategie Attive per il Lavoro». Lo stesso provvedimento, che sarà discusso il 22 Ottobre in Consiglio dei Ministri, propone di calcolare i fabbisogni standard in modo inaccettabile tenendo conto non solo dei bisogni specifici della popolazione e dei territori ma anche del gettito fiscale e cioè della ricchezza dei cittadini.
In pratica i diritti (salute, istruzione, protezione civile ecc..) saranno commisurati non solo in base alla cittadinanza Italiana ma soprattutto in riferimento alla ricchezza di un determinato territorio. Pertanto una regione più ricca garantirà ancor di più miglior sanità, istruzione, trasporti ecc.. a discapito delle regioni più povere che vedranno annullate definitivamente ogni prospettiva di servizi minimi. Senza entrare nel merito per ciò che concerne la discussione inerente alle maggiori competenze da attribuire alle regioni, è doveroso sottolineare che la proposta del Veneto è un vero e proprio atto eversivo nei confronti del Sud Italia, l’atto finale di una volontà politica, economica e finanziaria che dall’Unità d’Italia ad oggi ha arricchito in maniera sconsiderata e consapevole una parte del paese a discapito di un’altra. Per tali ragioni è necessario attivarsi anche attraverso la costituzione di comitati istituzionali composti da amministratori, professionisti, docenti per dare voce e sostanza ai diritti della nostra gente. Noi si che ne abbiamo tutto il diritto.



















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