Calabria
Assolti tre dirigenti della Regione Calabria accusati di abuso d’ufficio

Per l’accusa i tre si sarebbero adoperati per favorire l’azienda della famiglia Abramo di Catanzaro facendole incassare milioni di euro
CATANZARO – Il Gup del Tribunale di Catanzaro, Tiziana Macrì, a conclusione del processo svoltosi col rito abbreviato, ha assolto tre dirigenti della Regione dall’accusa di abuso d’ufficio in concorso “perché il fatto non costituisce reato”. I tre dirigenti sono Antonio Izzo, ex Dg del dipartimento Organizzazione e personale, e Giuseppe Longo e Valeria Fedele, già dirigenti del settore Provveditorato, Economato e Bollettino ufficiale. L’accusa a loro carico era quella di avere prorogato illegittimamente i contratti di stampa cartacea del Burc per favorire l’azienda della famiglia Abramo di Catanzaro “Abramo printing&logistic”, violando le nuove norme regionali che obbligano la pubblicazione esclusivamente per via telematica del Bollettino ufficiale della Regione. Con tale condotta, secondo l’accusa, i tre dirigenti avrebbero causato un danno alla Regione per quattro milioni e mezzo di euro. La vicenda giudiziaria risale al 2016. Oggi il gup ha proceduto all’interrogatorio di Antonio Izzo e all’acquisizione di una corposa documentazione prodotta dai difensori dei tre dirigenti, gli avvocati Francesco Izzo, Francesco Iacopino e Nunzio Raimondi. In passato anche la Corte dei Conti aveva archiviato il procedimento erariale che era stato avviato a carico dei tre dirigenti della Regione.
















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