Rende
Rende, truffa milionaria alla BCC Mediocrati: tutti assolti

Assolti perchè il fatto non sussiste i quattro imputati di una vicenda giudiziaria durata quattro anni in cui hanno dovuto dimostrare la propria innocenza dall’accusa di truffa aggravata
RENDE (CS) – Sono stati assolti dall’accusa di truffa aggravata di un milione di euro erogati dalla banca BCC Mediocrati di Rende quattro manager operanti nel settore dell’imprenditoria edile di Cosenza, Tedesco Saverio, Filippelli Rocco, Coscarella Antonio e Quintieri Antonio, difesi dagli avvocati Alessandra Adamo, Maria Gabriella Cavallo, Roberto Le Pera e Franz Caruso.
L’accusa fondava sull’anticipazione di ben 840.000 euro concessi al Tedesco, amministratore della società SAPT Costruzioni dall’Istituto di credito BCC Mediocrati di Rende, ottenuta, nell’ambito di un rapporto di anticipazione fatture, dietro presentazione, da parte dello stesso Tedesco, di fatture ed assegni postdatati rilasciati dagli altri tre imputati; la Procura della Repubblica di Cosenza ha sostenuto la tesi dell’accordo criminoso tra i quattro imprenditori atteso che, successivamente alla consegna dell’ingente importo di denaro, da parte della stessa banca, al Tedesco, vennero contestati, dagli altri tre imprenditori imputati, i lavori riportati nelle fatture utilizzate per l’anticipazione milionaria e, dunque, anche i relativi assegni postdatati rilasciati a garanzia degli importi indicati nelle fatture.
Nel corso delle indagini, condotte dal Sostituto Procuratore della Repubblica dr. Cestone, vennero perquisite le abitazioni dei quattro imprenditori e le loro sedi societarie al fine di verificare la sussistenza di elementi in grado di comprovare l’accordo truffaldino, senza alcun esito. All’esito dell’udienza dibattimentale, tenutasi ieri dinanzi al Tribunale di Cosenza, la Procura della Repubblica ha chiesto la condanna di tutti gli imputati alla pena di sei mesi di carcere e la banca, costituitasi parte civile, ha chiesto la restituzione del denaro erogato. Di segno opposto le richieste dei difensori dei quattro imprenditori, che hanno contestato all’Istituto di credito l’anomalia dell’acquisizione, proprio da parte di una banca, di titoli di credito postdatati, che, dunque, mai avrebbero potuto essere considerati artifizi e raggiri. La sentenza di assoluzione con la formula “perche il fatto non sussiste”.



















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