Calabria
Anziani maltrattati, provvedimenti disciplinari. La difesa dei legali della struttura lager

Quelle immagini, il suono degli schiaffoni, le umiliazioni sono come un pugno nello stomaco. Ma la struttura di Settingiano prova a difendersi e i legali parlano addirittura di denunce da parte di chi ha interesse a screditare l’operato della struttura
SETTINGIANO (CZ) – Il primo a scendere in campo per buttare acqua sul fuoco è il presidente e legale del San Francesco Hospital, Massimo Poggi Madarena: “Sebbene confortati da quanto il Gip ha specificato in ordine al quadro indiziario, relativo all’ipotesi di sequestro di persona e maltrattamenti, per avere allocato alcuni pazienti su una carrozzella, si evidenzia come, sia i consulenti tecnici della Procura, che lo stesso Giudice, abbiano ritenuto corretta l’operazione di contenzione, considerata la gravità clinica dei pazienti”.
“Per quanto concerne le altre condotte definite dal gip “numericamente esigue, poco invasive della sfera fisica e personale degli anziani, più spesso dirette verso oggetti che verso le persone – prosegue Poggi – giova rilevare che in ogni caso saranno esperiti tutti i provvedimenti disciplinari previsti dalla normativa vigente. Tutto questo a salvaguardia e tutela dei pazienti e della reputazione del San Francesco Hospital, che vanta quasi venti anni di attività socio-sanitaria, apprezzata da tutti, per l’elevato livello delle prestazioni rese e costantemente accertate dalle visite ispettive del personale dell’Asp e dei Nas, che non possono essere offuscate da qualche atteggiamento, a tutt’oggi da contestualizzare e comprendere, che va contro i principi, che da sempre governano la mission aziendale. Confidiamo pertanto nel lavoro della Magistratura, auspicando una positiva, quanto celere, definizione di tale procedimento, che lascia tanta amarezza, nell’animo di chi scrive, per quello che è la storia di questa struttura”.
“Rispetto ai reati ipotizzati dal Pm il GIP ha già escluso ‘la gravità indiziaria del reato di maltrattamenti con riferimento alla condotta di contenzione e vieppiù di quello del sequestro di persona’ avendo gli stessi consulenti tecnici della Procura attestato come ‘i pazienti erano ospitati in più sale, erano tutti tranquilli e ben igienizzati, gli indumenti erano in ordine e normo inseriti, non erano presenti imbrattamenti del corpo o degli indumenti’.
A sostenerlo in tal caso, sono i legali della casa di riposo San Francesco Hospital, avvocati Armando Veneto, Clara Veneto e Giacomo Maletta: “Tanto che il Gip – proseguono i legali – ha definito essere ‘condotte numericamente esigue, poco invasive della sfera fisica e personale degli anziani, più spesso dirette verso oggetti che verso le persone e connotati nella maggior parte dei casi da atteggiamenti di scherno, sgarbo, noncuranza e fastidio più che di violenza fisica’”. I legali, prosegue la nota, “ritengono di poter facilmente dimostrare come l’azione giudiziaria sia infondata prendendo le mosse da calunniose denunzie di soggetti interessati a mettere in cattiva luce, per loro interessi, una struttura che ha ricevuto numerose e positive valutazioni dei Nas. Essa interviene proprio mentre, in parallelo, dovranno essere esaminate le numerose denunzie proposte nei confronti dei presunti diffamatori”.
“Perchè siete così cattivi con me, io non voglio male a nessuno”
Così gli anziani tentavano di arginare schiaffi e berleffi ma venivano ignorati. Perchè un’umiliazione spesso, fa più male delle botte. L’anziana implorava i dipendenti ed aveva necessità di andare in bagno ma veniva però “ignorata e sbeffeggiata”. E questo è solo uno dei casi citati nell’ordinanza emessa dal gip di Catanzaro che, su richiesta della Procura, ha disposto gli arresti domiciliari per due dipendenti della struttura ed il divieto di dimora per altri 3.
I fatti oggetto dell’indagine, condotta dalla Guardia di finanza, risalgono al periodo compreso tra il 2017 e il 2018. Per gli anziani anche riposarsi, secondo l’accusa, era praticamente impossibile. Uno degli arrestati, Giuseppe Bonifacio, per esempio, li infastidiva, si legge nel capo di imputazione, “fischiettando, battendo le mani, tirandoli dalle orecchie, e sferrando reiteratamente schiaffi nei loro confronti, anche mentre gli stessi dormivano sulle loro sedie, al fine di farli svegliare”. Dall’ordinanza emergono poi altri casi, come quello di un anziano che, per avere tentato di liberarsi dalla fascia di contenzione, sarebbe stato colpito, sempre da Bonifacio, prima dietro la nuca e poi con un pugno sul torace. In un altro caso, un operatore ha scagliato un piatto con un pezzo di torta addosso ad una donna perché quest’ultima aveva chiesto che lo lasciasse sul tavolo.


















Social