Cosenza
In discoteca a 15 anni ubriachi, affrontare il problema in modo “serio e stabile” (AUDIO)

La strage nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo che ha provocato la morte di sei persone, di cui 5 minorenni, impone una seria riflessione su quello che è un altro aspetto di una notte in discoteca, ovvero l’abuso di alcol. Ne abbiamo parlato con il direttore del SERD di Cosenza, il dott. Roberto Calabria.
COSENZA – Non è una scoperta eclatante, purtroppo. Molti ragazzi anche minorenni, trascorrano le loro serate a bere alcolici o utilizzando anche droghe. E all’indomani di una tragedia che ha lasciato tutti sgomenti, alle lacrime, alla rabbia, al dolore di quei genitori che non vedranno più i loro ragazzi, si torna a parlare di quello che è emerso rispetto a quella notte e a tante altre ‘notti in discoteca’. Fare la morale è inutile ma il problema è più diffuso di quanti si possa immaginare. I drink, gli alcolici e i superalcolici, le canne, la cocaina, fanno parte delle serate di molti adolescenti e se anche i genitori possono provare a supervisionare e prestare attenzione ai propri figli, è ai ragazzi che vogliamo rivolgerci così come alla politica, affinché non utilizzi questa tragedia per comizi e campagne elettorali e dopo mettere tutto nel dimenticatoio.
Ma quanto è diffuso l’utilizzo di droghe e alcol qui, da noi, in città, e come lo affronta il SERD – Servizio delle Dipendenze dell’Azienda sanitaria di Cosenza. Abbiamo affrontato l’argomento con il direttore del SERD, il dott. Roberto Calabria in un’intervista su RLB
ASCOLTA L’INTERVISTA
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“Abbiamo iniziato da tempo una importante e impegnativa campagna d’informazione nelle scuole e abbiamo molta contezza del problema. Il problema è diffuso a macchia di leopardo e il nostro Paese, quanto a consumo, è tra i peggiori d’Europa, se si pensa che il 22% delle persone tra i 15 e i 64 anni nel 2017 ha fatto uso di almeno una sostanza. Questi sono dati numericamente preoccupanti come il consumo della cannabis che è predominante mentre la cocaina è la sostanza maggiormente sequestrata in Italia. Si muore sempre meno di overdose, ma anche l’eroina è molto diffusa”.
La politossicodipendenza
“Oggi abbiamo un problema di politossicodipendenza cioè questi ragazzi hanno necessità di bere, anche in maniera incontrollata, di stordirsi, per fuggire da una realtà che li porta ad isolarsi o a vivere nel contesto dei gruppi in questo modo. Giovanissimi, anche nella nostra struttura, ne abbiamo tanti, e purtroppo è in costante aumento anche la richiesta per formulare dei programmi per minori che hanno anche problemi giudiziari, che commettono reati. E’ una situazione molto allarmante, e noi crediamo che non sia solo un problema di terapia ma di trattamenti, di impostare un discorso più che terapeutico, trattamentale”
Le ripercussioni sulla salute se si “dipende da qualcosa”
“Il primo è il problema della dipendenza, del dipendere da qualcosa. Poi se si tratta di sostanze stupefacenti questa dipendenza altera le funzioni cognitive dell’individuo, di memoria, e porta inevitabilmente come complicanza sull’organismo dei gravissimi problemi di salute. Secondo un recente rapporto, dai 15-16 anni in su, un ragazzo per classe avrebbe fatto uso di sostanze e sono dati che ci preoccupano molto perchè poi vengono immesse anche nuove sostanze, in continuazione. Perciò bisogna fare un’operazione importante di prevenzione, di conoscenza, di contatto, di dialogo, di colloquio con questi ragazzi per far capire che la vita è fatta anche di altre cose, che non esistono solo le sostanze e non c’è necessità di stordirsi per trascorrere una tranquilla serata in discoteca”.
Lo spray? Un altro modo per deviare la realtà
“Anche l’utilizzo della bomboletta, dello spray urticante, altro non è che una deviazione dalla realtà, ed è sinonimo della necessità di andare oltre nei comportamenti che ha provocato ciò che ha provocato. E’ venuto fuori anche che una moltitudine dei ragazzi era già a quell’ora in uno stato di alterazione psicofisica per l’utilizzo di alcol e droga, ed è allarmante che si va in discoteca e si va in un certo modo. Spero che queste tematiche vengano affrontate in maniera seria e stabile, e non andando sull’emozione di un evento che è successo. Abbiamo bisogno di dare continuità al nostro lavoro e i ragazzi sono il nostro futuro. Dobbiamo sempre insistere su questi problemi che può sembrare non interessino, ma invece, interessano tutti”.



















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