Provincia
Mormanno, 13 famiglie terremotate ritornano a casa dopo 6 anni

Era il 26 ottobre 2012 quando, dopo un lungo sciame sismico, una scossa di magnitudo 5 colpì duramente il centro di Mormanno. E a piccoli passi si torna alla normalità
MORMANNO (CS) – Stamattina il sindaco di Mormanno, Giuseppe Regina, ha firmato cinque ordinanze di rientro per altrettante famiglie che erano state costrette ad abbandonare la propria abitazione a seguito della scossa del 26 ottobre di sei anni fa. Quelle di oggi, vanno ad aggiungersi alle atre 8 ordinanze firmate nei giorni scorsi. Le ultime ordinanze di rientro riguardano gli stabili posti sul Corso Municipale, in Via Niccolò Perrone e Via Torquato Tasso.
«Passo dopo passo – ha dichiarato il primo cittadino – con un grande impegno della nostra amministrazione e degli uffici comunali, la collaborazione dei cittadini e delle istituzioni sovra territoriali stiamo mantenendo la promessa di tornare alla normalità e stiamo scrivendo insieme la pagina della rinascita per Mormanno, dopo anni da quella tremenda notte. In queste ore, in cui altre parti del Paese, in particolare la Sicilia, sono attenzionate dagli effetti devastanti del terremoto ci stringiamo idealmente in un abbraccio di solidarietà con quanti vivono ciò che noi abbiamo vissuto nel passato».
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«Sappiamo cosa si prova e quanto tremendo e buio appaia oggi il presente ed il futuro, ma diciamo ai nostri cugini siciliani che insieme si può risorgere anche da una tremenda batosta come un terremoto. La nostra comunità né è l’esempio tangibile e noi siamo orgogliosi di poter contribuire, con l’esecutivo che oggi rappresento, al riscatto della città che amiamo e per la quale abbiamo promesso di impegnarci per riqualificarla e rilanciarla nel panorama regionale e nazionale».
«Un bellissimo auspicio – è il commento degli amministratori – per l’anno che verrà. Ci auguriamo di portare presto a casa tutti i concittadini che sono stati costretti ad abbandonare le loro abitazioni dopo il sisma del 2012. Solo quando tutti avranno ripreso possesso della loro normalità potremo dire di aver compiuto fino in fondo il nostro dovere di amministratori a servizio della collettività».




















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