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Lucano: “La legalità? Era anche quella di Hitler ma dobbiamo ribellarci se le leggi sono ingiuste”

Calabria

Lucano: “La legalità? Era anche quella di Hitler ma dobbiamo ribellarci se le leggi sono ingiuste”

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Un fiume in piena Mimmo Lucano all’uscita dal tribunale di Locri: “Forse la Costituzione italiana la conosco più io perchè la prima regola è di avere rispetto della dignità degli essere umani, che non hanno colore della pelle o nazionalità; sono tutti essere umani senza alcuna differenza”

 

LOCRI (RC) – “La legalità era anche quella dei campi di concentramento di Hitler ma dobbiamo ribellarci quando le leggi sono ingiuste”. Giustifica così le accuse rispetto al fatto di non aver rispettato appieno le leggi. Capisco che non è giusto o facile, e che abbiamo degli obblighi ma dobbiamo anche far passare un messaggio di umanità altrimenti tutto si riduce a cosa?”. In attesa della decisione del Gip sulla sua scarcerazione, il sindaco di Riace, Domenico Lucano ha detto di non avere restrizioni nel comunicare o nel ricevere persone.

E’ provato ma davanti ai giornalisti si sfoga e diventa un fiume in piena l’ormai ex primo cittadino di Riace, che commenta la sua vicenda a seguito dell’interrogatorio davanti al Gip. “Mi stanno accusando di un reato di umanità” sottolinea Lucano per giustificare le sue azioni che lo hanno portato agli arresti domiciliari ma per i quali si batte da anni per i tanti immigrati che hanno trovato una nuova vita nel piccolo borgo.

In merito al cosiddetto “modello Riace” i pm lo accusano di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e dell’assegnazione in maniera illegale del servizio di raccolta di rifiuti che però lui difende: “Ci sono ecomafie, inquinamento dei mari, c’è una mafia che controlla il ciclo dei rifiuti e io ho che invece ho cercato di fare luce qua, di coinvolgere le cooperative sociali, devo pagare per questo? È assurdo. In queste cooperative lavoravano le persone più svantaggiate di Riace insieme ad alcuni rifugiati. Questa amministrazione ha portato una normalità in paese”.

“Parlano di me come se fossi un’agenzia matrimoniale”

riace14Altra vicenda contestata a Mimmo Lucano è quella dei “matrimoni di comodo”, e lui ribadisce: “Perchè parlano di matrimoni combinati? È stato solo un episodio ma non era combinato. Abbiamo fatto le pubblicazioni, con tutte le procedure regolari. Hanno parlato come se ci fosse stata un’agenzia di matrimoni, quando l’episodio contestato è uno solo ed è stato regolare”.

Tra le varie ipotesi accusatorie formulate dagli inquirenti anche una serie di fatture gonfiate e falsificate per il progetto di accoglienza ai migranti ma lui spiega: “Non ho mai avuto un tornaconto economico anzi, tutti i soldi che ho ricevuto nei vari premi di cui sono stato insignito non li ho tenuti per me ma devoluti al progetto. Per quanto riguarda la fiction di Beppe Fiorello non ho chiesto alcun compenso tanto che loro si sono meravigliati. Siamo in un mondo in cui pensiamo che tutto funziona con i soldi ma – ha detto Lucano – per me non è stato cosi. Mi messo a disposizione di tutti e per disposizione intendo al servizio della comunità. Non c’è stato nessun arricchimento, se non del territorio”.

Su Becky Moses: “Ma chi ha pagato per lei?”

Incendio San Ferdinando Becky MosesMimmo Lucano incalzando in un discorso intriso di umanità e accoglienza cita anche la tragica morte di Becky Moses, la 26enne di nazionalità nigeriana, che dopo essere stata ospite a Riace è dovuta andar via proprio perchè non era più in possesso delle autorizzazioni per restare legalmente sul territorio italiano ed avrebbe poi trovato alloggio nella baraccopoli di San Ferdinando. Becky, poi, è morta carbonizzata in un incendio: “Io vorrei chiedere – ha affermato Lucano – se è giusto quello che è successo a Becky. Io come ho sindaco ho un incubo nell’anima pensando che quella ragazza era in accoglienza a Riace e ha avuto due dinieghi ed è dovuta andare via; è stata costretta a ritornare nella tragedia del suo paese ed è finita a San Ferdinando per poi morire. Ma chi ha pagato per lei? – ha detto Lucano – Io quello che ho fatto, l’ho fatto per evitare che altre persone facessero la sua fine. Non ho forzato nessuno regolamento. Salvare le persone dalla strada per me ha voluto dire fare il sindaco. Se nella mia vita, con le mie azioni – ha concluso- ho contribuito anche a salvare una sola di queste vite, oppure a far avere una vita normale a queste persone, vuol dire che ho fatto solo il sindaco”.

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