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Operazione “Take Away”. Sequestro di persona ed estorsione, sette arresti

Calabria

Operazione “Take Away”. Sequestro di persona ed estorsione, sette arresti

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Polizia notte 7

L’operazione, denominata “Take Away”, è scattata all’alba ed ha portato all’arresto di sette soggetti accusati di sequestro di persona e tentata estorsione, aggravato dal metodo mafioso. In corso numerose perquisizioni domiciliari

 

REGGIO CALABRIA – Sette ordinanze di custodia cautelare e diverse perquisizioni domiciliari sono scattate all’alba in un’operazione dalla Polizia di Stato di Reggio Calabria contro soggetti ritenuti responsabili di sequestro di persona e tentata estorsione aggravati dalle modalità mafiose. Il sequestro di persona sarebbe stato messo in atto allo scopo di costringere la vittima a pagare il “pizzo”. É quanto é emerso dall’indagine denominata “Take Away“, che ha portato stamattina all’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone accusate di sequestro di persona e tentata estorsione, aggravati dalle modalità mafiose.

Bombardieri

Bombardieri “agressioni fisiche con il metoto ndranghetista di sopraffazione”

“Operazione importante per un duplice motivo” – ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri –  “Dimostra l’arroganza che viene manifestata ed espressa da una parte della cirminalità organizzata. Si sfrutta ogni minimo pretesto per avanzare pretese econimiche attraverso intidimatazioni e eggressioni fisiche con il metoto ndranghetista di sopraffazione. Nel centro di Reggio Calabria un soggetto è stato prelevato con la forza dal negozio della propria compagna e condotto contro la propria volontà presso un luogo privato, nel quale è stato minacciato e più volte redarguito e intimidito con evocazione di scenari che sono tipici della ‘ndrangheta come il controllo del territorio con specifico riferimento ad una zona di Reggio Calabria. Il secondo motivo è la dimostrazione che laddove la polizia giudiziaria e la magistratura vengono messe nelle condizioni di lavorare anche con semplici elementi come la telefonata della compagna impaurita e intimidita e senza nemmeno bisogno di denunce circostanziali, la sqaudra mobile si è messa all’opera ed è riuscita ad avviare una serie di indagini che in pochissimo tempo hanno portato all’individuazione dei responsabili materiali del sequestro e sia le persone che sono intervenute nell’abitazione private minacciando i malcapitati. Se ancora ve ne fosse bisogno vogliamo ricordare a tutti i cittadini di denunciare e farlo con indicazioni concrete così da permettere alle forze di Polizia e alla magistratura di lavorare bel bene della collettività”.

Bombardieri2

Servono più giudici e più poliziotti

Nel corso della conferenza stampa sull’operazione “Take Away” che ha portato all’arresto di sette persone con l’accusa di sequestro di persona e tentata estorsione, il Procuratore Bombardieri ha parlato anche di una necessatia rivisitazione degli organici per potenziare al meglio l’azione di contrasto alla ‘ngrangheta “è necessario procedere ad una rivisitazione urgente degli organici della Squadra mobile di Reggio Calabria e dei giudici di primo e secondo grado del Distretto giudiziario reggino per potenziare l’azione di contrasto della ‘ndrangheta, la più pericolosa tra le organizzazioni criminali”Secondo Bombardieri, che aveva lanciato di recente lo stesso allarme in occasione della cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario “gli organici vanno ridisegnati e adeguati. E questo vale non solo per la polizia ma anche per i carabinieri e la guardia di finanza in considerazione dell’accertata pericolosità del fenomeno mafioso nella provincia di Reggio Calabria. Il questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi, intervenendo nel corso dello stesso incontro, ha reso noto che “è allo studio del Capo della Polizia un provvedimento che consenta nel prossimo futuro alla Squadra mobile di Reggio Calabria di ricevere il necessario potenziamento”.

VIDEO – IL BLITZ DI QUESTA MATTINA

I fatti, accaduti a Reggio Calabria, risalgono al 30 dicembre scorso.

Vittima del sequestro é stato l’esercente di una pizzeria, sequestrato poco dopo che era uscito dal suo locale insieme alla convivente. L’uomo, che era alla guida della propria auto, sotto la minaccia delle armi, é stato prelevato con la forza, caricato su un’altra vettura e tenuto in ostaggio per alcune ore. L’uomo é stato rilasciato con la condizione che avrebbe provveduto a sborsare in tempi ristretti una consistente somma di denaro. Il piano degli organizzatori ed esecutori del sequestro é però saltato grazie alla tempestiva segnalazione alla Polizia dell’avvenuto rapimento da parte della convivente della vittima. Le indagini che ne sono scaturite hanno consentito di ricostruire in breve tempo il quadro completo delle responsabilità relative al sequestro, con l’emissione delle sette ordinanze di custodia cautelare in carcere da parte del Gip di Reggio Calabria su richiesta della Procura della Repubblica. I sette arrestati, tra l’altro, sarebbero contigui ad ambienti della ‘ndrangheta.

 

I nomi degli indagati per sesquestro di persona e tentata estorsione

Francesco Belfiore (Reggio Calabria – 31.07.1973)
Massimiliano Polimeni (Reggio Calabria – 6.10.1993)
Carmelo Bruno Scaramuzzino (Melito Porto Salvo – 9.03.2000)
Giuseppe Surace (Reggio Calabria – 24.10.1981)
Pietro Surace (Reggio Calabria – 16.08.1955)
Bruno Surace (Reggio Calabria – 6.08.1958)
Domenico Natale Surace (Reggio Calabria – 19.11.1980)

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