Rende
Calabra Maceri chiude i cancelli, in strada i rifiuti indifferenziati dell’intera provincia di Cosenza

Emergenza alle porte, Calabria Maceri nega qualsiasi tipo di ‘favore’ ai Comuni impedendo ai camion di conferire in contrada Lecco e minacciando gravi conseguenze igienico sanitarie per l’area urbana e la provincia cosentina
COSENZA – Nessuna soluzione all’orizzonte per smaltire la spazzatura della provincia di Cosenza. A partire dal 1° gennaio tutti i Comuni sarebbero dovuti subentrare al posto della Regione nei contratti. Ciò non è avvenuto per una serie di ritardi nelle pratiche istitutive dell’Ato (assemblea che raggruppa i 150 comuni cosentini) e una normativa, quella della legge regionale n. 14 del 2014, che ancora non è stata recepita dalle amministrazioni. Ad aggravare la situazione è Calabra Maceri, che sino al 31 dicembre era autorizzata ad accogliere tutti i rifiuti indifferenziati della provincia, che non intende ‘tamponare’ la situazione senza la certezza di essere retribuita. Presa di posizione dettata dai circa 640 milioni di euro di debiti maturati dai Comuni calabresi nei confronti della Regione nel settore rifiuti. Uno dei titolari, Crescenzo Pellegrino, lo ha spiegato in maniera chiara intervenendo ieri pomeriggio nella riunione dei sindaci della provincia di Cosenza al Teatro Rendano. “A che titolo mi porto la spazzatura in casa senza un contratto? Quando li consegno in discarica o nel termovalorizzatore poi devo pagare io, – tuona Attilio Pellegrino – prima li trattavo, li trasportavo e basta. Era la Regione a liquidare direttamente lo smaltimento. Chi mi garantisce che verrò retribuito dai Comuni?”.
Per questo motivo stamattina i camion del ‘tal quale’ hanno trovato i cancelli chiusi in contrada Lecco. Solo carta, multimateriale, vetro e organico vengono accettati da Calabra Maceri. Ancor più drammatica la condizione della discarica privata della provincia, la Mi.Ga. di Celico dell’ex patron del Crotone Calcio Raffaele Vrenna, cui contratto con la Regione è solo un ‘fantasma’ visto che non è mai stato registrato. A rischio è l’incolumità dell’intero territorio che a breve potrebbe piombare in una vera e propria emergenza igienico sanitaria. Grande preoccupazione è stata espressa dai sindaci e rappresentanti dei Comuni di Scalea, Acri, Villapiana, Rogliano, Piane Crati, Grimaldi, Trebisacce, Mendicino, Cetraro, Cerisano e Montalto Uffugo. Particolare la situazione del sindaco di Malito che dopo aver ricevuto dalla Regione Calabria la nota ufficiale per il subentro il 27 dicembre in due giorni ha convocato un Consiglio comunale e firmato il contratto. “Nonostante ciò – ha spiegato il primo cittadino Francesco Mario De Rosa – la società Presila Cosentina Spa non mi ha ritirato l’indifferenziato perché Calabra Maceri non li avrebbe fatti conferire nel loro impianto”.
Un dato di fatto che è stato percepito da alcuni amministratori come un ricatto da parte dell’azienda della famiglia Pellegrino che, per i più maliziosi, in questo modo costringerebbe i Comuni a stipulare direttamente i contratti con Calabra Maceri. Dubbio che Attilio Pellegrino ha tentato di dirimere, rispondendo anche al rappresentante del Comune di Cosenza, vicepresidente Ato Cosenza, Vincenzo Granata che ha affermato che “Calabra Maceri per qualche giorno può continuare ad accogliere l’indifferenziato”. “Noi – ha chiarito Pellegrino – se ci sono tutti questi problemi preferiamo non lavorare, non abbiamo nessun obbligo nell’accettare i rifiuti solidi urbani”. Il presidente dell’Ato rifiuti Marcello Manna ha tentato di rassicurare i 76 sindaci presenti rendendo nota la disponibilità del governatore della Regione Calabria Mario Oliverio (attualmente ristretto a San Giovanni in Fiore con obbligo di dimora a seguito della misura cautelare scattata nelle scorse settimane) ad emanare nelle prossime ore un provvedimento che rimedi al caos creatosi. La soluzione ideale per i sindaci, emersa dall’assemblea di ieri, sarebbe quella di prorogare i termini del subentro dei Comuni alla Regione in modo che possano essere indette le gare d’appalto e individuati nella provincia le discariche in cui sversare o il luogo in cui allestire un eventuale inceneritore.
Cassano e Scala Coeli sono due dei Comuni in cui si trovano le discariche che l’Ato vorrebbe usare per smaltire l’indifferenziato della provincia. I loro sindaci però sembrerebbero totalmente disinteressati alla questione. Lo dimostra la loro assenza all’assemblea alla quale invece ha partecipato il commissario di Corigliano Rossano Bagnato, Comune in cui è presente la discarica di Bucita che rappresenta un altro dei candidati ‘scesi in campo’ per risolvere l’emergenza igienico sanitaria dell’intera provincia. Un’idea che ha già sollevato lo scetticismo della cittadinanza che il prossimo 12 gennaio protesterà con un sit in nei pressi della discarica affinché la Regione non autorizzi come già annunciato, a conferire tutti i Comuni cosentini dal 2019 al 2039. Intanto a Cosenza questa sera i cittadini, nei loro mastelli, consegneranno il ‘residuo’. Non si esclude però che se nelle prossime ore Oliverio non disporrà alcun provvedimento alternativo già da domani le strade della città potrebbero essere invase dai sacchetti che Ecologia Oggi non può ritirare in assenza di un luogo in cui conferire.
In foto: Cosenza, via Nicola Serra durante l’emergenza rifiuti del 2014


















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