Calabria
Conapo: «False affermazioni del soccorso Alpino: i Vigili del fuoco coordinano il soccorso pubblico»

Dopo le dichiarazioni rese da un esponente del soccorso alpino calabrese sulla esclusività del coordinamento dei soccorsi, la Conapo richiama all’ordine ricordando di non diffondere false notizie
CATANZARO – «Le dichiarazioni rilasciate dal Presidente dell’associazione di volontariato Soccorso Alpino della Calabria durante l’intervista andata in onda l’11 aprile 2019 sull’emittente televisiva Calabria News 24 (alla domanda del giornalista “Siete voi che vi andate a sporcare le mani in questa circostanza”, Giacomo Zanfei presidente regionale Sasc risponde “Non siamo solo noi, ma la norma dello Stato italiano ci assegna il coordinamento delle forze che vengono impegnate in una ricerca nell’area montana”, ndc), ci lasciano esterrefatti per l’insistenza con la quale si continuano a diffondere interpretazioni scorrette della normativa che regola l’attività di Soccorso Pubblico».

Massimo Conforti segreteria regionale Conapo
A dichiararlo per la segreteria regionale Conapo è Massimo Conforti che sottolinea come il Soccorso alpino dovrebbe attenersi alla normativa nazionale che affida ai Vigili del Fuoco il coordinamento di tutti i soccorsi e come dovrebbero evitare di creare continui contrasti perdendo di vista quello che è il compito dei soccorritori: salvare vite umane e non essere “esclusivisti”. Si legge ancora nella nota:
«Contrariamente a quanto affermato, la normativa di riferimento assegna il coordinamento e la direzione di tutti gli interventi di soccorso pubblico al Ministero dell’Interno, che opera attraverso il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
La pretesa di essere “esclusivisti” per legge dell’attività di soccorso in ambiente montano, ipogeo ed impervio in genere, avanzata costantemente dal Soccorso Alpino, è stata smentita dagli ormai numerosi interventi del Consiglio di Stato (sentenze 1736 e 1737/2014), seguiti da specifiche modifiche normative tese a sanare le ambiguità di alcune leggi che in passato hanno reso possibile la generazione di diverse interpretazioni contrarie all’intento del legislatore.
Sarebbe opportuno ed auspicabile che l’associazione in questione, proprio per il ruolo che la legge gli affida, evitasse la diffusione di notizie non rispondenti a verità giuridica che la pongono costantemente in contrasto con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, cioè con l’Amministrazione dello Stato deputata dalla legge all’espletamento, con competenza generale, dell’attività di Soccorso Pubblico.
La ricerca, da parte del Soccorso Alpino, di una più stretta collaborazione con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, mirante alla valorizzazione delle proprie competenze a tutto beneficio del servizio di soccorso offerto ai cittadini, invece che il continuo scontro, sarebbe senza dubbio un modo per spendere più proficuamente le energie disponibili.
Il Co.Na.Po., rimane ovviamente a disposizione per qualsivoglia confronto basato su dati e fatti reali. Segreteria Regionale Co.Na.Po. Calabria»
Nella foto di copertina l’immagine dei vigili del fuoco durante l’intervento drammatico del Raganello, nel recupero delle salme delle vittime dopo il salvataggio dei sopravvissuti
FOTO DI ALCUNE DELLE ATTIVITA’ DI COMPETENZA DEI VIGILI DEL FUOCO


Nel fermo immagine tratto dal Tg3 i soccorsi dopo la piena del torrente Raganello a Civita (Cosenza), 20 agosto 2018. Sarebbero cinque, secondo la protezione civile nazionale, i morti provocati dall’ondata del torrente Raganello a Civita. Tra loro una giovane ragazza non ancora identificata ed il cui corpo è stato recuperato. Altre 12 persone sono state individuate e sono in corso le operazioni di recupero da parte dei vigili del fuoco e del soccorso alpino.
ANSA/FERMO IMMAGINE TG3
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