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Niente stipendi, le tute gialle pronte a fermare la raccolta

Cosenza

Niente stipendi, le tute gialle pronte a fermare la raccolta

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Oggi l’assemblea sindacale che ha portato al blocco della raccolta è servita per decidere il da farsi sulle mensilità che da qui a qualche giorno diventeranno due. L’azienda ha avvisato che pagherà quando il Comune effettuerà il bonifico. Ma non erano gli accordi sottoscritti in prefettura né quelli previsti nel capitolato d’appalto. Giovedì nuova assemblea se non arriva lo stipendio

 

tute gialleCOSENZA – «Oltre alle contestazioni che stiamo subendo ci sono di nuovo problemi per i pagamenti dello stipendio». Inizia così la lunga chiacchierata con le tute gialle ormai al collasso e al limite della pazienza. Loro non vorrebbero proprio mancare di rispetto alla città, ma hanno il diritto e il dovere di difendere la dignità e una famiglia. L’azienda ancora una volta lunedì pomeriggio avrebbe comunicato ai dipendenti con tanto di avviso affisso  in bacheca che il pagamento dello stipendio di agosto avverrà il prossimo 27 settembre, giorno in cui il Comune effettuerà il bonifico. Nel merito, per contratto il personale di Ecologia Oggi deve ricevere lo stipendio entro il 15 del mese successivo a quello spettante: il 27 settembre significa maturare già il secondo stipendio del mese in corso.

Le tute gialle ritornano dunque a far sentire la loro voce: «Non è che possiamo lavorare due mesi e ne percepiamo uno. Non abbiamo bisogno di essere pagati da Guarascio per pulire la città: ci mettiamo d’accordo direttamente con il Comune. Perchè un privato deve guadagnare sulle spalle dei lavoratori? A noi non interessa che il Comune non paga. L’azienda si è assunto il rischio d’impresa e tale deve essere. Noi vogliamo pagati. Oggi abbiamo indetto assemblea per queste motivazioni, così come sarà per giovedì prossimo. E con questo vogliamo anche chiarire l’avviso pubblicato dall’azienda su Facebook dove avverte la città che per riunioni sindacali ci saranno dei disagi; i cosentini devono sapere perchè ci riuniamo in assemblee sindacali e stoppiamo i servizi. E giovedì se non si smuove qualcosa andremo in corteo sotto la prefettura e chiederemo di essere ricevuti dal prefetto Galeone che ancora non ci conosce»

Questa mattina i rappresentanti delle Rsu si sono diretti  verso la casa comunale per parlare con chi è preposto ai pagamenti. Un colloquio composto e abbastanza lungo conclusosi con l’impegno di chiamare l’azienda e cercare di versare almeno un’anticipazione. Ma al momento di andare in stampa ancora non si hanno notizie di pagamenti. Non si risparmiano i dipendenti dell’azienda lametina, stanchi ormai dei continui trattamenti che portano a stati di malesseri alti e raccontano di altre situazioni che andrebbero vagliate dall’Amministrazione comunale. «Il Comune spiegano le tute gialle, così come riportato nel verbale redatto in prefettura, paga tutti i giorni 48 unità che di fatto non ci sono mai; le tute gialle chiedono una maggior visura al Rup per controllare la maestranza: nel capitolato d’appalto sono previste 48 unità giornaliere, ma i servizi vengono fatti da 20 – 25 – 30 dipendenti che sono costretti ad uscire da soli.

 

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Stiamo evitando la Procura ma ci manca poco. Il prossimo obiettivo dopo la prefettura sarà la Procura: vogliamo capire il nostro futuro. Ci mettiamo dalla parte dei cittadini che pagano la tassa dei rifiuti ed è giusto che gli venga reso il servizio. Noi abbiamo mezzi con guida a destra e non a sinistra ed è pericolosissimo lavorare da soli; dovremmo sempre uscire in coppia. Siamo costretti ogni volta ad andare al dipartimento del lavoro perchè se non usciamo da soli possiamo incorrere in una multa o sospensione. Se arriveremo alla denuncia in Procura abbiamo tutta una serie di documentazione da esibire che può far constatare in che condizioni lavoriamo. I dipendenti vivono e lavorano con paura».

«Ritornando agli stipendi maturati  – riprendono ancora il discorso le tute gialle – noi non accettiamo di lavorare 60 giorni e vederne pagati 30. Alzarmi a lavorare alle 4, alle 5 del mattino per non vedere lo stipendio. Non possiamo vivere in questo modo: il fitto, i figli, le bollette; non è che con uno stipendio possiamo pagare due fitti di casa alla volta perchè ci pagano ogni due mesi. Io lavoro dal primo gennaio al trenta gennaio, il contratto dice che il 15 febbraio devi pagarmi e mi devi pagare! Può capitare una volta che mi paghi il 18, 19, 20, ma non il 27. Se i bonifici partono il pomeriggio del 27 settembre che è giovedì, per pagarci ci vorrà il mese di ottobre, i primi giorni. E non è corretto ad ottobre pagare il mese di agosto, dobbiamo capire come vivere; se poi vogliono che andiamo a delinquere ce lo facciano sapere. E se adesso che siamo all’inizio dell’appalto ci troviamo in questa condizione, per i prossimi quattro anni cosa dobbiamo aspettarci? E a Natale, la spesa quando ce la fanno fare, a gennaio? Il Comune in prefettura ha bacchettato seriamente l’azienda ma per l’ennesima volta il Comune paga il 27 e l’azienda paga il 27.

Allora chiediamo al Comune di rescindere il contratto e formare una società con i dipendenti, siamo pronti a formare una cooperativa anche se non siamo dipendenti comunali. Ma non possiamo stare con un privato che non riesce a mantenere fede alle condizioni contrattuali d’appalto. Il lavoro è importante per tutti ma se non mi paghi come faccio? Se viviamo solo con questo stipendio! Ci sono figli da mandare a scuola, libri da comprare».

Per domani il servizio raccolta è assicurato ma giovedì è prevista la seconda assemblea se non si sbloccano i pagamenti porterà i lavoratori in corteo, dritti in prefettura. Non manca un piccolo appunto sulla pulizia delle strade, in questi ultimi tempi abbastanza sporche; anche l’assessore De Cicco tramite il profilo Facebook, con più video, ha denunciato lo stato delle cose chiedendo all’azienda di lavorare altrimenti si sarebbe parlato di multe salate. Le tute gialle spiegano il perchè dello stato delle strade: «Dopo aver licenziato il responsabile dello spazzamento, il settore lo gestisce un nuovo dipendente con un contratto di 800 euro al mese. Il resto…fate voi le conclusioni». Per il momento si aspettano aggiornamenti e se i rifiuti sosteranno davanti ai portoni, le tute gialle chiedono scusa ma devono difendere il lavoro e la dignità

Immagini di repertorio

DE CICCO: “ECOLOGIA NON OGGI”

L’assessore Francesco De Cicco scrive in un post sul profilo Facebook: «che Ecologia Oggi non facesse bene il proprio dovere nell’organizzazione dei servizi atti a mantenere la pulizia e il decoro della città, è cosa ormai risaputa.  Da tempo, soprattutto nelle ultime settimane, sto documentando la totale incapacità di questa azienda ad effettuare un preciso e impeccabile servizio di raccolta dei rifiuti differenziati, di bonifica dei cumuli di rifiuti abbandonati, di sensibilizzazione alla raccolta differenziata e contrasto all’abbandono incivile dei rifiuti sulle strade.

Ma oltre al danno anche la beffa… La società Ecologia Oggi non sta garantendo nemmeno la regolarità dei pagamenti ai suoi dipendenti, gli unici che con abnegazione e senso del dovere riescono a garantire quel minimo di qualità al servizio. Gli stipendi di agosto che dovevano essere liquidati entro il 15 settembre, verranno erogati il 27 settembre, quasi a ridosso del prossimo mese! E questo andazzo va avanti da un bel po’. 


La società Ecologia Oggi non sta rispettando l’accordo sottoscritto in Prefettura, nel quale veniva obbligata a pagare con regolarità i salari, al di la delle procedure burocratiche e contabili con il Comune di Cosenza.
Anzi, così come ho chiesto più volte e a gran voce, mi aspetto che le prossime liquidazioni a favore della società Ecologia Oggi siano decurtate dell’importo delle sanzioni per gravi inadempienze che gli uffici comunali di controllo hanno inflitto».

 

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