Provincia
Protesta degli studenti ammassati in aule strette con laboratori nuovi mai utilizzati (FOTO)

I ragazzi dei tre istituti professionali di Acri sono al secondo giorno di sciopero e minacciano di bloccare le attività didattiche ad oltranza
COSENZA – Sono oltre 600 ragazzi e chiedono di poter studiare in condizioni dignitose. E’ la seconda giornata di sciopero all’Istituto IPSIA – ITI – IPSEOA di Acri dove i ragazzi lamentano gravi carenze nella gestione scolastica. L’infrastruttura che li ospita è troppo piccola e, per ovviare al problema, la dirigenza ha inteso accorpare classi e trovare spazi ‘creativi’ in cui svolgere le lezioni. La conseguenza è quella di avere esasperato gli animi degli studenti stipati ogni giorno, nel migliore dei casi, in aule strette che contengono classi fino a 32 iscritti con enormi difficoltà anche solo per muoversi tra i banchi. Gli altri invece studiano ‘accampati’ nei laboratori linguistici o meccanici che ovviamente non vengono più utilizzati per le attività didattiche per le quali erano stati allestiti. C’è di più. La sede centrale dell’Istituto alberghiero inaugurato 3 anni fa in un plesso al lato della scuola, che essendo affollata necessita del trasferimento degli alunni nell’edificio in cui si trovano gli altri due istituti, possiede delle cucine mai utilizzate. Nessuno ha inteso assumere un tecnico da laboratorio quindi tutta la strumentazione resta imballata, mentre i ragazzi hanno a disposizione solo un computer utilizzato per insegnare la ‘pratica’ esclusivamente in modalità virtuale attraverso la visione di video.
I ragazzi che da ieri hanno avviato la protesta che si annuncia andrà avanti ad oltranza fino alla risoluzione dei problemi denunciati hanno comunicato i propri disagi rivolgendosi prima al dirigente scolastico, poi al Provveditorato di Crotone (quello di Cosenza attualmente non ha un presidente), al presidente della Provincia Franco Iacucci nonché al sindaco di Acri. Ieri durante la loro manifestazione in massa hanno assediato il Comune per chiedere chiarimenti che si sono concretizzati con un rimpallo di responsabilità addebitate al preside della scuola che invece a sua volta ‘scarica’ le colpe sull’amministrazione comunale che vorrebbe ‘privatizzare’ i laboratori di cucina. Anche oggi si sono radunati di fronte l’istituto per chiedere di essere ascoltati in attesa dell’incontro che pare dovrebbe svolgersi domani con alcuni consiglieri provinciali. L’ente Provincia infatti risulta essere l’ente nelle cui disponibilità rientra l’Istituto e dovrà quindi proporre soluzioni attuabili per una situazione ormai diventata insostenibile per studenti, genitori ed insegnanti.
LE RICHIESTE DEGLI STUDENTI
“Siamo giovani, – affermano i ragazzi in sciopero – ci opponiamo e lottiamo per ciò che ci spetta. Gli studenti dell’Istituto IPSIA – ITI – IPSEOA di Acri decide di scioperare per i propri diritti. I ragazzi lamentano la mancanza di un’adeguata struttura per gli studenti dell’istituto alberghiero, che si ritrovano inseriti a svolgere in un ambiente non adatto al loro corso e sono costretti a svolgere le lezioni nelle classi dell’indirizzo opposto al loro. Di conseguenza gli iscritti degli altri due indirizzi presenti nell’istituto si ritrovano costretti a rinunciare alle proprie aule.
La soluzione fornitaci dai nostri superiori è quella di unire più classi ritrovandosi aule di trenta o più studenti in quanto il MIUR prevede un massimo di 27 studenti per classe. Ciò va a penalizzare il corretto funzionamento delle lezioni e l’andamento scolastico dei ragazzi, inoltre, ci mette a rischio per la mancanza di sistemi di sicurezza. Ai precedenti problemi aggiungiamo anche la questione della mancanza di docenti e dell’assenza di materiale nei rispettivi laboratori essendo un istituto ‘tecnico-professionale'”.
LA RISPOSTA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO
“Gli alunni – dichiara il dirigente scolastico dell’Istituto Giuseppe Lupinacci – manifestano pacificamente e serenamente per un problema particolare: la mancanza di cucine per l’indirizzo Alberghiero. L’alberghiero è stato aperto ad Acri tre anni fa ed ora sono attive: 2 classi prime – 2 classi seconde – 2 classi terze. Il plesso “alberghiero” è di proprietà del Comune, che lo ha concesso alla Provincia, la quale lo ha assegnato all’IPSIA-ITI di Acri. Nella parte di edificio assegnata alla scuola esistono 4 aule e altri spazi, da utilizzare per attività di laboratorio (Cucine, Pasticceria, Sala). Parte dell’edificio è rimasto nelle disponibilità del Comune ed è occupato dal Giudice di Pace di Acri e da un punto INPS.
Le due attuali classi prime sono ospitate nella Sede centrale (le aule dell’Alberghiero sono 4), dove si fanno ruotare le classi tra le aule e i laboratori. I due Plessi sono vicini e consentono facilmente lo spostamento della classi. La scuola, su finanziamento della Provincia (15.000 euro), ha acquistato, già da due anni, le attrezzature base del Laboratorio di cucina, che sono ancora imballate. Il Laboratorio può essere installato negli attuali locali, tanto che la Provincia ha presentato una CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata, conosciuta una volta come SCIA) per l’avvio dei lavori necessari a collocare il Laboratorio di Cucina nel Plesso Alberghiero già assegnato alla scuola.
Il Comune ha bloccato la CILA (anche se con convenzione i locali sono assegnati alla Provincia e si tratterebbe di fare piccoli interventi strutturali per collocare il Laboratorio di Cucina, sui quali il Comune non ha eccepito). La Provincia intende fare convenzione col privato. Questo sconvolgerà totalmente l’organizzazione didattica, soprattutto se i locali del privato dovessero essere a poco meno di dieci chilometri di distanza con strada di montagna. La scuola, le famiglie, gli alunni vogliono che venga collocato il Laboratorio di cucina nello spazio previsto dalla CILA, senza pretendere altri spazi dal Comune.
Pur permanendo le difficoltà nella rotazione delle aule, e quindi esistendo la necessità di affrontare soluzioni definitive a medio/lungo termine, – ammette il dirigente scolastico Lupinacci – in base alla crescita dell’indirizzo Alberghiero, il ricorso a privati sarebbe infinitamente più dispendioso a livello economico e complicherebbe in modo esponenziale la gestione della logistica per gli spostamenti. Il Sindaco di Acri, in pubblica assemblea, ha affermato che non concederà il permesso di collocare il Laboratorio perché il Dirigente scolastico chiederà anche gli spazi occupati dal Giudice di Pace. Il Dirigente scolastico ha valutato e afferma che per i prossimi anni non sarà necessario chiedere gli spazi del Giudice di Pace e dell’INPS.
Il Dirigente scolastico, in rappresentanza della scuola, ritiene sia più opportuno gestire il tutto con il Laboratorio di cucina nell’attuale Plesso Alberghiero che attivare una “movimentazione” estremamente problematica, dispendiosa, senza prospettive, con la probabilità della chiusura dell’Alberghiero ad Acri, che in tre anni ha visto una crescita costante (circa 115 iscritti nelle 6 classi attuali, di cui 9 alunni con disabilità, che trovano nelle attività pratiche dell’Alberghiero motivazioni immaginabili). In più chiarisco che il tecnico di Laboratorio lo deve nominare l’ufficio preposto del Miur. Non lo ha fatto forse perché non c’è il Laboratorio, ma, se si realizza il laboratorio, in via provvisoria si usa uno dei tecnici di altro laboratorio”.



















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