Provincia
Claudia nasce grazie al 118 di Paola: come dare le indicazioni giuste ai soccorritori (AUDIO)

La piccola Claudia è venuta alla luce a San Lucido, lo scorso 25 novembre. Grazie all’equipe del 118 di Paola, la bimba è nata senza problemi per la gioia di mamma e papà. Con il medico che l’ha fatta nascere, abbiamo affrontato anche il tema dell’importanza di fornire ai soccorritori le giuste informazioni quando si chiede l’aiuto dei sanitari
PAOLA (CS) – Il dott. Aurelio Tranchida, racconta questa piccola grande storia con molta umiltà; in fondo sa bene che questo è il suo lavoro, ma è molto di più. Perchè non tutti comprendono la valenza dell’operato del servizio di soccorso 118. Il dottor Tranchida è un medico del 118 di Paola che lo scorso 25 novembre, intorno alle 9 del mattino, viene inviato a seguito di una chiamata urgente, un codice rosso, da Paola a San Lucido, dove si segnalava la presenza di una donna che aveva rotto le acque. “Siamo stati attivati dalla sala operativa di Cosenza, e ci siamo portati sul posto e arrivati a casa della signora, mi sono accorto da una prima visita che non avremmo avuto il tempo di portarla all’ospedale di Cetraro (dove è presente il reparto di ginecologia). Mi sono accorto che la testolina della piccola già si sentiva. La signora stava per partorire, e con gli altri operatori (l’infermiera Cavallo e l’autista Severino), ci siamo adoperati per farla nascere. Ed è andato tutto bene”.
La piccola Claudia è venuta al mondo e dopo le cure e l’assistenza neonatale del caso, la mamma e la sua neonata sono state accompagnate al nosocomio di Cetraro. “Ognuno di noi a seguito di mirati corsi di formazione è in grado di valutare, a seguito di una visita. Se non c’è il pericolo del parto imminente si va in ospedale, ma in quel caso la bimba non poteva aspettare. Approfitto dell’occasione per fare gli auguri ai genitori della piccola”.
Il dott. Tranchida (nella foto in basso) ha raccontato ai microfoni di RLB il ‘lieto evento’ e non solo; anche tutto il lavoro e l’importanza di essere preparati, operatori e cittadini, ad ogni tipo di evenienza.
ASCOLTA L’INTERVISTA
[audio_mp3 url=”https://quicosenza.it/news/wp-content/uploads/2018/11/tranchida-aurelio.mp3″]
Come comportarsi e quali indicazioni fornire se si chiama il 118
“Il nostro servizio, io lo ritengo efficiente; noi abbiamo delle postazioni emergenze sanitarie territoriali medicalizzate, che a differenza del Nord dove ci sono solo soccorritori e volontari, che non fanno altro che prendere il paziente e portarlo in ospedale, qui l’aspetto positivo è che c’è la figura del medico che valuta sul posto, fa una prima diagnosi ed eventualmente somministra una terapia. Se è il caso si porta il paziente in ospedale o altrimenti rimane a casa, al fine di evitare anche di ingolfare i Pronto soccorso. Talvolta arrivano chiamate che non sono rispondenti a quello che si dice al telefono. Magari troviamo situazioni un pò più banali, o in altri casi invece seri e gravi. Andrebbe fatta una campagna di educazione sanitaria per la cittadinanza per far capire di chiamare il 118 quando serve”.
“Normalmente gli operatori della centrale operativa danno indicazioni ai presenti, a chi è vicino alla persona che necessita del soccorso (come sdraiare, mettere per terra, posizionare, anche fare un massaggio cardiaco se si è in grado). Tutte informazioni necessarie affinchè si possa consentire, nel frattempo, il nostro arrivo. Bisognerebbe avere concentrazione e sangue freddo e non lasciarsi prendere dal panico. Ed è altrettanto importante, e talvolta non lo si fa, dare indicazioni precise quando si contatta il 118: come si chiama, dove si trova, che cosa ha avuto, come si arriva, un punto di riferimento… A volte per arrivare sul posto in cui si trova la persona che ha bisogno, anche quel secondo che si perde per trovare la strada, può essere vitale.




















Social